EDUCARE AD ESSERE

esperienze di educazione libertaria

 

relatore

prof. Francesco Codello

dirigente scolastico a Treviso

 

conferenza e dibattito aperto a genitori, educatori e a quanti  hanno a cuore l’educazione

degli uomini di domani per confrontarci

 insieme e crescere

 

VENERDI’  29 MAGGIO 2009

ORE 20.30

 

c/o patronato SS. Trinità - Sala Ridotto Remondini

Via SS. Trinita’ 8 – BASSANO DEL GRAPPA (VI)

cell. 348-3276772  cell. 335-243748

ingresso libero

con la collaborazione del patronato SS. Trinità


  Chi siamo

Siamo un gruppo di genitori con bambini che a settembre 2009 inizieranno la prima classe elementare (scuola primaria).

Ci stiamo impegnando per una scuola alternativa a quelle esistenti nel territorio (Bassano del Grappa, Rossano, Nove, Marostica).

Con noi c'è una maestra che accompagnerà i nostri bimbi in questo cammino rispettando i loro tempi e i loro temperamenti. Una maestra che si dedicherà a loro, con un metodo, ma anche con un cuore, nel rispetto dei programmi ministeriali richiesti, arricchiti di attività manuali e creative. Una scuola che mette al centro i bisogni del bambino e i valori della sua famiglia, e che considera un tesoro prezioso la partecipazione attiva dei genitori nello svolgersi dell'esperienza scolastica dei loro figli.

Se il nostro progetto ti piace, chiamaci:

Alessia 335 243748 oppure 0424 590045;     Alessandra 347 0682572 oppure 0423 470388;     Federica 0423 470400; maestra Maria 0424 77052

Di seguito potete leggere:
  • articoli che parlano della nostra iniziativa, pubblicati su quotidiani locali
  • Il Piano dell'Offerta Formativa della Scuola del Buonsenso, per la prima classe (da definire insieme orario scolastico e "tempo pieno")
  • Arriva il bambino a una dimensione, di Francesco Codello
  • La scuola di Summerhill, di Valeria Traversi
  • Liberi per essere felici, di Frandesco Codello
  • Scuola Montessori, pedagogia e curricolo
  • Homeschooling: articolo di Sandra Chistolini
  • Ricerca sull'efficienza dell'istruzione familiare - uno studio inglese
  • Esperienze italiane: associazione Siraluna, associazione Crescendo, ...
  • (altro materiale informativo in www.lapappadolce.com)


articolo apparso su IL GAZZETTINO del 20.02.2009 "Fatta dai genitori la scuola su misura" di Arianna Zen Si rifanno alla legge che prevede l'istruzione parentale: "vogliamo contare nelle decisioni". Papà e mamme hanno fondato un'associazione che si richiama al "buon senso". Una scuola alternativa che coinvolga i genitori in modo attivo nell'educazione dei figli. L'associazione che si chiama Scuola del Buonsenso, riunisce alcuni genitori del territorio che, rifacendosi alla legge statale che prevede l'istruzione parentale, permette di offrire una scuola completamente autorganizzata ai propri bambini. Una scuola diversa da quella statale, anche se non ci vuole essere rotta di collisione con essa. "Non vogliamo criticare la scuola statale" spiega Alessia Bortoli, novese mamma di due bimbe e tra le promotrici del progetto "ma la legge dei grandi numeri purtroppo non può giocare a favore del singolo bambino. Abbiamo per questo trovato una maestra che condivide il nostro pensiero ed è pronta a seguire i nostri bambini per le classi elementari seguendo il programma ministeriale arricchito di attività artistiche e manuali, fondamentali per lo sviluppo della fantasia. Stiamo cercando di completare una classe per arrivare ad avere almeno 10 bambini e cerchiamo genitori disponibili e sensibili a queste esigenze". L'iniziativa ha già visto in Italia molte esperienze simili e pare sia un'esigenza che si sta diffondendo un po' in tutta Europa. "Sono un gruppo di genitori coraggiosi, con buona volontà, uniti dal desiderio di dare un'educazione che non sia puro passaggio di nozioni, ma un progetto più ampio" spiega Maria Marino, marosticense, la maestra scelta dall'associazione "non è assolutamente una scuola più scadente rispetto alle altre e non vuole creare delle polemiche con altri metodi. L'intento è solo quello di rendere più partecipi e attivi i genitori nella scelta dell'educazione per i propri figli. Periodicamente, i Direttori Didattici del territorio , potranno di anno in anno sondare la nostra scuola con delle verifiche per riconoscerne a tutti gli effetti il valore formativo."   Al momento sono sei i bambini iscritti. Il costo pro capite dipenderà dai costi totali e da quanti iscritti ci saranno. Se l'aula non si dovrà affittare, l'unico costo sarà lo stipendio dell'insegnante da ripartire sul numero di iscritti e, a rotazione, i genitori si alterneranno nelle mansioni che nelle scuole statali sono affidate ai bidelli. "Alcuni pensieri di hanno spinto su questa strada" aggiunge Alessia Bortoli " se una maestra chiede ad un bimbo di prima elementare cos'è la vendemmia e nessuno riesce a rispondere, forse questo ci dovrebbe far riflettere; se un bambino di sei anni non riesce ad allacciarsi le scarpe o arrampicarsi su un albero, se nei paesi scandinavi i bambini vanno a scuola quattro ore al giorno e c'è il più alto tasso di istruzione,  se a molti bambini non piace andare a scuola, forse è meglio fermarsi e pensarci un po' su".

articolo apparso su IL GIORNALE DI VICENZA del 08.02.2009 "Scuola Familiare. Niente voti e aule ma tanto... cuore" di Alessandro Zaltron Per andare in classe... si resta a casa. I registri scolastici non ci sono, perchè nemmeno i voti esistono: l'apprendimento dei bambini va tarato sulle loro capacità e non giudicato su un'abbuffata di nozioni. Tra le materie rientrano attività manuali e creative. La maestra è unica e la scelgono i genitori. Sembra il paradiso, la scuola fai da te, ma è la nuova frontiera della didattica, talmente innovativa che si torna alle origini, a quando l'istruzione erano i genitori ad impartirla. Sta infatti prendendo piede nel Bassanese la "scuola familiare", istituto riconosciuto dallo Stato sebbene alternativo al consueto sistema. Quella che un gruppo di mamme sta costituendo è una classe prima elementare che parta dal prossimo mese di settembre. La maestra è già arruolata. La sede è in via di definizione, ma quasi di sicuro sarà una casa privata. Gli alunni in parte ci sono, e in parte si stanno reperendo tramite una campagna di sensibilizzazione basata su volantini affissi un po' ovunque nel compensorio. Il movimento libertario si sta ampliando, tesse reti con realtà del resto d'Italia e a brave dialogherà con tutti attraverso il sito www.scuoladelbuonsenso.org. <<Ci piace pensare>>, precisa uno degli attivissimi genitori <<a una libera scuola del buonsenso; non vogliamo sposare nessuna pedagogia in particolare, ma prendere ciò che di buono c'è e portarlo ai nostri figli. Se un bambino non riesce a 5-6 anni ad allacciarsi le scarpe o a saltare la corda, forse ci dovrebbe far riflettere; se la scuola è acquisire informazioni perchè lo dice un grande e non perchè viene data la possibilità di sperimentare... allora non stiamo educando, ma riempendo un CD!>>. Nessuna polemica verso la scuola tradizionale, bensì la rivendicazione del diritto di pensare per tempo al futuro dei propri figli. <<Non è nostra intenzione criticare le scuole statali o quelle private>> è il messaggio finale <<dove operano persone con impegno e grandi capacità umane, dove le mamme che lavorano possono lasciare i figli anche otto ore al giorno: e sappiamo com'è difficile far quadrare tutto tenendo conto delle esigenze odierne. Ma se ai bambini non piace andare a scuola, probabilmente è perchè non trasmettiamo entusiasmo e non creiamo le condizioni per un ambiente a loro consono, capace di cogliere anche le istanze del singolo. E noi non vogliamo rubare ai nostri bambini il periodo più bello, quello dell'infanzia...>>




Piano dell'Offerta Formativa (POF) della Scuola del Buonsenso, così come si è sviluppato attraverso il dialogo insegnanti-genitori, per la classe prima della scuola primaria.

SCUOLA PRIMARIA “"LA SCUOLA DEL BUONSENSO”" - CLASSE PRIMA

PREMESSA

La piccola Scuola del Buonsenso è una realtà nuova, nata per impulso di un gruppo di genitori che sentivano di condividere un’'uguale impostazione pedagogica all'’interno delle loro famiglie, e che si sono quindi associati per dar vita ad una realtà scolastica che rispondesse al loro bisogno di condivisione, partecipazione e continuità scuola-famiglia. Insieme all'’insegnante scelto, e mettendo a disposizione del gruppo ognuno i propri talenti, hanno sviluppato questo Piano dell’'Offerta Formativa per la Classe Prima.
I punti fondamentali del programma sono i seguenti:
- promuovere il pieno sviluppo della persona;
- dare senso alla frammentazione del sapere;
- porre al centro dell’'educazione e dell'’istruzione il singolo bambino, attraverso un insegnamento individualizzato e che tiene conto delle peculiarità di ognuno, valorizzandolo nel contesto di gruppo, aiutandolo a scoprire il valore di se stesso, delle cose, della realtà, considerandolo come essere unico e irripetibile, offrendogli percorsi formativi rispondenti alle sue proprie inclinazioni personali;
- offrire un ambiente che, anche attraverso la scelta dei materiali e degli oggetti d’'uso, possa “fare didattica” individualizzata;
- considerare la formazione professionale e i talenti dei genitori di ogni bambino risorse preziose nella didattica e nell'’educazione di tutto il gruppo classe;
- consegnare il patrimonio culturale che viene dal passato;
- preparare al futuro fornendo le competenze indispensabili per essere attivi nel contesto in cui vivono;
- accompagnare il percorso di formazione personale, sostenendo la ricerca di senso e il processo di costruzione della personalità;
- far nascere lo stupore della conoscenza, il gusto della curiosità, il desiderio di arricchire il sapere con la propria fantasia, creatività e ingegno;
- valorizzare l’'esperienza e le conoscenze dei bambini e delle loro famiglie;
- rispettare i diversi stili cognitivi, promuovere la consapevolezza del proprio apprendere;
- favorire l’'esplorazione e la scoperta nel lavoro laboratoriale, individuale, di gruppo, nelle frequenti uscite didattiche, ecc…..;
- valorizzare i beni culturali presenti sul territorio;
- impegnarsi per il successo scolastico di tutti i bambini;
- curare la formazione della classe come gruppo;
- usare l'’esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni artistiche e musicali per apprendere per via pratica quello che verrà approfondito negli anni successivi.
La piccola Scuola del Buonsenso è una scuola di liberi pensatori, priva di qualsiasi etichetta politica, religiosa o pedagogica. Sono ideali comuni l’'amore e il rispetto per gli esseri umani indipendentemente dalla loro età, per la natura, per l’'arte e per la cultura tutta, per la tecnologia quando è al servizio dell’'uomo, e l’'apertura verso le idee e le opinioni di tutti. Di fronte a un bambino che ha una difficoltà in matematica, ad esempio, non esiteremmo ad usare le aste numeriche montessoriane, gli gnomi della scuola waldorf, un buon testo in uso nella scuola primaria, i sassi del giardino, o un programma di didattica per il pc…...

  SCUOLA PRIMARIA  “LA SCUOLA DEL BUONSENSO” - CLASSE PRIMA

PROGRAMMAZIONE AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA

Lingua italiana, Inglese, Musica, Arte e Immagine, Corpo-movimento-sport

Tutte queste discipline trovano una comune matrice antropologica nell’'esigenza comunicativa dell’'uomo e nell’'esplicazione di facoltà uniche e peculiari del pensiero umano: narrare e descrivere spazi, personaggi e situazioni sia reali sia virtuali; elaborare idee; rappresentare sentimenti comuni; creare l’i'mmaginario collettivo patrimonio di valori estetici, culturali, religiosi, etici e civili di una comunità.

 ITALIANO

Lo sviluppo di competenze linguistiche ampie e sicure è una condizione indispensabile per la crescita della persona e per l’'esercizio pieno della cittadinanza, per l’'accesso critico a tutti gli ambiti culturali e per il raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio. Nel primo ciclo grande importanza ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. Pratichiamo la lettura su una grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al compito. La scrittura si apprende attraverso la lettura e la produzione, prima guidata poi autonoma, di una grande varietà di testi funzionali e creativi, sempre inseriti in contesti motivanti. L'obiettivo primario è quello di portare  i bambini a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice.
Lo sviluppo del senso estetico e del gusto letterario avverrà sin dai primi anni della scuola primaria su testi scelti tra esempi culturalmente validi della letteratura per l'’infanzia. Poniamo attenzione all’'arricchimento del patrimonio lessicale del bambino e gradualmente ogni area curerà l’'apprendimento dei termini specifici di ogni disciplina come chiave per il possesso dei concetti. La riflessione sulla lingua partirà dall’'osservazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni astratte. Incanalando la naturale disposizione del bambino al gioco e all’'invenzione, si avrà cura di favorire la scoperta graduale dei mezzi per sviluppare una sempre più piena consapevolezza della ricchezza, della flessibilità e della creatività della lingua stessa. Attraverso la fruizione e la produzione di testi fantastici e ludici, il bambino sperimenterà fin dai primi anni le potenzialità espressive della lingua italiana (e più in generale del linguaggio verbale). Egli apprenderà inoltre le possibilità della lingua di fondersi con altri linguaggi e con altri mezzi, in forme di comunicazione interdisciplinari e multimediali. Una particolare attenzione sarà dedicata, per la rilevanza assunta nella nostra cultura, al legame fra la lingua e la musica in ambito artistico.
Saper ascoltare e comprendere
Conoscenze: elementi fondamentali del rapporto frase/contesto nella comunicazione orale: funzione affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa. Comprensione degli elementi principali della comunicazione orale: concordanze, pause, durate, accenti, intonazione della frase.
Abilità: il bambino presta attenzione ai messaggi orali degli insegnanti e dei compagni; comprende ed esegue semplici istruzioni, consegne ed incarichi. Individua gli elementi essenziali di un testo ascoltato (personaggi, luoghi, tempi, azioni in successione temporale, rapporti di causa, fatto, conseguenza). Si avvia a sviluppare le capacità di attenzione e di concentrazione e le protrae per periodi progressivamente più lunghi.
Saper intervenire, domandare, rispondere, esporre
Conoscenze: elementi fondamentali del rapporto frase/contesto nella comunicazione orale: funzione affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa, lessico. Comprensione degli elementi principali della comunicazione orale: concordanze, pause, durate, accenti, intonazione della frase. Organizzazione del contenuto della comunicazione orale secondo il criterio della successione temporale.
Abilità: il bambino esprime spontaneamente le proprie esigenze, i propri gusti e le proprie esperienze personali. Partecipa alle conversazioni e alle discussioni in modo pertinente rispettando il tema e il meccanismo dei turni. Si esprime con pronuncia accettabile e linguaggio comprensibile. Riferisce le parti essenziali di un racconto: personaggi, vicende, situazioni. Memorizza e recita filastrocche e poesie.
Saper leggere e comprendere
Conoscenze: funzione connotativa e denotativa del segno grafico. Lettura monosillabica di parole. Le convenzioni di lettura: corrispondenza tra fonema e grafema, raddoppiamenti, accenti, troncamenti, elisioni, scansione in sillabe. I diversi caratteri grafici. La funzione del testo-contesto: comprensione dei significati.
Abilità: il bambino osserva le immagini che corredano il testo prima di leggere. Correla grafema-fonema. Riconosce e distingue vocali e consonanti. Articola e pronuncia correttamente vocali, consonanti e suoni complessi. Opera la sintesi per formare parole. Legge sillabe, digrammi e suoni difficili. Confronta parole individuando somiglianze e differenze. Legge lo stampato e il corsivo maiuscolo e minuscolo. Legge immagini e parole e trova eventuali corrispondenze. Legge immagini e parole e trova eventuali corrispondenze. Legge e comprende definizioni e semplici consegne. Legge e comprende brevi frasi. Legge brevi testi in modo chiaro e scorrevole. Legge e comprende il contenuto globale di un testo rispondendo a domande.
Saper scrivere
Conoscenze: Convenzioni di scrittura: corrispondenza tra fonema e grafema; digrammi; raddoppiamenti consonantici, accento di parole bisillabe, elisione, troncamento, scansione in sillabe, principali segni di punteggiatura. I diversi caratteri grafici e l’'organizzazione della pagina. Organizzazione del contenuto della comunicazione scritta secondo criteri di logicità e di successione temporale.
Abilità: il bambino rappresenta graficamente vocali, consonanti, sillabe, digrammi e fonemi difficili. Utilizza i caratteri fondamentali della scrittura stampatello e corsivo minuscolo e maiuscolo. Completa e scrive parole anche per auto dettatura. Scrive correttamente bravi frasi relative a disegni o vignette predisposte. Scrive brevi enunciati per dettatura, copiatura, o auto dettatura. Ricompone una frase spezzata, completa una frase incompleta. Compone semplici pensieri su esperienze personali.
Saper riflettere sulla lingua
Conoscenze: le convenzioni ortografiche. La funzione dei segni di punteggiatura forte: punto, virgola, punto interrogativo. L’'ordine sintattico della frase. L’'ampliamento del lessico.
Abilità: il bambino riconosce le principali difficoltà ortografiche: digrammi, trigrammi, doppie, accento, divisione in sillabe. Comprende l’'utilizzo del punto (fermo, interrogativo, esclamativo). Riordina le parole di una frase in modo logico. Si avvia ad arricchire progressivamente il lessico. Gioca con parole e frasi.
Attività
Racconto di una fiaba a puntate per introdurre lo stampato minuscolo, maiuscolo e il corsivo. Attività di pittura e modellaggio delle lettere dell’'alfabeto, scrittura coi piedi, con la mano sinistra, sulla schiena dei compagni, ecc…... Giochi ed esercizi scritti e orali per il  riconoscimento di vocali e consonanti. Giochi ed esercizi scritti e orali per il riconoscimento delle lettere, delle parole, delle frasi, per imparare a scrivere correttamente staccando tutte le parole. Filastrocche ed esercizi scritti e orali per le doppie e le difficoltà ortografiche. Lettura sistematica di fiabe, una a conclusione di ogni giornata di scuola, che viene ripresa in forma di riassunto orale il giorno successivo. Costruzione di libri artistici con o senza testo. Memorizzazione attraverso giochi ritmici di poesie e filastrocche legate ai vari argomenti di studio del periodo. Scomposizione di storie e fiabe e ricostruzione secondo la corretta cronologia degli eventi. Descrizione di  immagini per stimolare l'osservazione e la produzione autonoma di pensieri. Preparazione di una piccola rappresentazione teatrale per ogni trimestre di scuola, da presentare alle famiglie: si può rappresentare la punteggiatura, oppure si possono rappresentare i numeri, un dialogo in Inglese, si possono costruire marionette e burattini, scenografie, ecc…...Creazione di una biblioteca scolastica per la consultazione e il prestito, con testi adeguati all’'età, per creare un sentimento di familiarità e vicinanza rispetto all’'oggetto-libro, e per lo sviluppo del senso estetico e del gusto letterario.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.

Lingue Comunitarie:INGLESE
Con l’'apprendimento dell'’Inglese a partire dalle prime classi della scuola primaria, il bambino sviluppa non solo la capacità di imparare più lingue, ma anche di imparare con le lingue a fare esperienze, ad affrontare temi e problemi e a studiare altre discipline. Nella scuola primaria teniamo conto della ricettività sensoriale del bambino e della sua maggiore capacità di appropriarsi spontaneamente di modelli di pronuncia e intonazione. Per l’'apprendimento della lingua utilizziamo giochi di ruolo, canzoni e filastrocche, per esplorare suoni e significati, appropriarsene e riutilizzarli in modo creativo. Facciamo inoltre uso di audiovisivi e tecnologie informatiche.
Comunicazione orale: ascoltare e comprendere
Conoscenze: ascoltare e comprendere le espressioni usate dall’'insegnante. Ascoltare ed eseguire comandi. Ascoltare, comprendere ed interpretare testualmente canzoni, poesie e filastrocche. Ascoltare espressioni linguistiche riprodotte con materiale audio e audiovisivo.
Abilità: il bambino sa riconoscere e discriminare suoni e fonemi. Sa discriminare ritmi e intonazioni. Sa ascoltare e comprendere comandi e semplici frasi inseriti in un contesto situazionale. Sa ascoltare e comprendere semplici strutture linguistiche. Sa ascoltare e comprendere singole parole riferite a strutture apprese.
Comunicazione orale: parlare ed interagire
Conoscenze: riprodurre singole parole e semplici strutture. Usare consapevolmente, in situazione dialogica, parole e semplici strutture.
Abilità: il bambino sa riprodurre suoni e fonemi. Sa riprodurre suoni e fonemi secondo una data sequenza. Sa riprodurre ritmi e intonazioni. Sa riprodurre semplici strutture linguistiche. Sa utilizzare singole parole. Sa utilizzare semplici strutture in un contesto situazionale adatto.
Comunicazione scritta, leggere e comprendere
Conoscenze: leggere immagini. Abbinare immagini e parole. Riconoscere singole parole già note oralmente.
Abilità: il bambino sa associare parole ascoltate ad immagini. Sa denominare oggetti raffigurati in immagini. Sa abbinare immagini a parole scritte. Sa individuare la forma grafica della parola ascoltata.
Attività

Formule di saluto, espressioni per chiedere-dire il nome, formule di augurio, comandi relativi ai movimenti, comandi relativi a semplici giochi, comandi relativi all’'uso del materiale scolastico, colori principali, numeri fino a dieci, oggetti di uso scolastico, animali, giochi e giocattoli, parti del corpo, famiglia, conte e filastrocche tradizionali, semplici usi e costumi, ricorrenze tipiche. How old are you? I'm...years old; yes e no; up down ed istruzioni stand up sit down; gli auguri di Natale;  istruzioni go to the door, open the window...; le forme di cortesia please, thank you; le parti del corpo;  la casa.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.

ARTE E IMMAGINE
Lo studio della disciplina arte e immagine ha la finalità di sviluppare e di potenziare nel bambino la capacità di leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di esprimersi e comunicare in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità e consapevolezza nei confronti del patrimonio artistico. La disciplina contribuisce così in modo rilevante a far sì che la scuola si apra al mondo, portandola a confrontarsi criticamente con le nuove tecnologie della comunicazione. Riteniamo fondamentale che il bambino apprenda, a partire dal primo ciclo, gli elementi di base del linguaggio delle immagini (linea, colore, superficie, forma, volume, composizione, ecc.) e allo stesso tempo sperimenti diversi metodi di lettura delle opere d’'arte, attraverso frequenti esperienze dirette nel territorio e nei musei. Per far sì che la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità del bambino è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i nuclei costituitivi del suo impianto epistemologico: sensoriale (sviluppo delle dimensioni: tattile, olfattiva, uditiva, visiva intesa come vedere-osservare); linguistico-comunicativo (il messaggio visivo, i segni dei codici iconici e non iconici, le funzioni, ecc.); storico-culturale (l’'arte come documento per comprendere la storia, la società, la cultura, la religione di un’'epoca); espressivo/comunicativa (produzione e sperimentazione di tecniche, codici e materiali diversificati, incluse le nuove tecnologie); patrimoniale (il museo, i beni culturali e ambientali presenti nel territorio).
Conoscenze
I colori primari e secondari. Potenzialità espressive dei materiali plastici (argilla, plastilina, pastasale, cartapesta, cera d’api colorata, lana cardata, feltro…) e di quelli bidimensionali (pennarelli, carta, gessetti, pastelli, tempere, acquarello, acrilici…). Le differenze di forma. Le relazioni spaziali. Il linguaggio del fumetto, filmico e audiovisivo.
Abilità
Il bambino usa creativamente il colore. Utilizza il colore per differenziare e riconoscere gli oggetti. Rappresenta figure tridimensionali con materiali plastici. Riconosce le relazioni spaziali, le figure e i contesti spaziali. Utilizza la linea dell’'orizzonte inserendo elementi del paesaggio fisico. Rappresenta figure umane con uno schema corporeo strutturato. Opera una prima semplice lettura di opere d’'arte. Distingue la figura dallo sfondo. Esplora immagini, forme e oggetti presenti nell’'ambiente utilizzando le capacità visive, uditive, olfattive, gestuali, tattili e cinestetiche; guarda con consapevolezza immagini statiche e in movimento descrivendo verbalmente le emozioni e le impressioni prodotte dai suoni, dai gesti e dalle espressioni dei personaggi, dalle forme, dalle luci e dai colori e altro. Esprime sensazioni, emozioni, pensieri, in produzioni di vario tipo (grafiche, plastiche, multimediali…) utilizzando materiali e tecniche adeguate e integrando diversi linguaggi. Individua nel linguaggio del fumetto, filmico e audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze narrative e decodifica in forma elementare i diversi significati. Descrive tutto ciò che vede in un'’opera d'’arte, sia antica che moderna, dando spazio alle proprie sensazioni, emozioni, riflessioni. Riconosce nel proprio ambiente i principali monumenti e beni artistico-culturali.
Attività
La scelta di privilegiare la libertà di espressione nello svolgimento del programma di arte e immagine, non nasce da un'impostazione educativa naturalistica, ma dalla necessità di far vivere ad ogni bambino emozioni che sostengano la consapevolezza della propria capacità di fare. Per questo motivo sono state scelte attività legate all'espressività, alle quali ha fatto da sfondo l'aspetto didattico interdisciplinare. Le attività hanno sovrapposto linguaggi artistici diversi, volti da un lato alla sensibilizzazione dell'espressione artistica negli aspetti della vita quotidiana e dall'altro come percorso di ricerca individuale. Il percorso artistico e tecnico si è sviluppato attraverso l'integrazione dei diversi linguaggi artistici: l'arte attraverso i materiali quotidiani, l'arte attraverso il riciclo;  uso artigianale di materiali di riciclo, lavori tridimensionali con uso di materiali vari, elementi introduttivi della prospettiva; il paesaggio e la prospettiva; l'autoritratto, la musica e il colore, il fumetto, la fotografia, l'’animazione agli esordi (anni ’30). I bambini inoltre verranno accompagnati a visitare almeno tre musei nell’'arco dell’'anno scolastico (gite da definire)

CORPO MOVIMENTO SPORT
Nel primo ciclo queste discipline promuovono la conoscenza di sé, dell’'ambiente e delle proprie possibilità di movimento; contribuiscono alla formazione della personalità del bambino attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della necessità di prendersi cura della propria persona e del proprio benessere. Il gioco e lo sport sono mediatori e facilitatori di relazioni e “incontri”. L’'attività sportiva promuove il valore del rispetto di regole concordate e condivise e i valori etici che sono alla base della convivenza civile. I docenti sono impegnati a trasmettere e a far vivere ai bambini i principi di una cultura sportiva portatrice di rispetto per sé e per l’'avversario, di lealtà, di senso di appartenenza e di responsabilità, di controllo dell'’aggressività.
Conoscenze
Lo schema corporeo. I propri sensi e le modalità di percezione sensoriale. Gli schemi motori e posturali. Posizioni del corpo in rapporto allo spazio e al tempo. Codici espressivi non verbali. Giochi collettivi.
Abilità
Il bambino riconosce e denomina le varie parti del corpo su di sé e sugli altri. Rappresenta graficamente il corpo fermo e in movimento. Verbalizza le proprie sensazioni legate all’'esperienza vissuta. Sviluppa la coordinazione oculo-manuale e oculo-podalica negli schemi motori. Si colloca in posizioni diverse in rapporto ad altri ed/o ad oggetti. Prende coscienza della propria lateralità e la rafforza. Si muove secondo una direzione, controllando la lateralità e adattando gli schemi motori in funzione di parametri spaziali e temporali. Utilizza il corpo e il movimento per rappresentare situazioni comunicative reali e fantastiche. Comprende il linguaggio dei gesti. Partecipa al gioco collettivo e rispetta le regole. Percepisce e riconosce “sensazioni di benessere” legate all’'attività ludico-motoria.
Educazione alla salute
Il corpo umano. L'’igiene della persona, dei comportamenti e dell’'ambiente. Le caratteristiche degli oggetti e dei materiali in relazione alla sicurezza. Le norme di comportamento per la sicurezza dei vari ambienti. Conoscenza dei cinque sensi. Conoscenza dello schema corporeo. Conoscenza delle buone abitudini in mensa, in bagno, in classe e negli spazi comuni. Uso corretto di forbici, pennelli, colla ed altro materiale scolastico.
Educazione alimentare
La tipologia degli alimenti: conosce alcuni alimenti e la loro trasformazione; mantiene comportamenti corretti a tavola; amplia la gamma dei cibi assunti come educazione al gusto.
Attività
Giochi ritmici accompagnati da filastrocche e canzoncine, anche in Inglese, per imparare a riconoscere e denominare le varie parti del corpo su di sé e sugli altri, esperimenti, attività di laboratorio e giochi per riconoscere, classificare, memorizzare e rielaborare le informazioni provenienti dagli organi di senso (sensazioni visive, uditive, tattili, cinestetiche). Esercizi ritmici giornalieri per imparare a coordinare e utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro (correre / saltare, afferrare/ lanciare, ecc). e per la lateralizzazione. Giochi con la palla e con la corda per saltare. Esercizi di equilibrio con e senza attrezzi. Giochi per imparare a riconoscere e riprodurre semplici sequenze ritmiche con il proprio corpo e con attrezzi. Laboratori teatrali per utilizzare in modo personale il corpo e il movimento per esprimersi, comunicare stati d'’animo, emozioni e sentimenti. I classici giochi di gruppo all'’aperto (nascondino, albero-fungo-sasso, campana, ecc…) che aiutano ad assumere un atteggiamento positivo di fiducia verso il proprio corpo, accettando i propri limiti, cooperando e interagendo positivamente con gli altri, consapevoli del “valore” delle regole e dell'’importanza di rispettarle.


MUSICA
La musica, componente fondamentale e universale dell’'esperienza e dell’'intelligenza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale propizio all’'attivazione di processi di cooperazione e socializzazione, all’'acquisizione di strumenti di conoscenza e autodeterminazione, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione. L’'apprendimento della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli esperienziali:
a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in particolare attraverso l’'attività corale e di musica d'’insieme;
b) quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’'elaborazione di significati personali, sociali e culturali, relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato.
Il canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’'ascolto e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno; promuovono l'’integrazione delle componenti percettivo-motorie, cognitive e affettivo-sociali della personalità; contribuiscono al benessere psicofisico.
Conoscenze
Ascoltare e analizzare fenomeni sonori e linguaggi musicali. Esprimersi con giochi vocali, filastrocche, fiabe, canti e attività espressive e motorie.
Abilità
Il bambino ascolta e discrimina suoni e rumori dalla realtà ambientale. Attribuisce significati a segnali sonori e musica, li abbina a semplici sonorità quotidiane ed eventi naturali. Distingue i suoni dai rumori. Analizza le caratteristiche dei suoni e dei rumori (fonte sonora, lontananza-vicinanza,durata, intensità). Utilizza la voce, il proprio corpo e oggetti vari anche riproducendo e improvvisando suoni e rumori del paesaggio sonoro. Riproduce un semplice ritmo usando il corpo o uno strumento a percussione. Legge una semplice partitura ritmica con simboli non convenzionali. Suona in gruppo e da solo le prime semplici melodie col flauto dolce.
Attività
Le note, i suoni dell'ambiente, i suoni artificiali, breve introduzione alla partitura tra suoni prodotti e voce; la voce come espressione di emozioni conosciute; introduzione alla scala musicale attraverso la voce, l'emozione di diversi generi musicali, il ritmo e la melodia del corpo(danza), la voce (canto); movimento libero ed espressione corporea; schema corporeo e consapevolezza di sè, movimento strutturato, consapevolezza di sè e dell'ambiente. Usare la voce, gli strumenti, gli oggetti sonori per produrre, riprodurre, creare e improvvisare fatti sonori ed eventi musicali di vario genere. Eseguire in gruppo semplici brani vocali e strumentali curando l’'espressività e l'’accuratezza esecutiva in relazione ai diversi parametri sonori. Riconoscere e discriminare gli elementi di base all’'interno di un brano musicale. Cogliere all’'ascolto gli aspetti espressivi e strutturali di un brano musicale, traducendoli con parola, azione motoria e segno grafico. Nell’'arco della giornata scolastica la musica si inserisce con i giochi ritmici, il canto, il suono del flauto dolce (intodotto dai primi giorni di scuola), e con l’'ascolto di musica registrata e dal vivo (inviteremo musicisti a tenere piccoli concerti per la classe…). Lo strumentario ritmico in dotazione alla classe è totalmente realizzato dai bambini, utilizzando materiali poveri.

SCUOLA PRIMARIA  “LA SCUOLA DEL BUONSENSO” - CLASSE PRIMA
PROGRAMMAZIONE AREA STORICO – GEOGRAFICA
Storia, Geografia, Educazione alla cittadinanza
L'area storico-geografica è composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane, nello spazio e nel tempo: la storia e la geografia, strettamente collegate fra loro e in continuità fra primaria e secondaria. Al loro interno, si articolano i temi relativi agli studi sociali: questa apertura costante al mondo attuale è necessaria, dal momento che uno degli obiettivi centrali di quest’'area è lo sviluppo delle competenze relative alla cittadinanza attiva, come la consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata a garanzia dei diritti delle persone. Per altro verso, il continuo legame con il mondo antico è assicurato dallo studio del patrimonio storico, artistico e culturale.  L'’area storico-geografica è aperta alla collaborazione con le altre discipline. Infatti, oltre ai linguaggi verbali, numerici e artistici che le discipline dell'’area condividono con tutte le altre,  i bambini imparano a utilizzare il linguaggio della geo-graficità, che è l’'espressione grafica dell'’intelligenza visivo-spaziale e, quindi, apprendono a usare grafici e modelli, per la descrizione e l’'interpretazione sia di sistemi territoriali, sia di fenomeni storico/sociali. Il processo di insegnamento/apprendimento si sviluppa grazie a uno strumentario diversificato: manuali, fonti di genere diverso, atlanti, testi storici divulgativi e scientifici, i media, strumenti multimediali, l'ambiente e il territorio, il patrimonio storico/artistico.
STORIA
Obiettivo della storia è comprendere e spiegare il passato dell'uomo, partendo dallo studio delle testimonianze e dei resti che il passato stesso ci ha lasciato. La conoscenza storica si forma e progredisce attraverso un incessante confronto fra punti di vista e approcci metodologici diversi (storici, archeologici, geografici, ecc). L'apprendimento della storia contribuisce all'’educazione civica della nazione, perché permette ai bambini di conoscere il processo di formazione della storia italiana, europea e mondiale e di capire come si sono formati la memoria e il patrimonio storici nazionali. Al tempo stesso, la storia favorisce nei bambini la formazione di un “abito critico”, fondato sulla capacità di interpretare le fonti e le conoscenze acquisite. La disciplina richiede la formulazione di un percorso ben articolato, con una progressione di attività e di conoscenze adatta alle diverse fasi dell'apprendimento, e che permetta di distribuire lungo tutto l’'arco della primaria e della secondaria di primo grado i diversi compiti di apprendimento.
Nella fase del primo insegnamento, i docenti cureranno la formazione dei concetti di base del ragionamento storico e si soffermeranno su aspetti di storia locale, esperibili da vicino, ma anche su fatti e racconti di storie lontane nel tempo e nello spazio, dalla preistoria ai giorni nostri, purché presentati in forme comprensibili e utilizzabili dai bambini. La storiografia, infatti, ha accumulato, nella sua plurimillenaria tradizione, racconti affascinanti che vanno considerati una risorsa preziosa per avvicinare i bambini alla conoscenza del passato. La conoscenza sistematica e diacronica della storia verrà realizzata fra il secondo biennio della primaria e la fine della secondaria di primo grado. La scansione fra primaria e secondaria di primo grado è costituita dalla Caduta dell'Impero Romano d’Occidente.
 Conoscenze
Successione delle azioni e delle situazioni. Concetto e percezione di tempo; ricostruzione di eventi; la ciclicità: il giorno e la notte, la settimana e i mesi dell'anno, le stagioni, la giornata tipo, il prima e il dopo. Concetti fondamentali della Storia: famiglia, gruppo, regole.
Abilità
Il bambino individua e definisce gli eventi come una serie di azioni successive. Costruisce strisce del tempo riferite a scansioni temporali note. Usa i nessi temporali di successione. Si avvia a conoscere strumenti convenzionali e non per la misurazione del tempo e per la periodizzazione (calendario, diario,…...). Riconosce la ciclicità dei fenomeni regolari (giorno-notte, settimana, mese, stagione). Si avvia a conoscere gli elementi che caratterizzano la famiglia, il gruppo, le regole di convivenza. Rappresenta conoscenze e concetti appresi mediante racconti orali e disegni.
Organizzazione delle informazioni
Rappresentare graficamente e verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati, definire durate temporali e conoscere la funzione e l'uso degli strumenti convenzionali per la misurazione del tempo; riconoscere relazioni di successione e di contemporaneità, cicli temporali, mutamenti, permanenze nei fenomeni vissuti e narrati.
Attività
Osservazione della natura e laboratori artistici atti a far cogliere il mutare delle stagioni, costruzione del calendario della classe e dell'orario settimanale, poesie e filastrocche per giorni, mesi, stagioni, i compleanni, costruzione della propria linea del tempo (quando sono nato, quando avevo un anno, ecc...), linea del tempo a ritroso: oggi ho sei anni, quando sono nato, quando i genitori avevano sei anni, quando i nonni avevano 6 anni, ecc... Racconti scelti che permettano di riflettere sulla cronologia degli eventi. Primo approccio alla lettura dell'orologio. Dopo aver chiesto ai bambini se conoscono qualche uomo famoso della storia, proporre nel momento del racconto semplici biografie, al solo scopo di stimolare la curiosità per i fatti storici per gli anni successivi.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.

GEOGRAFIA
La geografia è scienza che studia l'umanizzazione del nostro pianeta e, quindi, i processi attivati dalle collettività nelle loro relazioni con la natura. Tali processi nel corso del tempo hanno trasformato l'ambiente e hanno “costruito” il territorio nel quale oggi viviamo. La storia della natura e quella dell'uomo si svolgono con tempi diversi: i tempi lunghi della natura si intrecciano spesso con quelli molto più brevi dell'uomo. E' importante partire, nei primi anni di scuola primaria, dall'approccio senso-percettivo all'ambiente circostante, attraverso un'esplorazione consapevole del contesto. In questa fase la geografia opera in stretta connessione con le scienze motorie, per consolidare il rapporto del corpo con lo spazio. Dopo aver costruito le proprie “geografie”, i bambini possono avvicinarsi alla dimensione sistematica della disciplina gradualmente, dagli ultimi due anni della scuola primaria. La geografia ha stretti legami con la storia e con le scienze sociali: con queste discipline condivide le azioni di salvaguardia e di recupero del patrimonio naturale. Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.
Conoscenze
Orientamento, carte mentali, linguaggio della geo-graficità, paesaggio. Muoversi consapevolmente nello spazio circostante, sapendosi orientare attraverso punti di riferimento e utilizzando gli organizzatori topologici (sopra, sotto, avanti, dietro, sinistra, destra, ecc.). Acquisire la consapevolezza di muoversi e orientarsi nello spazio grazie alle proprie carte mentali, che si strutturano e si ampliano man mano che si esplora lo spazio circostante. Rappresentare in prospettiva verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell'aula, di una stanza della propria casa, del cortile della scuola, ecc.) e rappresentare percorsi esperiti nello spazio circostante. Leggere e interpretare la pianta dello spazio vicino, basandosi su punti di riferimento fissi.
Abilità
Il bambino individua la propria posizione nello spazio vissuto, rispetto a diversi punti di riferimento. Utilizza gli organizzatori spaziali (sopra, sotto, avanti, dietro, sinistra, destra). Individua la posizione degli oggetti nello spazio vissuto, rispetto a diversi punti di riferimento (se stesso e gli altri) utilizzando gli organizzatori spaziali. Acquisisce la consapevolezza di muoversi nello spazio, grazie alle proprie carte mentali. Descrive verbalmente e/o graficamente gli spostamenti propri e di altri elementi nello spazio vissuto, utilizzando gli indicatori topologici. Rappresenta graficamente spazi vissuti e percorsi, utilizzando una simbologia non convenzionale. Esplora il territorio circostante attraverso l’'approccio senso-percettivo e l’'osservazione diretta. Scopre gli elementi caratterizzanti (confine, superficie, territorio, aperto, chiuso,…). Collega gli elementi tra loro con semplici relazioni, usando degli organizzatori spaziali.
Educazione ambientale
Flora e fauna tipiche del proprio ambiente di vita. Le tradizioni locali più significative. Il bambino esplora gli elementi tipici del proprio ambiente naturale e umano. Rispetta le bellezze naturali. Usa in modo corretto le risorse e il materiale evitando sprechi (acqua, carta,... …).
Attività
Giochi ritmici, anche accompagnati da canzoncine e filastrocche per apprendere il concetto di spazio e di coordinate: destra sinistra, in alto e in basso, davanti e dietro, dentro e fuori. Lo spazio attraverso il disegno: la mia stanza da letto, il giardino, osserviamo e riportiamo su carta quello che vediamo;  giochi tipo caccia al tesoro, nei quali un bambino nasconde un oggetto e disegna la mappa per farlo ritrovare ai compagni. Primo approccio al planisfero, alle carte geografiche e alle mappe satellitari: dove siamo noi? Localizzazione di altri posti conosciuti sulla cartina (Vicenza, Veneto, Italia, luoghi delle vacanze, parenti lontani, la Gran Bretagna). Le festività e le tradizioni del luogo di appartenenza.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.
 
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
Conoscenze: la funzione della regola e della legge nei diversi ambienti di vita quotidiana. I servizi offerti dalla scuola. Organizzazioni internazionali, governative e non  a sostegno della pace e dei diritti-doveri dei popoli. Prendere coscienza di sé e degli altri.
Abilità: il bambino manifesta il proprio punto di vista e le proprie esigenze personali in forme corrette. Mette in atto un comportamento di autonomia, autocontrollo e fiducia di sé. Interagisce con persone conosciute e non, usando buone maniere. Accetta, rispetta e aiuta gli altri. Assume incarichi e svolge compiti per lavorare insieme. Elabora e scrive un primo e semplice regolamento di classe. Usa correttamente gli spazi scolastici. Si impegna collettivamente in iniziative di solidarietà.
Educazione all’affettività: il sé, le proprie capacità, i propri interessi, i cambiamenti nel tempo. Le relazioni tra coetanei ed adulti. Forme diverse di espressione personale di sentimenti, stati d'’animo ed emozioni. Il bambino attiva atteggiamenti di ascolto-conoscenza di sé e di relazione positiva nei confronti degli altri. In situazioni di gioco e lavoro esprime la propria emotività con adeguata attenzione agli altri. Comunica la percezione di sé e del proprio ruolo nella classe, nella famiglia, nel gruppo dei pari.
Educazione stradale La segnaletica: conoscere i cartelli relativi al pedone. Analisi del codice stradale con norme e regole. Il bambino descrivere in forma orale o scritta il percorso casa-scuola. Esegue correttamente un percorso a piedi in situazione reale o simulata. Mantiene comportamenti corretti come pedone. Nel proprio ambiente di vita individua i pericoli per il pedone ed i comportamenti corretti.

SCUOLA PRIMARIA  “LA SCUOLA DEL BUONSENSO” -CLASSE PRIMA
PROGRAMMAZIONE AREA MATEMATICA- SCIENTIFICO -  TECNOLOGICA
Matematica, Scienze naturali e sperimentali, Tecnologia
Nella formazione di base, l'’area matematico-scientifico-tecnologica comprende argomenti di matematica, di scienze dell'uomo e della natura, di tecnologia sia tradizionale sia informatica. Si tratta di discipline che studiano e propongono modi di pensare, artefatti, esperienze, linguaggi, modi di agire che oggi incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita quotidiana, individuale e collettiva. Le conoscenze matematiche, scientifiche e tecnologiche contribuiscono in modo determinante alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in stretto rapporto il "pensare" e il "fare" e offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti e artefatti costruiti dall'uomo, eventi quotidiani.
Tutte le discipline dell'area hanno come elemento fondamentale il laboratorio, inteso sia come luogo fisico (aula, o altro spazio specificamente attrezzato) sia come momento in cui l'alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta. Soprattutto nella scuola primaria si potrà utilizzare il gioco, che ha un ruolo cruciale nella comunicazione, nell’'educazione al rispetto di regole condivise, nell'’elaborazione di strategie adatte ai contesti.
MATEMATICA
La Matematica dà strumenti per la descrizione scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita quotidiana; inoltre contribuisce a sviluppare la capacità di comunicare e discutere, di argomentare in modo corretto, di comprendere i punti di vista e le argomentazioni degli altri.
La costruzione del pensiero matematico è un processo lungo e progressivo che comporta anche difficoltà linguistiche e che richiede un’'acquisizione graduale del linguaggio matematico. Per questo gli obiettivi per ciascun livello comprendono in ogni caso anche quelli del livello precedente, con un grado maggiore di complessità. Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi, che devono essere intesi come questioni autentiche e significative, legate spesso alla vita quotidiana, e non esercizi ai quali si risponde ricordando una regola.  L'’uso consapevole e motivato di calcolatrici e del computer deve essere incoraggiato opportunamente fin dai primi anni della scuola primaria, ad esempio per verificare la correttezza di calcoli mentali e scritti e per esplorare i fenomeni del mondo dei numeri e delle forme. Di estrema importanza è lo sviluppo di un atteggiamento corretto verso la matematica, riconosciuta come uno strumento per esplorare e percepire affascinanti relazioni e strutture che si ritrovano e ricorrono in natura e nelle creazioni dell’'uomo.
Il numero
Conoscenze: conoscenza dei numeri naturali nei loro aspetti ordinali e cardinali. Concetto di maggiore, minore, uguale. Operazioni di addizione e sottrazione con i numeri naturali.
Abilità:il bambino usa il numero per contare, confrontare ed ordinare raggruppamenti di oggetti (da 0 a 20). Conta sia in senso progressivo che regressivo, collegando correttamente la sequenza numerica verbale con l'’attività manipolativa e percettiva. Legge e scrive i numeri naturali fino a 20 sia in cifre che in parola. Esegue raggruppamenti per 10 (la decina). Riconosce il valore posizionale delle cifre. Confronta quantità e numeri usando i simboli convenzionali. Esegue addizioni utilizzando materiale strutturato e non. Intuisce le relazioni tra le operazioni di addizione e sottrazione. Riconosce le situazioni problematiche. Rappresenta (con disegni, parole e simboli) e risolve problemi con l’'addizione e la sottrazione.
Geometria
Conoscenze: collocazione di oggetti in un ambiente, avendo come riferimento se stessi, persone ed oggetti. Osservazione ed analisi delle caratteristiche (proprietà) di oggetti piani. Piantine, orientamento. Le principali forme geometriche: il cerchio, il quadrato, il triangolo.
Abilità: il bambino localizza oggetti nello spazio rispetto a se stesso, agli altri e agli oggetti usando gli organizzatori spaziali. Riconosce negli oggetti dell’'ambiente e/o nei disegni, le principali figure geometriche. Riconosce linee aperte, chiuse, confini, regioni, regione interna ed esterna (vedi Geografia). Esegue un semplice percorso partendo dalla descrizione verbale o dal disegno e viceversa.
Misura
Conoscenze: riconoscimento di attributi (caratteristiche) di oggetti misurabili (grandezze, lunghezze, superfici). Confronto diretto ed indiretto di grandezze.
Abilità: il bambino osserva persone, oggetti e fenomeni; individua grandezze misurabili. Compie confronti diretti di grandezze.
Introduzione al pensiero razionale
Conoscenze: classificazione e confronto di oggetti diversi tra loro.
Abilità: il bambino classifica in situazioni concrete oggetti fisici e simbolici (numero, figure,…) in base a una data proprietà. Forma insiemi e sottoinsiemi. Stabilisce relazioni e corrispondenze tra gli insiemi. Utilizza la negazione NON.
Dati e previsioni
Conoscenze: rappresentazioni iconiche di semplici dati, ordinati per modalità.
Abilità: il bambino raccoglie dati ed informazioni e li organizza collettivamente con rappresentazioni iconiche.
Attività
La grafia dei numeri da 0 a 20 viene portata ai bambini attraverso il racconto di una storia a puntate, che viene poi elaborata in senso artistico. Si procede poi col contare con le aste numeriche e con le biglie, riportando le esperienze sul quaderno. L'esercizio del contare progressivo e regressivo, del sottrarre e  dell'addizionare viene svolto giornalmente in forma orale, accompagnato a movimenti ritmici e musica.  Con le biglie e le aste numeriche si procede al raggruppamento delle unità in decine, avviando la comprensione dei concetti di prestito e riporto. Semplici problemini vengono proposti ai bambini già nelle prime fasi di apprendimento, sempre in relazione a situazioni concrete.
Nella geometria viene dato ampio spazio alla sperimetazione e al disegno delle forme, anche in relazione alll'insegnamento della geografia. Lo sperimentare forme si attua anche sul piano artistico e attraverso il movimento del corpo.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.


 
SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI
I processi di apprendimento delle scienze naturali e sperimentali procedono attraverso percorsi, progressivi e ricorrenti, fatti di esperienze. Si prospetta un percorso di avvio alla conoscenza scientifica di base che parte fin dai primi anni. All’'inizio si evidenzieranno, in situazioni concretamente accessibili, i primi elementi caratterizzanti. Negli anni successivi si guideranno i bambini alla appropriazione graduale di contenuti esemplari e metodi di indagine più specifici. Il percorso dovrà comunque mantenere un costante riferimento ai fenomeni, sia dell’'esperienza quotidiana sia scelti come casi emblematici, nel loro realizzarsi. Poiché i saperi caratteristici delle scienze naturali e sperimentali sono di per sé a carattere enciclopedico, è opportuno selezionare
alcuni temi (campi di esperienza) sui quali lavorare.
Sperimentare con oggetti e materiali
Conoscenze: identificazione e descrizione di oggetti inanimati.Abilità: il bambino esplora il mondo attraverso i cinque sensi.
Osservare e sperimentare sul campo
Conoscenze: fenomeni atmosferici. Le piante. Abilità:il bambino osserva fenomeni atmosferici e cambiamenti della natura. Classifica piante e animali per somiglianze e differenze. Coglie il comportamento delle piante e dell'’uomo nelle varie stagioni.
L’'uomo, i viventi e l’'ambiente
Conoscenze:gli animali. Abilità: il bambino descrive animali comuni conosciuti mettendo in evidenza le loro differenze.
Attività
Osserviamo la natura: insetti, piante, animali, i cambiamenti della natura dovuti al clima e alle stagioni; esseri viventi e oggetti inanimati; raggruppiamo per somiglianze animali, insetti e oggetti e attribuiamo caratteristiche (date alcune caratteristiche tipo ali, piume, pelo, attribuirle a animali, insetti, ecc...). Giocolaboratori per esplorare i cinque sensi. Impariamo a riconoscere le caratteristiche degli oggetti attraverso la comparazione (più duro, più morbido, più pesante, più leggero...). Il corpo umano: approccio (quante mani, quante dita, quanti occhi... cenni sul funzionamento: il cuore, l'apparato digerente...).  La terra e alcune sue caratteristiche: le sue risorse, i vulcani. Fotografiamo e dipingiamo animali e piante, coltiviamo un’'aiuola fiorita, osserviamo il lavoro nei campi.
Per quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per la sua classe.

TECNOLOGIA
La tecnologia da un lato studia e progetta i dispositivi, le macchine e gli apparati che sostengono l’'organizzazione della vita sociale; dall’'altro studia e progetta nuove forme di controllo e gestione dell'informazione e della comunicazione (informatica in senso lato). In questa doppia accezione gli ambiti di applicazione della tecnologia sono potenzialmente assai vasti e i percorsi formativi che vi si possono riferire sono i più diversi. E' necessario perciò che anche in questo ambito siano compiute scelte di metodo e contenuto che facciano parte di progetti didattici e culturali ampi e a lungo termine, basati su esempi significativi e accessibili, coerentemente sviluppati, attraverso i diversi livelli di scolarità. Per esempio, è importante offrire ai bambini, fin dai primi anni, significative opportunità di progettazione, costruzione e utilizzazione di oggetti e procedimenti operativi. All’'inizio saranno coinvolti materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità, nell'ambito della vita quotidiana, e in questo modo saranno avviati all’uso della manualità, al passaggio continuo e non artificioso tra pratica e teoria, all'applicazione di competenze acquisite anche in contesti diversi dal lavoro in aula. E' altrettanto importante avviare i bambini a comprendere, anche in modo inizialmente semplice, i principi di funzionamento di apparecchiature di uso quotidiano.
Conoscenze
Gli strumenti, gli oggetti e le macchine che soddisfano i bisogni primari dell’uomo: le cerniere, i bottoni, le stringhe, le chiusure degli oggetti (tappi, rubinetti), porte e finestre, gli zaini,  l'uso delle posate, del temperino, delle forbici e della colla. Caratteristiche proprie di un oggetto e delle parti che lo compongono (si fa riferimento agli oggetti elencati sopra). Identificazione dei materiali lana e legno e loro storia. Conoscenza dei principali componenti del computer.
Abilità
Il bambino osserva ed analizza le caratteristiche di elementi che compongono l’ambiente di vita riconoscendone le funzioni. Denomina ed elenca le caratteristiche degli oggetti noti che osserva. Conosce le principali proprietà della lana e del legno. Utilizza il computer per eseguire semplici giochi anche didattici.
Esplorare il mondo fatto dall’uomo
Distinguere, descrivere con le parole e rappresentare con disegni e schemi elementi del mondo artificiale, cogliendone le differenze per forma, materiali, funzioni e saperli collocare nel contesto d’'uso riflettendo sui vantaggi che ne trae la persona che li utilizza.  Usare oggetti, strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza che gli vengono dati. Prevedere lo svolgimento e il risultato di semplici processi o procedure in contesti conosciuti e relativamente a oggetti e strumenti esplorati. Seguire istruzioni d’'uso e saperle fornire ai compagni. Conoscere e raccontare storie di oggetti e processi inseriti in contesti di storia personale. Utilizzare semplici materiali digitali per l'’apprendimento e conoscere a livello generale le caratteristiche dei nuovi media e degli strumenti di comunicazione.
Attività
Bottoni: come funzionano, attacchiamo bottoni. La maglia da dito e altri intrecci. Le cerniere, come funzionano: realizziamo un astuccio lavorando a maglia (punto dritto) e applicando la cerniera di chiusura. Laboratorio del libro pop-up (porte, finestre, forbici, colla, carta, ecc...). Lavoro teorico e manuale sulla lana e sul legno: dalla pecora al filato, dall'albero al tavolo. Modellaggio della lana cardata, lavorazione di un oggetto in feltro: le pantofole. Uso del pc: parti principali del computer, accendere e spegnere, accesso a programmi didattici interattivi in lingua inglese. Elaborazione, con la guida dell'adulto, delle immagini fotografiche scattate nelle uscite didattiche ai musei e in natura. Realizzazione di una semplice animazione.


Francesco Codello, dirigente scolastico di Treviso, da anni impegnato nella ricerca storico-educativa, è autore di numerosi articoli e saggi apparsi su diverse riviste, animatore dell’I.D.E.N. (International Democratic Education Network) in Italia e redattore della rivista «Libertaria». http://www.educazionelibertaria.org/

Arriva il bambino a una dimensione
Francesco Codello
I sistemi educativi nelle società del primo mondo stanno formando nuovi soggetti. Adatti alle esigenze della new-economy e alla divisione internazionale del lavoro. L'apprendimento deve quindi essere necessariamente e utilmente parcellizzato. Un processo che determina la formazione di una mente duttile, elastica, flessibile, assoggettata a una funzione di dominio e potere che si regge sull'assenza di principi come la libertà e la diversità. Questa è la riflessione che propone Francesco Codello, dirigente scolastico a Treviso e studioso dei problemi dell'educazione. 
Chiunque si accinga a riflettere sulla personalità infantile non può che constatare come progressivamente, ma decisamente, i ragazzi abbiano ormai uno sviluppo precoce di tutte le abilità cognitive. Bambini e ragazzi di entrambi i sessi, infatti, presentano una spiccata maturazione della sfera razionale e logica della loro personalità, che interessa soprattutto l'ambito cognitivo e intellettuale. Questo fatto incontrovertibile emerge chiaramente da tutte le analisi, le osservazioni e gli studi psicologici, pedagogici, sociali che sono stati pubblicati in questi ultimi anni, ma anche dall'osservazione sistematica che genitori e insegnanti fanno quotidianamente nei vari contesti educativi.
L'intellettualizzazione dello sviluppo della personalità è ormai un dato incontrovertibile che evidenzia un abbassamento precoce e un anticipo dell'età nella quale ogni bambino sviluppa performance intellettive. Tutta l'organizzazione sociale dell'infanzia ruota attorno a questa impostazione: anticipo dell'età della scolarizzazione ai tre anni; organizzazione del tempo libero improntata a un «arricchimento delle opportunità formative»; invasione pressante della tecnologia audio-visiva tanto da provocare una diffusa intossicazione tecnologica; decisa impostazione pedagogica dei programmi e dei curricoli scolastici in senso cognitivo-efficientista; frammentazione sistematica delle modalità di insegnamento e ricerca di modelli organizzativi della didattica che rispondano a criteri di produttività; intera organizzazione del sapere scolastico improntata a una logica economicistico-industriale; filosofia del tempo come opportunità di accumulazione di nozioni ed esperienze intellettive; assenza di spazi e tempi nei quali non vi sia presenza organizzata di adulti; radicale espulsione di fatto da ogni esperienza formativa di attività pratiche, manuali e corporee; progressiva trasformazione della famiglia da luogo deputato all'educazione (autoritaria) a nucleo di assimilazione e consumo.
Questo quadro produce inevitabilmente la nascita del bambino a una dimensione, quella cognitivo-intellettiva appunto, contribuendo in maniera decisiva alla formazione di personalità assolutamente disarmoniche.
Bambini e ragazzi si distanziano sempre più da una propria autonoma personalità, da un individuale stare al mondo, da un distacco esistenziale e conscio dalla massificazione. Ciò si manifesta in vari modi: prolungamento della permanenza in casa fino a età più avanzate, perdita di abilità e competenze elementari, dipendenza da modelli determinati non più dalla famiglia ma dal «branco», ...
Questa anticipazione dello sviluppo cognitivo, unitamente alla progressiva esclusione degli altri aspetti della personalità, forma individui monodimensionali che ben si inseriscono però nel contesto socio economico e culturale dei Paesi post-industriali del nord del mondo e nell'occidente capitalista. Il processo di globalizzazione, che altro non è se non un nuovo feudalesimo culturale, si fonda proprio sui presupposti della divisione internazionale del lavoro conseguenza logica del primato della conoscenza intellettiva su quella operativa.
Lo stesso ruolo dell'insegnante viene modificato da questo processo producendo uno spostamento radicale delle sue funzioni sociali. La scuola, in virtù della precoce scolarizzazione, diventa sempre più l'istituzione totale per eccellenza, contenitore esclusivo del processo istruttivo. L'esperienza dominante e tipica si risolve nella scuola in apprendimento intellettivo e astratto, in spazio di consumo e fruizione di conoscenze e nozioni, in unicità e settorialità di sviluppo della personalità. L'insegnante, l'educatore, diventa pertanto sempre più tecnico specifico di una disciplina. Ha perso completamente la sua funzione sociale di coscienza critica, di intellettuale disorganico della società.
La scuola deve formare la «risorsa umana», che in quanto riconosciuta e definita come tale, viene assimilata alle altre «risorse» e acquisisce lo stesso valore. L'economia è economia della conoscenza, risorsa principale della new economy.Il sapere esclusivo diventa il veicolo e lo strumento per la formazione del privilegio: padroneggiare e commercializzare il «saper sapere», una struttura metodologica che consenta di imparare ad imparare.  Soltanto chi possiede una capacità meta-cognitiva è in grado di pensarsi o come dominatore o come contestatore. Insomma un nuovo dominio viene formandosi basato sulla centralità e sull'importanza della formazione strutturale dell'uomo a una dimensione. 
Vale la pena sottolineare come questo impianto sociale produca l'affermarsi del valore della tolleranza (vale a dire l'accettazione passiva dell'altro.) e non della solidarietà, che implica esattamente il contrario della passività.
Francesco Codello, Treviso, gennaio 2001

LIBRI DI FRANCESCO CODELLO
Francesco Codello, LA BUONA EDUCAZIONE. Esperienze libertarie e teorie anarchiche in Europa da GodwinNeill. Milano, FrancoAngeli, 2005.
Questo libro presenta una teoria pedagogica e un movimento educativo, pressoché sconosciuti al grande pubblico. Pensiero anarchico e pratiche educative libertarie, invece, non solo sono esistite nel passato, ma rappresentano ancora oggi una realtà che, seppur non molto diffusa, costituisce un importante contributo al processo di emancipazione umana. Originalità e specificità, innovazione vera e intuizioni anticipatrici, vengono qui illustrate, analizzate e collocate in una dimensione storica che muove dalla fine del 1700 e si snoda fino alla prima metà del 1900, interessando diversi paesi europei. La «pedagogia» libertaria emerge, di volta in volta, in pensatori ed educatori, che sono quasi sempre inseriti in un movimento rivoluzionario, protagonista in straordinari eventi storici: dalla Prima Internazionale alla Comune di Parigi, dalla nascita e dallo sviluppo delle organizzazioni anarcosindacaliste alle grandi mobilitazioni di massa nei diversi paesi europei, dalla rivoluzione russa a quella spagnola del 1936-1939, dagli anni travagliati del primo conflitto mondiale a quelli che precedono la nascita di fascismo e nazismo. In questo quadro l’educazione assume per i libertari un’importanza decisiva soprattutto attraverso iniziative di istruzione popolare e di educazione rivoluzionaria, tendenti alla formazione di un nuovo modello di uomo. Allo stesso tempo la critica lucida e pertinente dei vari sistemi scolastici non trascura e non risolve l’impegno di questi educatori, i quali, spesso, realizzano concretamente illuminanti esperienze educative alternative (Jasnaja Poljana di Tolstoj, Cempuis di Robin, La Ruche di Faure, Escuela Moderna di Ferrer, Summerhill di Neill, ecc.). Questo filone educazionista del movimento anarchico e libertario, di derivazione illuministico-individualistica e/o socialista, nel sottolineare sia la centralità dell’individuo e della sua diversità, sia il ruolo fondamentale del collettivo nel processo formativo, concorre a delineare una straordinaria azione e un pensiero originale che ha ancora molto da insegnare.
Il libro si può trovare nelle librerie e può essere richiesto direttamente all’autore al seguente indirizzo:Francesco Codello, via I. Nievo 5/A, 31100 TREVISO (Italia) e-mail: f.codello@virgilio.it

Francesco Codello, VASO, CRETA O FIORE? Nè riempire, nè plasmare, ma educare. Edizioni La Baronata, 2005

L'autore di questa pubblicazione - dirigente scolastico di Treviso - dichiara che la scuola dovrebbe essere organizzata e gestita da chi la vive (ragazzi, insegnanti, genitori e tutti coloro che vi lavorano) e modellarsi continuamente sulle loro esigenze, garantendo in maniera vera e non fittizia il suo carattere pubblico (ossia realmente aperta a tutti) ma senza i condizionamenti dello Stato. Non deve essere fatta per la società, non deve darsi come missione quella di formare il cittadino o il lavoratore, ma piuttosto quella di accrescere le capacità di ogni individuo di diventare libero e autonomo, di essere esattamente se stesso. "Educare ad essere", in contrapposizione al "formare il dover essere", poiché nessuna idea predefinita di uomo può stare alla base di una concezione autenticamente libertaria dell'educazione. Permettere quindi a ciascun individuo di diventare quello che è e non ciò che altri, individui, istituzioni, filosofie pensano sia giusto o utile che divenga. Contro la schizofrenia sociale dei valori dominanti quali l'abbondanza, il consumismo, la cultura dell'apparire, la carriera, il profitto, il dominio, la competizione, il nozionismo, i premi e i castighi come possibili soluzioni bisogna proporre e valorizzare le relazioni non gerarchiche e l'empatia, l'ascolto, gli affetti, la lentezza, la solidarietà, la collaborazione, la spontaneità, la creatività, il gioco, il sogno, la diversità, l'autonomia...Ecco in breve alcuni concetti di quest'antologia che raccoglie gli articoli più significativi di Francesco Codello apparsi su alcune riviste. Partendo da riflessioni su alcune fondamentali tematiche educative, vengono poi analizzate le tendenze autoritarie della scuola attuale (supermercato dell'istruzione) e infine sono presentate alcune esperienze alternative percorribili in senso libertario. Il prezzo del libro è di euro 17 e può essere richiesto alle Edizioni La Baronata, casella postale 22, CH-6906 Lugano e-mail:
baron_ta@anarca-bolo.ch

LA SCUOLA DI SUMMERHILL

di Valeria Traversi

E' la più vecchia e conosciuta scuola impostata su criteri pedagogici libertari. Pubblichiamo una biografia di Alexander Neill, il suo fondatore, e un capitolo della tesi di laurea dell’autrice sull’influenza del pensiero libertario di Wilhelm Reich. Intanto l’esperienza di Summerhill, in Inghilterra, continua.

Alexander Sutherland Neill nasce in Scozia nel 1883 da una famiglia di maestri elementari. L’atmosfera familiare è autoritaria e severa. Alexander non è molto portato per gli studi infatti passa molto tempo nei campi a fantasticare e giocare. Visti gli scarsi risultati, il padre lo indirizza versa la carriera di maestro elementare. “«Il ragazzo è un disastro» disse tristemente mio padre. «Potrebbe fare il maestro» arrischiò mia madre” .
Dopo essersi laureato in Letteratura inglese all’Università di Edimburgo, insegna per diversi anni nelle scuole statali. Nel 1921 insieme alla maestra di danza Christine Baër, dà vita a Dresda in Germania alla scuola internazionale, nel 1923 la scuola si sposta a Sonntagberg in Austria, ma viene chiusa quasi subito per i suoi metodi non convenzionali, opposti a quelli delle autorità locali. Nel 1924 Neill e Lilian Neustatter, la sua prima moglie, spostano la scuola in Inghilterra, fondando a Lyme Regis, sulla Manica, la scuola-comunità di Summerhill (collina d’estate proprio perché la casa è posta su una collina), trasferita poi presso Leiston nel Suffolk. Alla morte di Lilian, si risposa con Ena Wooff, dalla cui unione nasce Zoe, che attualmente dirige la Scuola.
Summerhill spicca tra le esperienze educative libertarie per la sua durata; anche se non si ispira direttamente ai principi anarchici, ne cattura implicitamente tutti i presupposti teorici alla luce degli studi psico-pedagogici. Infatti l’opera di Alexander Neill è ispirata dai “padri” della pedagogia e della psicologia moderna. Freud, Adler, Lane e Reich condizionano gli studi di Neill, arricchendo la sua analisi con teorie rivoluzionarie, che si contrappongono ai canoni tradizionali e autoritari.
Ricerca della felicità e della libertà
“Summerhill” aspira alla formazione di un nuovo tipo di pedagogia, vuole essere sintesi tra le prime forme di sperimentazioni libertarie e le nuove forme di pedagogia, approfondendo la ricerca della libertà e della felicità. Si accede alla scuola all’età di cinque anni, ma non sono rari i casi di bambini e bambine che arrivano dopo periodi in istituti statali o religiosi. Di solito la permanenza a Summerhill si protrae fino ai sedici anni. Vengono ospitati sia ragazze che ragazzi, fino a un massimo di quarantacinque, di cui una parte proviene da paesi stranieri. Vengono divisi in tre gruppi a seconda dell’età: dai cinque ai sette anni, dai sette agli undici, dagli undici ai sedici. Gli alloggi vengono organizzati tenendo conto dell’età e del sesso, ad ogni gruppo è assegnato una o un assistente. Per il gruppo “intermedio” vi è una costruzione di pietra, invece i ragazzi e le ragazze più grandi risiedono in casette di legno, solo alcuni hanno stanzette private, infatti generalmente si vive in tre o quattro per stanza. Non ci sono ispezioni delle camere e vi è completa libertà. L’idea su cui si fonda la scuola è quella di “adattare la scuola al bambino” , invece di adattare il bambino alla scuola, si aspira alla creazione di un istituto dove bambine e bambini siano liberi di essere se stessi, proprio per questo è necessario rinunciare a qualsiasi tipo di disciplina, di educazione morale e di istruzione religiosa. Neill ha fiducia nella bontà innata dell’infanzia, un’idea che non è mai venuta meno, anzi è diventata quasi una forma di fede.  
Le lezioni a Summerhill sono facoltative, esiste l’orario solo per gli insegnanti, tutto si svolge in un ambiente libero dove nulla è autoritario, infatti si notano con molta facilità le differenze: chi ha sempre vissuto a Summerhill dimostra interesse verso l’apprendimento perché è una scelta volontaria, chi arriva dopo un’esperienza più o meno lunga in scuole statali o religiose, dove la frequenza costituisce un obbligo, sviluppa un senso di avversione verso lo studio e la scuola, tant’è che raramente all’inizio frequenta le lezioni. Gli esami non esistono, ma se un ragazzo o una ragazza decide di voler studiare per i test di ammissione all’università, il corpo docente lo preparerà senza problemi, non solo perché è altamente qualificato ma anche perché chi studia per proprio volere lo fa in modo più veloce e interessato, in quanto è una sua decisione. In un’assemblea generale, che si tiene il sabato, si stabiliscono regole da abolire o istituire, le scelte sono effettuate attraverso il voto democratico, tutti e tutte dispongono di un voto di uguale valore. Gli studenti di Summerhill provengono da famiglie agiate, non è possibile tenere aperta la scuola anche ai ceti bassi o medio-bassi, proprio perché le difficoltà economiche lo impediscono. Questo è sicuramente un problema da non sottovalutare: è difficile valutare la “vera” natura di un essere umano se questa si nasconde dietro il denaro e l’ambiente borghese. Insomma Summerhiil è scuola di libertà, dove il “buon senso” non manca, infatti per proteggere l’incolumità di ragazzi e ragazze esistono leggi base, scelte e votate da loro. Il fine della scuola è quello di renderli felici e non quello di riformare la società, non sarebbe possibile, è inevitabile accettare i compromessi proprio perché la società li impone. Neill scrive “non sono una persona che cerca attivamente proseliti per cambiare la società: posso solo cercare di convincere la società che è necessario per essa sbarazzarsi dell’odio, dei metodi punitivi, del misticismo.” Se si desidera avere maggiori informazioni sulla scuola di Summerhill si può consultare il sito internet: http://www.summerhillschool.co.uk/


Liberi per essere felici - L'esperienza della scuola libertaria di Summerhill.
di Francesco Codello
Essere dalla parte del bambino, è la norma alla quale gli educatori e i genitori, secondo Neill, devono attenersi - Educare nella libertà è la premessa per formare una società di eguali.
I recenti avvenimenti della politica scolastica italiana, ci obbligano a porre in maniera "nuova" e sempre più attenta questo problema fondamentale dell'educazione. La progressiva crisi della famiglia, patriarcale prima, mononucleare ora, causata da un trapasso violento da una civiltà contadina a una industriale, dall'inurbamento e dalle migrazioni interne di milioni di contadini dalle campagne alle metropoli industriali, ha accentuato il ruolo svolto dalla scuola in una società di massa. Ecco alcuni elementi per giustificare e per impostare un discorso alternativo sull'educazione nella sua accezione anarchica e quindi antiautoritaria, totalmente liberatrice e anti-dogmatica.
"Cosa farebbe a un ragazzo che marina la scuola?" - A Pretoria Neill ho risposto: "Ucciderei il suo direttore". Questa risposta, ad una domanda così comune, farebbe impallidire il più "moderno" pedagogista. Forse proprio perché Neill non è un pedagogista (perlomeno non lo è nel senso ricorrente del termine), può rispondere in questo modo a una domanda del genere.
Analizzare oggi la sua esperienza assume un profondo significato per chi, come noi, è alla ricerca continua di nuovi mezzi educativi da contrapporre a quelli autoritari dominanti il nostro panorama pedagogico. è importante anche perché ci permette di puntualizzare un discorso educativo in generale, e sulla scuola in particolare, dato il continuo estendersi della scolarizzazione di massa e l'importanza che assume la scuola nell'opera di indottrinamento di milioni di individui, vista la progressiva crisi della famiglia come unico veicolo di condizionamento socio-politico, caratteriale e psicologico.
"Il fine della vita è la felicità. Il male della vita è tutto ciò che limita o distrugge la felicità. Felicità significa sempre bontà: l'infelicità portata agli estremi limiti significa persecuzione contro gli ebrei, torture, o guerra nazionalistica". Scopo della vita è dunque per Neill, la felicità che esiste solo dove opera l'amore, dove amare significa la capacità di approvare, non di punire o di inveire. A Summerhill "... i ragazzi hanno il senso di essere amati e approvati. è anche una riprova che il bambino nasce buono... e rimane buono quando ogni occasione di odiare e di temere è abolita". Neill è convinto quindi della naturale bontà del bambino, il quale è provvisto di un atteggiamento potenzialmente ricco di amore e di interesse per la vita. Questa fiducia nella bontà della natura umana si concretizza in Neill in un impegno preciso: l'abolizione di ogni forma di oppressione che possa snaturare o reprimere la sua essenza. Il suo impegno si tradusse quindi in una scuola "... nella quale fosse concessa ai bambini la libertà di essere loro stessi. Per questo dovevamo rinunziare a qualsiasi disciplina, indirizzo, consiglio, ammaestramento morale, istruzione religiosa. Siamo stati chiamati coraggiosi, ma questo non richiede coraggio: richiede quello che noi avevamo: una completa fiducia nel bambino come creatura buona, non cattiva". La sua fiducia nella naturale bontà e libertà del bambino non resta, come ad esempio in Rousseau, una enunciazione teorica da "scommessa", ma diventa pratica della bontà e della libertà. In altri termini, la sua esperienza pratica (Summerhill) diventa la dimostrazione scientifica della sua intuizione filosofica. Teoria e prassi in Neill si fondono armonicamente ricomponendo quindi la personalità umana e liberandola dalla schizofrenia sociale che la avvolge.
La creazione di personalità autenticamente libere, che gestiscono direttamente la loro esistenza è il compito cui si dedica il nostro autore. Nella sua opera di educazione integrale egli non si dedica esclusivamente allo sviluppo delle qualità intellettive, ma ricompone la personalità dell'educando stimolando anche la sua sfera emotiva. "Nella società moderna riscontriamo una sempre maggior distanza tra intelletto e sentimento. Le esperienze dell'uomo moderno sono in gran parte mediate dal pensiero e non riflettono una percezione di ciò che il cuore sente, l'occhio vede, l'orecchio ascolta. In effetti questa separazione tra intelletto e sentimenti ha condotto l'uomo di oggi ad uno stato mentale pressoché schizoide che lo ha reso quasi incapace di percepire alcunché in maniera autentica, immediata".
Questa istruzione integrale è la garante di una società di liberi ed uguali in cui non esista nessuna forma di autorità. Per dirla con Bakunin: "I fanciulli, come gli uomini maturi, diventano saggi per le esperienze che fanno da sé, mai per quelle fatte dagli altri" quindi "... da un punto di vista positivo intendiamo per libertà il pieno sviluppo di tutte le facoltà che si trovano nell'uomo e, da un punto di vista negativo, l'assoluta indipendenza della volontà di ognuno di fronte a quella degli altri".
"Il bambino plasmato, condizionato, represso, disciplinato - il suo nome è Legione - vive in ogni angolo del mondo. Vive nella nostra città dalla parte opposta della strada. Siede nel banco noioso di una scuola noiosa; più tardi sarà seduto davanti alla scrivania ancor più noiosa di un ufficio, o starà al banco di una officina. è docile, fedele all'autorità, timoroso delle critiche e fanatico nel desiderio di essere normale, convenzionale e corretto. Accetta senza porsi domande quel che gli viene insegnato e trasmetterà tutti i suoi complessi, le sue paure e le sue frustrazioni ai figli". L'esplicazione di un metodo nuovo e progressivo passa in Neill attraverso una critica radicale al metodo scolastico tradizionale perché esso è "... basato su quel che l'adulto crede che il bambino dovrebbe essere e dovrebbe imparare.... è ovvio che una scuola che costringe i bambini, per natura attivi, a stare seduti sui banchi a studiare una quantità di materie per la maggior parte inutili, è una cattiva scuola, quando si tenga in considerazione la psicologia del bambino". Si tratta quindi di capovolgere i termini classici del rapporto tra il bambino e la scuola, cioè di "... adattare la scuola al bambino invece di adattare il bambino alla scuola".
"Il primo comandamento al quale deve ubbidire ogni genitore e ogni maestro è questo: Tu devi essere dalla parte del bambino". Più avanti Neill con un esempio ci chiarisce praticamente che cosa ciò significhi: "Se mentre sto verniciando una porta Robert passa e getta della mota sulla vernice fresca io lo strapazzo senza complimenti perché egli è uno dei nostri e quel che io dico non ha molta importanza. Ma se Robert fosse uno arrivato da poco da una scuola che egli odia e il suo buttar mota fosse un tentativo di rivolta contro l'autorità, mi metterei con lui a gettar mota perché la sua salvezza è assai più importante della mia porta".  In altri termini la libertà presuppone l'uguaglianza e viceversa. Non vi può essere nessuna libertà dove non esiste l'uguaglianza, non vi può essere nessuna uguaglianza senza la libertà. Questo concetto costituisce uno dei presupposti fondamentali del metodo di Neill.
Un altro dei problemi fondamentali che ogni educatore (come qualsiasi individuo) deve affrontare è il rapporto mezzi-fini. L'uso di mezzi diversi o contrapposti al fine perseguito conduce inevitabilmente o a una sostituzione dei fini o a una scomparsa dell'obiettivo finale che viene risucchiato nella pratica continua e progressiva di nuovi mezzi.
A Summerhill i ragazzi svolgono anche un lavoro manuale che è (secondo Neill), un momento fondamentale per lo sviluppo armonico ed integrale del bambino in quanto, ricompone una personalità che la divisione sociale e gerarchica del lavoro ha spezzato a vantaggio di una divisione classista degli individui. In questo quadro va visto anche l'enorme interesse che a Summerhill viene dedicato al teatro. Le commedie, i drammi, le scenette vengono scritte, interpretate dai ragazzi e dalle ragazze e solo raramente gli insegnanti consegnano qualche trama ai bambini. Il teatro per Neill ricopre una notevole importanza in quanto sviluppa un senso di padronanza di sé ed evita poi che si reciti nella vita.
Lo studio non è qualche cosa che viene imposto dall'alto, ma è sempre in rapporto alle facoltà e ai gusti individuali. Logicamente quindi "I libri sono il materiale meno importante in una scuola. Tutto quello di cui un bambino ha bisogno è leggere, scrivere e far di conto; il resto consisterà di arnesi, argilla, sport, teatro, pittura, e... libertà".
Tutto il metodo di Neill, oltre che sulla libertà, si basa sull'autogoverno. "Quando c'è un capo non c'è libertà e questo è ancor più vero per il capo benevolo che per quello autoritario. Il ragazzo che abbia spirito critico si ribellerà a un capo autoritario, ma un capo benevolo lo ridurrà semplicemente ad essere lui stesso molle ed impotente".
Su Neill potremmo discutere all'infinito: sulla validità del suo esperimento come azione politica, sulle condizioni particolari in cui la sua esperienza si è concretizzata, sui limiti imposti dalla "situazione reale". Resta il fatto che il suo lavoro è un'accusa spietata alla scuola, alla famiglia, allo stato, alla chiesa, affinché trionfino la libertà e l'uguaglianza.
Non è nichilismo. E' soprattutto un'accusa alla scuola come istituzione, più o meno progressista, perché essa è il luogo in cui si pratica e si teorizza la divisione gerarchica del lavoro, in pratica dove si perpetua e si invoca la disuguaglianza. I suoi libri sono una poesia continua che deve continuare.

"La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il  bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dare fastidio". Maria Montessori
L'’istinto e il bisogno fondamentali del bambino sono quelli di un adattamento attivo al mondo delle cose e delle persone, misurate e commisurate alle sue personalissime istanze. Non v’'è ambiente sociale, ha scritto Maria Montessori, nel quale non vi siano individui che abbiano esigenze e livelli diversi. Per questo stesso fatto la scuola è un ambiente che deve accogliere bambini di età eterogenea e adatto al lavoro individuale o di piccolo gruppo. Il suo parametro di misura è dunque la casa, con spazi articolati, irregolari, ricchi di ‘angoletti nascosti’, di ‘cantucci tranquilli’ dove lavorare, pensare, immaginare con i propri tempi e ritmi interiori. Ma anche ambiente preparato nel senso della misura, con oggetti e arredi proporzionati all’'età e al corpo dei bambini stessi, rivelatori dell’'esattezza e dell’'ordine, qualità che suggeriscono una disciplinata attività autonoma; ambiente accogliente e caldo, rassicurante e vissuto con un positivo senso di appartenenza. Un ambiente, infine, nel quale i bambini possano muoversi liberamente anche senza il diretto controllo dell’'adulto alle cui cure è affidata la casa-scuola come luogo aperto alle scelte e al lavoro dei piccoli alunni. Mobili, tavoli e sedie devono essere costruiti e resi disponibili all’'insegna della leggerezza: ciò, se da una parte favorisce il lavoro di vita pratica dei bambini chiamati ad un impegno fisico di responsabilità nel posizionarli o trasportarli, dall’'altra parte per il carattere di fragilità denunciano l’'errore dei bambini o il loro mancato rispetto. Per il medesimo criterio educativo, i bambini di una scuola Montessori usano piatti di ceramica, bicchieri di vetro, soprammobili fragili: i bambini sono così invitati a movimenti coordinati, precisi, educati e in ogni caso ad esercizi di autocontrollo, di autocorrezione, di prudenza e rispetto, facendosi ‘maestri’ del proprio movimento e padroni del proprio carattere: “Così il bambino avanza nella propria perfezione ed è così che egli viene a coordinare perfettamente i suoi movimenti volontari”.
L'ambiente scolastico diventa ambiente di vita nel quale i bambini sono impegnati gioiosamente al mantenimento dell’'ordine, della pulizia, della bellezza. Queste attività, definite appunto esercizi di vita pratica, hanno una funzione importante e significativa sia nella “Casa dei bambini” dove favoriscono il perfezionamento psico-fisico e la coordinazione dei movimenti, sia nella scuola elementare dove assume maggior rilievo la dimensione della autonomia responsabile e quindi della socialità. La scelta metodologica montessoriana assegna all'’insegnante e all’'adulto anche da questo punto di vista una assunzione di responsabilità circa i rischi collegati all’uso di materiali ‘reali’. Nella “Casa dei bambini” l’'ambiente sarà:
proporzionato alle capacità motorie, operative e mentali dei bambini per essere attivamente utilizzato e padroneggiato;
ordinato e organizzato affinché, attraverso punti di riferimento non discontinui, il bambino possa formarsi una propria visione della realtà che anche emotivamente abbia carattere di rassicurazione e certezza;
calmo e armonioso per favorire la libera espansione degli interessi e delle esperienze e una positiva dimensione psicoaffettiva necessaria al sorgere del sentimento di fiducia in sé e negli altri;
curato e ben articolato nei particolari anche per stimolare il bambino alla scoperta dell’'errore e all’'autocorrezione;
attraente e bello affinché sia suscitato il naturale amore ‘estetico’ del bambino verso tutto ciò che rivela qualità di gentilezza, di ordine, di gradevolezza, di cura e attenzione.
Nella Scuola Elementare l’'ambiente sarà razionalmente organizzato e articolato anche in vista della più attiva ricerca di relazione e di socialità che sono caratteristiche di questa età. Esso dovrà favorire:
la sperimentazione e il lavoro individuale e di gruppo;
la lettura e la consultazione di testi con una essenziale biblioteca di classe;
la raccolta, lo studio e la valorizzazione di elementi forniti dalla natura come occasione per la ricerca e le uscite di osservazione;
l’'apertura alla realtà extrascolastica e al territorio (la scuola entra nel mondo e il mondo entra nella scuola);
le attività manuali legate al “lavoro dell’'umanità”, ma sempre collegate allo sviluppo della mente: “il lavoro della mani - ha scritto Maria Montessori - deve sempre accompagnare il lavoro della mente in virtù di una unità funzionale della personalità”.
Come è noto, l’ambiente tipico di una scuola montessoriana si distingue per la presenza dei necessari ‘strumenti’ di lavoro psico-motorio e intellettivo dei bambini, strumenti definiti “materiali di sviluppo e di formazione interiore”.Il bambino, come peraltro ogni essere vivente, è guidato dai suoi misteriosi impulsi vitali ad adattarsi all’ambiente assorbendone i caratteri. Laddove esso sia confuso, instabile, incompiuto, né utile né necessario, privo di attrattiva e di interesse e non direttamente utilizzabile per una personale sperimentazione di conoscenza, ebbene il bambino assimilerà questi caratteri negativi senza poter esercitare in modo chiaro, preciso e finalizzato i propri poteri psichici e mentali.In sostanza gli è impedita o resa difficile la stessa formazione del suo proprio carattere. Per questo motivo di fondo, strettamente legato alla costruzione di una personalità attiva e disciplinata, l’ambiente educativo montessoriano è stato definito come maestro di vita e di cultura, come ambiente educatore. Il lavoro organizzato è la dimensione pratica nella quale vivono e si realizzano i due presupposti scientifici che sostengono le ragioni e la necessità del metodo Montessori.
Il primo di essi riguarda il bambino, ossia la sua natura che gli ‘comanda’, attraverso spinte interiori, impulsi delicati e profondi, di realizzare il proprio sviluppo psichico. è soltanto la natura che gli suggerisce che cosa fare, quando farlo e come farlo, e lo guida nella creazione dei propri ‘organi psichici’ (si pensi al movimento e al linguaggio) mettendogli a disposizione particolari e temporanee sensitività. Queste presiedono alla preparazione e formazione di forze e poteri che non potranno essere positivamente acquisiti quando i corrispondenti periodi sensitivi abbiano cessato di agire in modo intenso e dominante. Pertanto lo sviluppo psichico non avviene a caso né ha origine da stimoli esterni: certamente il bambino deve essere esposto all’ambiente alle cui spese si sviluppa; ma se l’ambiente è necessario affinché il bambino agisca e incarni se stesso, la propria creazione psichica e mentale è il risultato di una ‘volontà interna’, di un misterioso segreto vitale: “In questi rapporti sensitivi tra il bambino e l’ambiente, sta la chiave che può aprirci al fondo misterioso in cui l’embrione spirituale compie i miracoli della crescenza”.
Il secondo presupposto afferma che i bambini hanno una forma mentale propria e diversa dall’adulto: è la mente inconscia e assorbente, creatrice della natura dell’uomo e della sua cultura: movimento, linguaggio, pensiero, amore.Ma il bambino non crea e assorbe a caso, ma attraverso una guida severa e ordinata. Egli segue leggi costanti che creano normalmente i fatti dello sviluppo rispettandone i tempi di manifestazione ed esplosione.Per il solo fatto di vivere il bambino impara o meglio assorbe e fa suo tutto ciò che l’ambiente offre alla sua attenzione trasformandolo in cultura e civiltà e assicurando così la continuità storica dell’umanità.
La scuola, a partire da questi fatti e fenomeni naturali, è perciò ‘coltivazione’ dell’umanità, aiuto alla sua espansione e formazione: “le menti in via di sviluppo hanno l’avidità di un corpo affamato”.La cultura del bambino è, dunque, il risultato del suo libero lavoro nel corso di esperienze personali donde egli trae e assorbe gli elementi costitutivi, i quali si fissano nel suo spirito preparandosi a dare nuovi frutti. La scuola nel suo insieme e le aule non sono confini limitanti, ma luoghi di storie e di esperienze, perché il bambino circolandovi liberamente scopre nuove possibilità di lavoro e di conoscenza.I l bambino istintivamente si porta dove c’è opportunità di lavoro, di esperienza, di osservazione, di studio. La scuola Montessori rifiuta la concezione segmentaria dello spazio e del tempo, e si fa realtà di vita e di ricerca in ogni suo luogo e momento, perché il bambino vive e si educa ovunque e sempre. A questo riguardo si cita appena l’importanza assegnata dal metodo Montessori ai tempi e alle attività che il bambino ha a sua disposizione nell’aula, nei corridoi, nei laboratori, nella zona mensa, nella biblioteca, ecc.
I bambini desiderano conoscere e sapere, domandano e ricercano, pensano e immaginano perché istintivamente sanno che i fenomeni e i fatti debbono essere spiegati e giustificati e che essi ‘vivono’ e esistono secondo determinate leggi e proprietà.Ogni cosa è pensata in una visione più vasta della realtà. Ma, ha scritto Maria Montessori, essi “hanno bisogno di ricevere risposte complete, che provocano il loro entusiasmo e suscitano il bisogno di nuove ricerche e di attività intensa”.Gli insegnanti dovranno essere all’altezza di tale prorompente bisogno, “ampliando la loro vita psichica”, penetrando con le loro ricerche in campi inesplorati, aprendosi a più larghi orizzonti, impadronendosi di nuove conoscenze di cui forse non sospettano l’esistenza. Pertanto, ha ricordato la Montessori, “la scuola deve essere vivificata da uno spirito nuovo, deve essere animata da un maestro saggio, più saggio di qualunque altro individuo umano, che conosce e rispetta le leggi dell’educazione”.
L’insegnante montessoriano opera dunque con la fondata speranza che ogni individuo è chiamato dalla natura a realizzare la propria evoluzione psichica, secondo un disegno da essa preordinato, purché egli viva in un ambiente adatto alle forme del suo lavoro. L’insegnante allora non giudica i risultati conseguiti dal bambino, ma le cause che ne impediscono o ritardano l’ascesa provvedendo ad osservarle e capirle e a modificare le circostanze che ostacolano il normale sviluppo.Per questo motivo egli non ha un centro e una periferia nella classe ed è contemporaneamente assente e presente: è vicino al bambino che richiede la sua presenza, gli siede accanto con una piccola sedia, gli parla dolcemente e brevemente, senza sovrastare il bambino con il corpo e la parola adulti. Aiuta senza interrompere e correggere, e questo aiuto è dato senza disturbare il lavoro e la concentrazione degli altri bambini.
Il materiale Montessori è il capitolo centrale del metodo e rende l’insegnante stessa una figura di contatto e di mediazione. Il materiale è, per così dire, un eserciziario dello spirito, in quanto il bambino vi esercita la propria sensorialità ed intelligenza, liberamente attirato dalle segrete informazioni e dalle inesplorate soluzioni che esso racchiude. Penetrando il materiale strutturato i bambini si rendono conto di come operano, pensano, adottano ipotesi, congetture e soluzioni, di come classificano, risolvono problemi e modificano le proprie rappresentazioni mentali.In questo senso il materiale Montessori ha una valenza metacognitiva pressoché assente in altri materiali e tecniche di apprendimento. Non solo, ma i bambini sono consapevoli di costruire la propria conoscenza, integrano le informazioni nuove a quelle già possedute, esplorano e scelgono le strategie, anche alternative, per impadronirsi di una nozione, di una operazione matematica, di un testo anche poetico. Poiché il loro lavoro è intimamente personale, essi esperimentano e conquistano il sentimento della propria autonomia e identità. è certo che la dotazione storica del materiale Montessori è sempre e necessariamente aperta allo studio e alla inventività dell’insegnante che esperimenta e adotta nuovi mezzi, ma solo nella loro congruenza e conformità ai principi del metodo.In questo caso non è escluso che si avvalga anche di materiali strutturati disponibili sul mercato.
Maria Montessori, pur scusandosi di non aver saputo individuare un termine equivalente e meno ambiguo, ha sempre precisato che la normalizzazione non è una azione correttiva e emendativa dell’adulto. Essa è il ‘ritorno’ spontaneo del bambino alla espressione e sperimentazione delle sue forze positive e costruttive: è dunque, un processo di autonormalizzazione, di liberazione dei poteri sani da stati di coscienza e di comportamento che ne impediscono l’adattamento attivo.La normalizzazione è la rinascita della normalità bio-psichica attraverso la quale il bambino riprende interesse, desiderio di lavoro, sforzo e soddisfazione nell’attività prescelta.Il suo io perde via via la paura, la pigrizia, l’aggressività, la timidezza, la fantasticheria, e conquista un nuovo orizzonte che lo orienta e lo guida.La libera scelta e il lavoro appropriato sono le ‘medicine miracolose’ che canalizzano lo spirito del bambino nella scoperta della sua più profonda natura: il fare e il saper fare, non imposti e giudicati dall’adulto, ma sperimentati nell’attività con le ‘cose’ in un ambiente sociale a sua volta non violento, non competitivo, né selettivo, né emarginante.
L’organizzazione educativa della scuola Montessori e le sue pratiche autoistruttive sono la risposta al bambino ‘deviato’, che si sta rifiutando alla vita del lavoro e della conoscenza. Questo aspetto dell'educazione montessoriana è stato sempre notato e riconosciuto come il tipico effetto di un intervento indiretto dell’ambiente che offre l’opportunità di ‘autoriformare’ le proprie tendenze di fuga, di opposizione, di abbandono, di capriccio.La guarigione del bambino è nelle sue stesse mani, proprio nel senso della mano che riprende ad esplorare, a fare, a pensare, a conoscere. http://www.operanazionalemontessori.it/index.php?option=com_content&task=section&id=6&Itemid=34
Premessa
Il termine curricolo viene usato in questo progetto nel suo significato largo, come espressione operativa di un programma o di un corso di studio organizzato e sequenziato secondo particolari assunti psicologici che ne motivano sia i processi che i metodi. E' indispensabile ricordare che gli obiettivi, ad esempio, non sono, nella metodologia montessoriana, qualcosa da cui partire o a cui giungere; essi sono modificazioni di conoscenze e comportamenti iscritti nel processo stesso del lavoro del bambino. In questo caso gli obiettivi sono concretamente scoperti, sperimentati e assimilati nella diretta esperienza provocata negli alunni dai materiali e dagli strumenti di studio. Ciò è avvalorato dal fatto che la didattica montessoriana è psicodidattica, e che le stesse discipline sono psicoaritmetica, psicogeometria, psicogrammatica, psicomusica. Pertanto il curricolo che si propone è piuttosto il programma del lavoro culturale del bambino che lo ha rivelato nel corso di una secolare esperienza educativa. Esso è la scoperta e la descrizione della cultura infantile di cui la Montessori è stata la ricercatrice infaticabile facendocene conoscere la nascita, lo sviluppo e i contenuti e il modo in cui il bambino la incarna diventando individuo colto e competente.
Il curricolo della “Casa dei bambini” e quello della scuola elementare intendono illustrare la vita educativa e culturale della scuola Montessori dall’interno stesso del lavoro e delle attività dei bambini e non da quadri programmatori e diagrammati che pure sono utili ed efficaci in altre circostanze di tipo tecnico-professionale.

IL CURRICOLO DELLA SCUOLA D'INFANZIA

Vita pratica e socialità La vita pratica e la cura dell’ambiente. La vita pratica e la cura della persona. La vita pratica nella relazione sociale. Motricità fine e controllo della mano. Esercizi di movimento determinanti il bisogno di coordinazione e controllo psicomotorio. I travasi. L’esercizio del silenzio. L’esercizio del filo.
Obiettivi: ordine mentale; verso l’autonomia e l’indipendenza; autodisciplina; rispetto di sé, degli altri, delle cose; unità di libertà e responsabilità; l’analisi dei movimenti.
Educazione sensoriale Senso visivo: dimensioni, forme, colori. Senso uditivo: rumori e suoni. Senso tattile:  barico, termico, stereognostico. Sensi gustativo e olfattivo. La lezione dei tre tempi. Il training sensoriale: ulteriori sviluppi e raffinamenti. La memoria muscolare. Suono e movimento.
Obiettivi: verso l’astrazione; analisi; attenzione; concentrazione (capacità di distinzione, discriminazione, confronto, misura, classificazione, seriazione, generalizzazione, ecc.).
Il linguaggio Arricchimento e proprietà del linguaggio. Nomenclature classificate. Giuochi linguistici per la scoperta della funzione logica, comunicativa e grammaticale del linguaggio. Preparazione diretta e indiretta alla scrittura. L’analisi dei suoni. L’esplosione della scrittura. Il perfezionamento: calligrafia, ortografia, composizione. L’esplosione della lettura: dalla parola alla frase. I comandi. La grammatica come preparazione alla lettura totale.Giuochi grammaticali intuitivi: funzione, posizione, simbolo. Le scatole grammaticali; prima tavola per l’analisi logica (materiale fisso e mobile); tavole dei suffissi e dei prefissi. Il libro: la lettura, la conversazione, l’ascolto. L’arte di interpretare. Le parole delle immagini.
Obiettivi: padronanza fonemica del continuum fonico; padronanza grafemica del continuum grafico. Il linguaggio come denominazione e classificazione; la costruzione delle parole e le loro variazioni semantiche; analisi del linguaggio e analisi del pensiero; la funzione comunicativa: narrazione e autonarrazione; il linguaggio e la vita simbolica; il bambino grammatico verso la metalinguistica.

La mente logico-matematica La base sensoriale delle strutture d’ordine e le astrazioni materializzate. Primo piano della numerazione (cellula germinativa del sistema decimale). La struttura del sistema decimale: 2° piano. La simbolizzazione. Le quattro operazioni: approccio sensoriale e intuitivo. La memorizzazione.
Obiettivi: la scoperta del numero come unità e insieme; la padronanza simbolica delle quantità; le funzioni del contare: separare, aggiungere, dividere, distribuire, togliere, sottrarre, ripetere, ecc... Il lavoro della mente: successioni, gerarchie, seriazioni, relazioni, uguaglianze, differenze, ordinamento, ecc... Il linguaggio matematico e l’ordine delle cose.
Educazione cosmica Il tempo dell’io e il tempo sociale: passato, presente, futuro.La misura del tempo cronologico.I l tempo biologico. Tempi e cicli della natura. Il tempo della civiltà: storia materiale (utensili, casa, trasporti, mezzi di protezione, ecc.). Lo spazio dell’io. Gli spazi sociali. Lo spazio bi e tridimensionale. Lo spazio rappresentato. Lo spazio misurato. Lo spazio del mondo: costituzione e forme (acqua, terra, continenti, penisole, isole, fiumi, montagne, vulcani, pianure, ecc.). La materia: forme e stati. Le forze della materia. Gli organismi viventi: funzioni e bisogni. Il cosmo nel giardino: lo stagno, l’orto, la fattoria (etologia e biologia animale, biologia vegetale). Il linguaggio scientifico della natura: nomenclature e classificazioni.
Obiettivi: primo avvio alla comprensione delle costanti cosmiche; approccio alla visione di interdipendenza ed ecosistema nei processi evolutivi umani e naturali; osservazione e sperimentazione tra favola (cosmica) e realtà; introduzione al vissuto dei viventi.
L’educazione musicale Rumori e suoni nella natura e nella supernatura; riconoscimento, analisi, rappresentazione (altezza, timbro, durata, intensità, ecc). Il bambino costruttore di suoni e di oggetti sonori. Suoni, ritmi e movimento. Il suono e il gesto; suono e colore. I suoni organizzati: analisi e riproduzione: ninne nanne, filastrocche, cantilene, fiabe musicali e loro traduzione drammaturgica in piccolo gruppo. Il coro; l’inventacanto; l’inventaorchestra. Striscia storica degli strumenti musicali. Il silenzio e l’ascolto. Approccio ai generi musicali. Verso la scrittura e la lettura musicali.
Obiettivi: comprensione della natura e del fenomeno del suono; esplorazione dell’io sonoro; educazione sensoriale all’ascolto; la socialità del suono; creatività interpretativa e produttiva.
Educazione all’arte rappresentativa Il contesto: educazione alle forme, alle dimensioni, ai colori. Composizione di colori e scale cromatiche. Educazione della mano, organo motore del segno. Dall’arte degli incastri alle decorazioni spontanee.Le carte colorate. Forme e colori nella storia; forme e colori nella natura. Il disegno spontaneo: gli aiuti indiretti.Il disegno spontaneo si ‘racconta’. L’espressione plastica: materiali e tecniche. La cartella personale ed evolutiva del lavoro pittorico del bambino. Il museo dei manufatti artistici.
Obiettivi: dal controllo della mano al controllo del segno; dalla composizione dei colori alla espressività del colore; il disegno decorativo ed ornamentale e la geometria delle forme; disegnare per raccontare e immaginare; la mano e la materia: le forme dei volumi.

IL CURRICOLO NELLA SCUOLA PRIMARIA
Educazione cosmica
1) Il tempo cosmico e il tempo dell’universo. Miti cosmologici relativi alla formazione e rappresentazione dell’universo. La favola cosmica di Maria Montessori. Il tempo astronomico nelle civiltà del passato. I calendari tra scienza e antropologia. L’orologio cosmico. La striscia del tempo cosmico. Spazio e tempo: l’anno luce.
2) Gli oggetti cosmici: galassie, nebulose, stelle, pianeti, comete, asteroidi. Le carte del cielo. Il planetario. Nascita, vita e morte di una stella. La materia dell’universo e il suo alfabeto. La stella “Sole”: quando e come si è formata.Il fenomeno della luce.Il sistema solare.Il moto dei corpi celesti.Le costanti cosmiche: attrazione e gravitazione. Le favole cosmiche tra immaginazione, drammatizzazione ed esperimenti. Gli strumenti delle osservazioni: dall’occhio al telescopio satellitare. Gli oggetti cosmici della supernatura: stazioni orbitali, sonde spaziali, ecc. Le tecnologie spaziali tra scienza e fantascienza.
3) Il pianeta “Terra”: quando e come si è formato. L’evoluzione della terra e la grandiosità dei fenomeni geologici e naturali. Le carte delle ere geologiche. Forme di rappresentazione spaziale del tempo geologico. Sole, terra, luna: orbite ed eclisse. L’eclisse in classe.Il giorno e la notte; le stagioni. Alle origini della vita: le prime forme. L’affermarsi dell’ossigeno e la nascita delle forme superiori. Il dramma dell’Oceano. Il dramma dei continenti, prima e dopo Pangea; le carte rappresentative.La terra, il pianeta vivente.Gli organismi viventi: chi sono? Come si formano? Come si riproducono?Cosa ricevono dall’ambiente? Cosa fanno per gli altri? Organismo e habitat. Il dramma dei viventi tra adattamento ed estinzione. La classificazione dei viventi e le nomenclature scientifiche.Le forze della natura: il ciclo dell’acqua, il calore, i venti, la terra dentro e fuori, il vulcanismo, i movimenti tellurici.
4) Il tempo storico e il tempo della civiltà. L’apparizione dell’uomo: tante storie da immaginare, raccontare e rappresentare.Un anello retroattivo: mano e intelligenza. Parole e pensiero, una nascita misteriosa. Il dramma di erectus. Il trionfo di sapiens. L’addomesticamento del fuoco e la sopravvivenza (difesa, nutrizione, illuminazione, riscaldamento, esplorazione, controllo sociale, ecc.). Il popolamento della terra.Nomadi e stanziali: cacciatori, pescatori, agricoltori, pastori.La civiltà neolitica: allevamento e agricoltura.La nascita del villaggio e dello stato-città: commercio, scienza, organizzazione sociale.La scoperta della scrittura.Striscia della storia delle forme di scrittura. La terra nella rappresentazione degli antichi. Dai primi cartografi alla cartografia moderna. Il lavoro storico: fonti e documenti, scritti e rappresentati.Le scienze del passato.La storia totale: le civiltà continentali (mediterranea, mediorientale, precolombiana, asiatica, africana). L’uomo si adatta, costruisce e ricerca ovunque: le testimonianze universali del lavoro creativo dell’uomo. Popoli, nazioni, lingue, culture: l’unità del genere umano e l’interdipendenza.Quadri rappresentativi delle forme di civiltà.Le religioni del mondo. Le carte evolutive della civilizzazione (scientifiche, energetiche, tecnologiche, sociali, politiche). Le storie nazionali. I grandi movimenti di liberazione ed emancipazione. Le biografie cosmiche (Budda, Maometto, Gesù, S.Francesco, Leonardo, Keplero,... Montessori!). Le carte storiche. Le scienze: laboratori e documentazione per la ricerca e lo studio scientifico: sperimentare, riprodurre, rappresentare, classificare. L’immaginazione scientifica del bambino.Le scienze della terra con particolare attenzione ai grandi ecosistemi della biosfera, alle relative biocenosi e biodiversità (foreste tropicali, tundra, savana, deserto, prateria, ecc.).Equilibrio e interdipendenza.Le carte biogeografiche. Geografia e “geografie”: tanti modi di conoscere la terra e i suoi abitanti. Biologia e fisiologia umana, animale e vegetale. Carte evolutive della vita umana: zigote, embrione feto, neonato, ecc. Carte evolutive (biografiche) del movimento. Carte evolutive (biografiche) del linguaggio. Chimica e fisica in classe.Il linguaggio scientifico e le strutture d’ordine. I piccoli Fabre: uscire per osservare, conoscere, raccogliere, sperimentare.Il giardino, un cosmo a scuola.La scuola, biblioteca dell’universo naturale ed umano. La documentazione per immagini. Raccontare la scienza e l’uomo.
Obiettivi: il curricolo cosmico come risposta al “periodo sensitivo della cultura” proprio del bambino della scuola elementare; base sensoriale e immaginazione o immaginazione sensoriale per assistere al grandioso “spettacolo dell’evoluzione naturale e umana” (Montessori); il sentimento cosmico di unità e interdipendenza e struttura è il carattere di una personalità allargata, decentrata, responsabile, pacifica, morale; i saperi e le discipline al servizio della conoscenza del “tutto”; dalla cittadinanza spazio-temporale alla cittadinanza universale; storia e scienze attraverso il lavoro del bambino (fare, sperimentare, costruire, riprodurre, classificare, consultare) sia individualmente che in gruppo; la scuola come officina di conoscenza cosmica.
Lingua e linguaggio
1. Le “voci delle cose” Le “voci” dei fenomeni naturali: vento, acqua, mare, fulmine, ombra. Ricerche, giochi, esercizi, riproduzione, analisi, registrazioni, azioni drammatiche. Nomenclature e brevi testi descrittivi. Le “voci” della supernatura: alla ricerca di suoni, rumori e simboli comunicanti ed evocativi di contesti da riconoscere e interpretare (riferiti alla scuola, alla città, alla casa, ecc.). Le fonti e le qualità dei suoni e dei rumori: registrazioni e riproduzioni. Nomenclature e brevi testi descrittivi. Il linguaggio dei simboli: segnaletica, fumo, bandiere, segnali acustici e luminosi, ecc. Giuochi e verbalizzazioni.
2. Il linguaggio inconscio della natura La comunicazione inconscia degli animali. Il linguaggio vocale (uccelli, delfini, primati, animali domestici, animali selvaggi, ecc). Il linguaggio fisico e chimico (api, insetti, piante).Il linguaggio naturale ed inconscio umano (urlo, pianto, grido, riso, ecc.). Il linguaggio inconscio mimico-gestuale (minaccia, paura, gioia, amicizia, dolore, sorpresa, silenzio, ecc.). Riproduzioni, registrazioni, analisi, azioni drammatiche. Nomenclature e brevi testi descrittivi
3. Dal linguaggio inconscio al linguaggio umano conscio Il fenomeno della voce umana. Carta evolutiva del linguaggio infantile. Analisi fonologica del linguaggio articolato. Composizione e scomposizione del continuum fonico: giuochi ed esercizi (l’orchestra dei fonemi). Esercizi di pronuncia. Lingua e lingue: lingue parlate, lingue estinte, lingue morte. L’albero delle lingue. Lingua materna, lingua nazionale e dialetti: nomenclature e classificazioni. L’origine latina della lingua italiana: giuochi ed esercizi di ricerca delle derivazioni e degli etimi (le parole del bambino romano: madre, padre, scuola maestra, libro, ecc.) con la realizzazione di una piccola rubrica personale.(Sinonimi, contrari, metafore, frasi idiomatiche, ecc.). Avvio all’uso del vocabolario. Da una radice tante parole: le famiglie. Come nascono le parole: lingua, evoluzione e civiltà. L’uso delle parole in contesti particolari (lessico scolastico, medico, sportivo, commerciale, ecc.): nomenclature e composizioni di brevi testi.Che fanno le parole?: le funzioni del linguaggio articolato (esercizi e brevi testi relativi alle funzioni linguistiche). La parola, la posizione, il periodo: attività di invenzione, composizione e scomposizione.
4. Dal linguaggio articolato al linguaggio scritto La storia della scrittura (cfr. Educazione cosmica). L’alfabetizzazione strumentale: dalla “Casa dei bambini” al 1° ciclo: analisi fonologica; analisi grafemica; lettere smerigliate.Gli alfabetari colorati.Dalla corrispondenza alla sintesi: l’esplosione della scrittura. La calligrafia.
5. Il bambino grammatico Le particolarità ortografiche.Alla scoperta delle strutture morfologiche, grammaticali e sintattiche.Le parti del discorso. Le scatole grammaticali.La simbologia.Al lavoro con i materiali montessoriani, esploratori del sistema lingua. L’analisi logica: 1° e 2° livello. Giocare con la punteggiatura. Comandi e giuochi linguistici. La grammatica ‘drammatica’ (mescolare, sostituire, spostare, omettere, ecc.). Il giuoco del “detective”.
6. Il bambino scrittore I vocabolari dei movimenti, dei sensi, dei sentimenti: ricerca e raccolte individuali e di piccolo gruppo da ‘archiviare’ a disposizione di tutti; relative espressioni di frasi, nomenclature e semplici ‘sceneggiature’ rappresentate. Scrivere per sé e per gli altri: libere composizioni per l’album personale dell’alunno. Narrazione orale e narrazione scritta individuale e di piccolo gruppo. Tu racconti, io scrivo (tra bambini e tra i bambini e la maestra). Le storie ‘mutilate’: completare la parte mancante. Dalla lista di parole alla composizione. I puzzle linguistici; giuochi di completamento della frase, della proposizione o di un breve testo. L’arte epistolare: lettere ipotetiche o immaginarie (di incoraggiamento, di conforto, di scusa, di soddisfazione, di confessione, di informazione, di protesta, ecc.), anche in forma poetica. La composizione quale arricchimento interiore e libera espressione di idee (cfr. Montessori: L'Autoeducazione, pp.235-241), ovvero dalla composizione ‘nevrotizzante’ (Montessori) alla composizione liberante: l’immaginazione e la sua ‘base’ materiale (preparazione di ‘buste’ contenenti materiali di osservazione e ricerca da cui il bambino potrà ricavare il desiderio e l’interesse a comporre, conseguendo esattezza e chiarezza nella spontaneità. Ciò favorisce tanto l’ideazione quanto la struttura e l’espansione del testo). Scrittura individuale o di piccolo gruppo di brevi sceneggiature da rappresentare in particolari occasioni di socialità interna ed esterna alla classe. L’intervista.
7. Il bambino lettore Lettura di parole, proposizioni, periodi e relativa interpretazione. Anche i bambini preparano i comandi. Dalla lettura meccanica all’analisi della lettura. La lettura come espressione e rappresentazione e la preparazione delle serie. La teatralità della lettura. La lettura ad alta voce. Le libere letture individuali (preparate dall’insegnamento o prescelte in biblioteca). Il libro: chi lo fa e come è fatto. Avvio alla ricerca e comprensione dei generi letterari (narrativo, comico, d’avventura, scientifico, storico, biografico, ecc.). Organizzazione e funzionamento della biblioteca. Come si consulta un libro di informazione. Le enciclopedie: uso personale e di gruppo. Le monografie. La lettura ascoltata: la maestra e l’arte del leggere. La lettura collettiva come momento comunitario di analisi, interpretazione, valutazione.
8. Il linguaggio delle immagini Il fenomeno dell’immagine. Le forme e le tecniche dell’immagine (pittorica, grafica, fotografica, sonora, simbolica, ecc.). La lettura sensoriale dell’immagine e della sua composizione. L’immagine interpretata: il messaggio esplicito ed implicito. L’immagine e la sua storia.Il bambino produttore di immagini. La biblioteca delle immagini. I bambini costruiscono storie e racconti per immagini. Realizzazione di reportage audiovisivi in occasione di uscite e di gite.
Obiettivi L’uomo dei due linguaggi: il bambino assorbe gli strumenti intellettuali del suo tempo. La formazione del bambino alfabeta in funzione del suo adattamento attivo al mondo della civiltà. Saper parlare, saper leggere, saper scrivere: i gradini-appoggio (Montessori) dell’ascesa spirituale. La competenza linguistica come scoperta dell’interiorità. La competenza linguistica come scoperta e comprensione della realtà. La lingua come strumento di ordine, chiarezza, esattezza, di bellezza.
Matematica
1. La matematica nella storia Anche gli antichi contavano e misuravano: come? Le ‘cifre’ degli antichi. Striscia storica del numero e delle misure. Movimento, sensi e mente alla base della psicoaritmetica, della psicogeometria, della psicoalgebra: azione, intuizione, astrazione. Tre mondi distinti e uniti: aritmetica, geometria, algebra. I materiali montessoriani strumenti di esplorazione nella ricerca matematica. Il laboratorio di matematica: l’organizzazione evolutiva dei materiali.
2.Aritmetica In continuità con la “Casa dei bambini”: 1° e 2° piano; approccio sensoriale, intuitivo alle quattro operazioni; numerare con le catene. La “memorizzazione attiva”.Le tavole del Séguin. Catene delle potenze.La numerazione su base posizionale: dalle perle dorate al materiale gerarchico. Il lavoro con i telai delle gerarchie. La grande divisione: ripartizione e contenenza. La grande moltiplicazione: (scacchiera, telaio, perle dorate, banca). Dalla tavola pitagorica ai multipli. Divisibilità e potenze dei numeri. Il decanomio numerico. Unità e suddivisioni del cerchio: il lavoro con le frazioni (rappresentazione, intuizione, astrazione). Le quattro operazioni con i numeri decimali. Il sistema decimale di misurazione e relativa simbologia. Il lavoro di ‘trasformazione’ (scambio di unità-equivalenza). La bottega del ‘baratto’. La bottega della compravendita; invenzione e soluzioni di problemi reali. I problemi impossibili e i problemi ‘umoristici’. Problemi di logica. Probabilità e improbabilità. Capitale e interesse. La numerazione multibase. La radice quadrata. La radice cubica.
3.Geometria In continuità con la “Casa dei bambini”: armadietto delle figure piane; i triangoli costruttori; i solidi geometrici. La dimensione geometrica della natura. La dimensione naturale della geometria: ritmi, pause, strutture d’ordine, frattali. La dimensione geometrica nell’arte: ritmi di linee, volumi e colori. Gli enti geometrici: linee e piani in movimento. Lo studio dell’angolo: misurazioni e operazioni. Ritmi, trasformazioni e strutture geometriche piane.Il decanomio geometrico. Figure concave, convesse e incrociate. Lo studio dei triangoli; le “terne pitagoriche”; le “asticine irrazionali”. Dai poligoni irregolari ai poligoni regolari. Lo studio del cerchio. I materiali esploratori del perimetro e della superficie. Esperienze di congruenza, similitudine, equivalenza. Simbologia relativa. Teorema di Pitagora; intuizione sensoriale e costruzione numerica e geometrica. Le tassellature. Traslazione e rotazione nello spazio tridimensionale. Elementi del solido geometrico. Volume, capacità e volume, peso: misurazioni, calcoli e problemi.
4.Algebra In continuità con la “Casa dei bambini”: il quadrato del binomio e del trinomio.Il cubo del binomio e del trinomio. Algebra e “calcolo letterale” (dal simbolo-cifra al simbolo-lettera). Prodotti di polinomi (rappresentazione geometrica e letterale della moltiplicazione; prodotti ‘notevoli’). Il decanomio algebrico. I materiali esploratori del cubo del binomio e del trinomio con relativa costruzione delle formule algebriche. Algebra e numeri relativi: - dai numeri ‘assoluti’ a quelli ‘relativi e algebrici’ ed il problema dello zero; - somma e differenza dei numeri relativi; - “somma algebrica” con i serpenti positivo e negativo; - prodotto, quoziente e potenze dei numeri relativi. Equazioni di 1° grado numeriche e letterali, ad una incognita e applicate a problemi pratici sia aritmetici sia numerici.
Obiettivi: il programma Montessori come risposta al periodo sensitivo della mente matematica; i materiali montessoriani esploratori psicogenetici per la formazione della mente matematica; il lavoro matematico come momento e sintesi di movimento, sensorialità, intuizione, astrazione, categorie logiche; l’intelligenza matematica come ponte tra natura e supernatura; il sapere matematico quale condizione del progresso intellettuale e sociale.
Educazione artistica
1. Il colore Composizione e combinazioni. Colori fondamentali e complementari. Combinazione additiva e sottrattiva. Le tonalità dei colori. Fisiologia e fisica del colore. La tavolozza personale. Materie e tecniche dei colori. La superficie: carta, legno, stoffa, pietra, seta, vetro, ecc.). Libere colorazioni con i diversi materiali. Nomenclature e classificazioni. Riconoscimento di stili pittorici attraverso il colore. Il colore e il contorno: primo avvio alla riproduzione delle forme colorate, naturali e non, entro il contorno dato. I sentimenti dei colori nelle diverse culture. L’evoluzione psicologica: dall’accentuazione monocromatica (colore unico per lo stesso oggetto: 4-7 anni) all’accentuazione policromatica (8-11), come espressione emotiva.
2. Disegno geometrico e decorativo Dall’arte degli incastri della “Casa dei bambini” alle composizioni e tassellature della scuola elementare. Le decorazioni delle figure piane. Riproduzione di decorazioni classiche. Fase dell’approccio cosciente all’arte ornamentale e decorativa. Mosaico e collages.
3. Disegno dal vero Continua l’alfabetizzazione sensoriale manuale (“l’occhio che vede, la mano che ubbidisce, l’anima che medita” M. Montessori).Il disegno dal vero come esigenza del periodo realistico. Disegno di forme vegetali, di forme architettoniche, di forme di indumenti. Il disegno dal vero rivelatore della personalità e del carattere.
4. Il disegno spontaneo Dalla fase dell’approccio non cosciente (4-7 anni) alla fase dell’approccio cosciente. La cartella cronologica personale del lavoro espressivo del bambino. Evoluzione spontanea delle ‘competenze’ tecniche (colori, materiali, disposizione e composizione spaziale). Il disegno spontaneo come espressione di immaginazione, compenetrazione e studio.
5. L’espressione tridimensionale La mano e la materia: l'educazione tattile e motrice. Conoscenza e uso dei materiali modellabili (argilla, cartapesta, carta, legno, filo metallico, stoffa, ecc.). Lo scatolone dei materiali di scarto. Montaggio di composizioni con materiali diversi. Colorazione del manufatto plastico. Ricostruzioni di ambienti e paesaggi come lavoro di piccolo gruppo. Il museo della scuola.
6. L’arte nella storia Le uscite: alla ricerca delle espressioni artistiche dell’ambiente (urbanistiche, architettoniche, pittoriche, plastiche, ecc.).La striscia storico-artistica della città. Analisi e riconoscimento delle forme d’arte nelle diverse epoche. Il museo e la pinacoteca ci raccontano... L’evoluzione della civiltà dell’immagine. Quadro antropologico delle rappresentazioni artistiche delle antiche culture (ad es.per l’architettura religiosa: egizia, mediorientale, orientale, precolombiana, romana, paleocristiana, ecc.). Nomenclature e classificazioni. Archivio enciclopedico a cura della classe (in relazione alla pittura del paesaggio e figurativa, del ritratto, della nature morte, ecc.), convenientemente ordinato e classificato. Scuole e correnti pittoriche: esercizi di approfondimento e analisi. Approfondimento biografico dei geni dell’arte.
Obiettivi: l’espressione grafopittorica inconscia a quella conscia; il disegno infantile tra spontaneità e competenza; i presupposti tecnici della creatività; la cartella evolutiva personale attraverso l’espressione rappresentativa; il segno grafico come mezzo e risultato del padroneggiamento sensoriale, manuale, psicologico ed intellettivo; il disegno dal vero come esercizio tecnico e spirituale; l’arte e la civilizzazione: apprendimento e conoscenza della storia dell’umanità; familiarità e pratica con i luoghi dell’arte.
Educazione al movimento
1. Il movimento naturale e spontaneo In continuità con la “Casa dei bambini”: la libertà dell’alunno nello spazio/scuola per le attività collegate alla sua vita educativa, (la libertà psico-motoria in un ambiente ordinato e organizzato).Il movimento interessato alla cura dell'ambiente e della persona: azioni corrispondenti. L'ambiente-giardino e le azioni finalizzate: sarchiare, zappare, seminare, potare, innaffiare, raccogliere, ecc. Il lavoro di servizio: azioni riparative, per il servizio mensa, per la sistemazione degli ambienti specifici (angoli, biblioteche, museo, ecc.).
2. Il movimento esercitato Il camminare espressivo.Imitazione e riproduzione delle ‘andature’ degli animali. Camminare in ‘equilibrio’: estensione degli esercizi del filo. Camminare ‘contronatura’: all’indietro, a una gamba, con posizioni diverse delle braccia, ecc. Camminare ad occhi bendati in un percorso definito. I diversi modi di saltellare. Salti posizionati. Salti ginnici e facili salti delle discipline sportive. Il correre espressivo. Variazioni del ritmo della corsa con particolare riguardo ai percorsi con ostacoli vari e deviazioni. Semplici attività di corsa sportiva. Marciare. Le andature della marcia: militare, sportiva, musicale, ginnica, ecc. Il movimento e le interpretazioni coreografiche (saggi di classe o di scuola).
3. Il movimento globale Il corpo ruota, striscia, nuota, ascende, lancia, si capovolge, si tuffa, ecc.: imitazioni e riproduzioni con esercizi all’aperto e/o in palestra.
Giochi ed attività con attrezzi ginnici. Giochi spontanei e giuochi tradizionali.
4. Il movimento con regole Giochi di gruppo con la palla.Semplici attività sportive con la palla (calcio, basket, pallavolo, ecc.). Giuochi ed esercizi con gli attrezzi. Giuochi di corsa. Giuochi non competitivi: ciascun bambino alla ricerca del primato personale (corsa, peso, salti, lanci, ecc.).
Obiettivi: il movimento come sperimentazione cinestetica, ludica e sociale; il movimento coordinatore del movimento con azioni appropriate; il movimento come espressione interiore (volontà, attenzione, costanza, coordinazione, autocontrollo, socialità); la perfezione del movimento come conquista dello spirito.
 Le nuove tecnologie
L’utilizzazione delle nuove tecnologie costituisce anche per la scuola Montessori una importante risorsa. Nella scuola elementare i computer multimediali possono essere utilizzati utilmente per attività di editing e di diffusione di testi, per comunicazioni via e-mail, per visione di software didattici, per costruzione di ipertesti, per attività legate al linguaggio logo. Coerentemente con la didattica generale, anche gli strumenti tecnologici devono essere disposti all’interno dell’ambiente ed essere utilizzati con le stesse modalità degli altri materiali (libera scelta, individualizzazione, autocorrezione, ecc.). Per questo motivo non ci sembra proponibile l’utilizzazione di laboratori, ma le postazioni possono essere collocate in numero di due o tre in ogni classe, oppure si possono utilizzare postazioni mobili collocate su carrelli. Sarebbe interessante studiare più approfonditamente la possibilità di produrre software “montessoriani” che riproducessero materiali già utilizzati e manipolati dai bambini, sfruttando le possibilità digitali per proporre variazioni.   Viene raccomandato, infine, che le esperienze collegate alle competenze informatiche non acquistino il significato e la funzione di una disciplina o di un insegnamento autonomo; né, di conseguenza, esse si costituiscono come attività separate e aventi una collocazione specifica e definita nel curricolo dando luogo alla cosiddetta “ora di informatica”.

La verifica e la valutazione
Maria Montessori ha osservato che l’evoluzione del bambino, del suo percorso di apprendimento, avviene per “esplosioni” che non seguono percorsi e tempi prestabiliti. Anche i dati attuali della psicologia e le più avanzate riflessioni pedagogiche dimostrano che la formazione umana e culturale del bambino avviene per processi di maturazione lenti e sotterranei, con ritmi estremamente personali. I tempi di apprendimento non sono mai quelli collettivi della produttività forzata e del massimo rendimento (imposti dalla prassi corrente), ma piuttosto i ritmi naturali di vita del singolo. Il principio dell’integrità del bambino, che va rispettato nel suo sviluppo senza pressioni esterne per non intaccare nessun aspetto della sua esistenza, è l’elemento fondante del nostro ruolo di insegnante; all’interno del nostro metodo l’attività di verifica e valutazione appare molto particolare e delicata; le attività didattiche vengono strutturate in modo tale che il bambino possa svolgere individualmente il suo lavoro, seguendo inconsciamente dei veri “diagrammi di flusso”, dove il controllo dell’errore non risiede nella supervisione dell’adulto ma nel successo dell’azione. L’apprendimento di ogni alunno è guidato dal materiale; il materiale stesso denuncia al bambino gli errori commessi. Questo requisito rende possibile la verifica immediata della risposta e gli consente di apprendere controllando la propria attività e di correggere immediatamente le risposte errate.
Le verifiche di noi insegnanti sull’attività dell’alunno vertono principalmente sull’osservazione, con rari e delicati interventi diretti; da essa scaturisce il quadro di valutazione. Nell’attività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti:
capacità di scegliere autonomamente una attività;

tempo di concentrazione;

ripetizione dell’esercizio;

capacità di svolgere organicamente l’attività;

capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;

livello di autostima;

rapporto con gli altri;

rispetto delle regole;

disponibilità e partecipazione.

Tali osservazioni, che non prescindono mai dal rispetto della personalità e dei tempi di sviluppo del bambino, ci offrono la possibilità di valutare con obiettività se il nostro intervento è stato efficace.


SANDRA CHISTOLINI Ordinario di Pedagogia generale e sociale - Università degli studi Roma Tre -
La libertà dell’infanzia
Un senso profondo di ribellione prende ogni persona costretta a pensare fuori della proprialogica e a credere a cose futili ed inutili ai fini della crescita umana. Eppure l’educazione che diffondiamo tende spesso ad essere proprio questa: spingiamo i bambini a fare anche quello che non piace e gli adulti ad obbedire alle istituzioni, pensando che l’ossequio alle regole sia la via d’uscita al disordine e al conflitto sociale. Educhiamo più spesso alla conservazione dello stato esistente che alla produzione di senso e al pensiero che si autogenera. Il paradosso dell’epoca contemporanea sta nella libertà imprigionata dell’infanzia e nella autorità sanzionata della non infanzia. I bambini hanno la giornata scandita da obblighi e da compiti, con una progressiva riduzione dello spazio destinato al tempo libero e al gioco. Gli adulti, la non infanzia, hanno orari da rispettare e relazioni da coltivare per affermare la propria autorità. C’è poco tempo per parlare, ed il dialogo è spesso rivolto a far cambiare idea all’altro, piuttosto che al sano confronto dei diversi punti di vista. Dialogare significa stabilire un rapporto comunicativo in un campo nel quale regna la libertà della persona che si esprime anche fuori delle regole, non perché non abbia una disciplina di condotta, ma perché l’uscire dal seminato è il segno della nascita di opportunità insospettate nei contesti che solo e semplicemente accettano quanto già stabilito.
Questa breve premessa per introdurre il tema della scuola familiare, in inglese homeschooling, nata negli USA nella dizione che la definisce, diffusa ormai in tutto il mondo e divulgata anche in Italia. Della homeschooling fanno parte anche gruppi di genitori che si ispirano alla scuola Waldorf Steiner e al metodo Montessori.
Aumentano i genitori che cercano il meglio per i figli e la preoccupazione di fornire una migliore educazione lontano dai rischi della violenza che esplode nelle scuole, del bullismo, della droga che tra il 1980 e il 1990 hanno severamente compromesso il modello pubblico di istruzione, conduce a selezionare la homeschooling e ad aderire completamente al movimento di riforma dell’educazione che la sostiene.
La critica alla scuola pubblica si inoltra nella constatazione della separazione tra docenti e alunni. Gli insegnanti non si interessano dei bambini, non li amano. Per educare ci deve essere amore per l’infanzia e nessuno ama i figli più dei genitori naturali, è dunque un bene che siano il padre e la madre i maestri dei propri figli.
Le scienze empiriche non possono misurare l’amore e la bontà che invece sono frutto di una più completa esperienza di crescita umana completa. L’ambiente familiare accoglie il bambino e i genitori si preoccupano della sua anima, non solo del suo corpo e delle sue reazioni a standard educativi esterni. I fautori della homeschooling lamentano il fatto che il sistema educativo pubblico continua ad anticipare l’età di ingresso dei piccoli nella scuola, allontanandoli troppo presto dalle cure amorevoli ed attente della famiglia.Per chi opta per l’homeschooling, le ragioni del cuore, dell’affetto familiare, dell’amore, dell’attenzione da rivolgere al bambino sono prioritarie, rispetto alla conformità ad una norma comune dominante, ma non esclusiva. Tali ragioni sono giustificate dalla filosofia che vede nella persona il valore più alto da tutelare e salvaguardare, anche in contrapposizione alle istituzioni che, perseguendo un certo bene comune, talvolta dimenticano la visione d’insieme dell’educazione volta al bene.
La prima tappa della buona educazione è quella che comincia dai sentimenti, continua con la memoria, prosegue con l’immaginazione, l’intuizione e l’intelletto, il tutto armonizzato dall’amore.
Nel Regno Unito l’educazione in casa, conosciuta come home education, è da molto tempo un diritto legale. Non sono disponibili dati ufficiali aggiornati, le raccolte statistiche contano circa 50.000 bambini in età di scuola dell’obbligo educati tra le mura domestiche. Le famiglie che si avvalgono di tale modalità si possono collegare in rete e ricevere informazioni sui propri diritti e le proprie responsabilità.
Durante i lavori della Commissione sui diritti umani, riunita l’8 aprile 1999, è stato riconosciuto il diritto umano internazionale dei genitori di educare i figli, secondo i propri valori e la propria concezione dell’educazione. In tale contesto, la homeschooling si presenta come una realizzazione della libertà della famiglia di scegliere come educare i figli, avendo valutato i modelli esistenti.
L’home education è la dizione preferita, trattandosi di autoeducazione e di educazione in casa dei genitori nei confronti dei propri figli. Di fatto, le parole inglesi di homeschooling, homeschooler, homeschooled, home education indicano rispettivamente, la situazione, l’insegnante, il bambino, l’educazione che definiscono il processo nel quale ilbambino in età scolastica non frequenta la scuola ed è invece istruito a casa dai genitori. Non vi è di fatto la sostituzione di una scuola, pubblica o privata, con una scuola familiare, quanto piuttosto l’uso di un curricolo predisposto e controllato dal gruppo leader dell’iniziativa. La consulenza, il tutorato ed il passaggio da un grado all’altro di istruzione sono assicurati dai genitori che accreditano lo svolgimento del programma. Dunque non si può parlare di accreditamento della homeschooling quanto di curricolo indipendente per la home education. Il contatto con una scuola si ha quando lo Stato, dove risiede la famiglia che sceglie l’home education, richiede una ulteriore certificazione che attesta il progresso negli studi del bambino, secondo gli standard ufficiali.
Steiner e Montessori ispirano spesso i genitori che educano in casa.
Durante il Convegno di Bologna sulla Scuola Steiner nel mondo (2001), vari interventi hanno evidenziato la libertà dei genitori di scegliere per i figli la scuola e l’educazione conformi a valori e credenze che nella scuola pubblica non troverebbero una giusta considerazione. La Steiner Waldorf homeschooling propone il curricolo, muovendo dalle idee dell’antroposofia divulgata dal pensatore austriaco Rudolf Steiner, considera la centralità dell’allievo e riprende le indicazioni metodologiche delle fondazioni ed associazioni steineriane diffuse ormai in tutto il mondo. I genitori leggono i libri di R. Steiner e ne attualizzano gli insegnamenti a casa. La libertà del bambino che apprende, secondo i suoi ritmiquotidiani di sviluppo non mortifica il suo desiderio di conoscere. La frustrazione e la noia chealcuni bambini sperimentano nella scuola vengono eliminate, a favore di una attenzione costante ai bisogni dell’infanzia. I genitori che scelgono d’insegnare ai figli in casa, considerano l’insegnamento della religione una delle ragioni di contrasto con la scuola pubblica. In casa ricreano le condizioni della libera scuola Waldorf e possono collegarsi on line, ottenendo le informazioni e le indicazioni necessarie per seguire il programma in uso nelle scuole steineriane. è importante che i genitori conoscano la filosofia di R. Steiner per dare il giusto significato all’uso dei materiali didattici. La distribuzione del piano di lavoro in settenni è una delle caratteristiche di questa educazione. I genitori si ritrovano intorno ad una concezione dell’infanzia che sottrae i bambini alle forzature dell’epoca contemporanea, per la giusta espressione dello spirito che unisce l’uomo al creato. Alla scuola viene sostituito il concetto di ambiente educativo, del resto non nuovo nella storia del pensiero dell’educazione.
Qualcosa di analogo sta avvenendo nell’uso domestico e privato del metodo Montessori. Con il nome Montessori Homeschooling Groups (2006) si indicano i gruppi di genitori che scelgono di educare i figli in casa, secondo il metodo Montessori. Questi genitori possono comunicare in rete e scambiare idee, problemi, proposte. La filosofia, la pratica, il materiale Montessori sono alla base dell’educazione domestica. L’esperienza risulta diffusa negli USA. Famiglie di località come Arizona, California, Florida, Georgia, Michigan, New York, Pennsylvania, Washington, Maryland forniscono contatti e notizie sui figli che seguono la scuola in casa, avendo come insegnanti i propri genitori. Spesso si tratta di madri che hanno seguito corsi di qualificazione per insegnare secondo il metodo Montessori. L’età dei bambini varia da 3 a 15 anni. “Posso educare a casa mio figlio secondo il metodo Montessori?”. A porsi questa domanda è una mamma che si rivolge all’organizzazione della homeschooling Montessori e che riceve risposte affermative.
Documenti reali sui risultati entusiasmanti conseguiti da genitori che sono passati per la stessa soluzione educativa confermerebbero l’efficacia del metodo. Il confronto della teoria e della prassi pedagogica delle Scuole Steiner e delle scuole di metodo Montessori sono oggetto di ampio studio e revisione critica.
La homeschooling è giudicata una forma alternativa di educazione. Le famiglie che scelgono di avvalersi di questa forma di educazione, hanno l’obbligo di includere nel loro insegnamento l’intero curricolo della scuola pubblica e di accettare le verifiche ufficiali sui risultati dell’insegnamento svolto.
Secondo i dati diffusi della letteratura scientifica, in particolare da Taylor e Petrie nel 2000 e da Mertin nel 1999, i genitori che si avvalgono dell’homeschooling sono quelli che hanno sviluppato un alto senso diresponsabilità verso l’educazione dei figli, i bambini sono ben socializzati ed equilibrati dal punto di vista emotivo, non sono timidi, parlano speditamentee si esprimono senza vergogna, si comportanoin modo appropriato all’età.
Le ragioni dellahomeschooling sono: l’insoddisfazione per la scuola esistente; la considerazione che i genitori sono imigliori insegnanti per i figli; la libertà di usarepiù metodi pedagogico-didattici; le convinzionireligiose; lo scarso riconoscimento del bambino come persona da parte della scuola; l’adesione ideologicae non religiosa dei genitori; i frequenti spostamenti di residenza della famiglia.
La legislazione italiana considera l’educazione un obbligo, un dovere ed un diritto. I genitori possono affidare i figli alla scuola, pubblica o privata,oppure possono decidere di educare i figli in casa,s enza rivolgersi al servizio scolastico. Quando l’educazione avviene in casa, la certificazione per il passaggio da un grado all’altro viene rilasciata dalla scuola pubblica del territorio di competenza, previo l’avvenuto superamento dell’esame previsto allo scopo. In tutti i casi, i genitori dimostrano di essere in grado di avere le capacità di istruirei figli.In Italia l’esperienza della homeschooling risale alla seconda metà del Novecento del secolo scorso,e si afferma intorno al 1970. In corrispondenza della diffusione della scuola elementare e media,dell’ampliamento dell’istruzione secondaria, della crescita della popolazione entrata nell’istruzioneuniversitaria, ormai aperta, anche se ancoramolto in teoria, a tutte le classi sociali, si avverte in alcuni strati della popolazione la necessità diriaffermare il diritto della famiglia a scegliere quale educazione adottare per i figli e a definire autonomamenteed indipendentemente quale modello pedagogico-didattico privilegiare. L’esigenza non poteva  certo venire dalle classi più svantaggiate della gerarchia sociale e da chi vedeva nella scuola un mezzo di emancipazione e di riscatto da condizioni di vita disagiate, di povertà e di abbandono. La componente socio-culturale e economico professionale di chi in quegli anni decideva e sceglieva di educare i figli in casa, non può essere trascurata per una giusta collocazione dell’intero fenomeno.
I genitori istruiti, riusciti nella vita professionale,i benestanti, coloro che nutrono dosi rilevanti di autostima verso se stessi e di fiducia nel futuro possono in concreto non mandare i figli a scuola. Per chi è invece sottoposto ad una situazione di esame permanente, dalla nascita alla morte, la scuola ed il successo negli studi sono fondamentali.
Nel 1970 a Roma molti bambini vivevano nelle baracche e per loro andare a scuola e studiare era un lusso. Spesso si trattava dei figli del Sud e del Nord più povero. Quando, tra mille difficoltà, alcuni di quei ragazzi riuscivano ad arrivare alla licenza media, a farcela, a non essere respinti per sempre, si poteva ben dire che la scuola aveva assolto al suo compito, nonostante le maglie strette del sistema educativo, per definizione selettivo e tale da riprodurre la disuguaglianza tra i banchi,
come nella società. L’homeschooling si è comunque sviluppata anche in Italia e sta diventando, per genitori e famiglie, la risposta alla crisi sociale della scuola. Un numero crescente di genitori ritira i figli dalla scuola pubblica per istruirli ed educarli in casa, secondo metodi di studio più flessibili, più personalizzati, che puntano alla ricerca e alla scoperta della conoscenza con domande e risposte che sorgono dalla vita stessa. Si evita di percorrere strade standardizzate e di usare ricette preconfezionate. Talvolta più famiglie si uniscono per condurre la stessa esperienza.
La scelta della scuola familiare, o scuola paterna, è avvalorata dai risultati scolastici successivi dei ragazzi che durante l’infanzia sono stati educati in casa. L’Associazione Crescendo (cfr. R. Melodia, 2003), nata a Genova nel 1999, segue da vicino l’esperienza della homeschooling e offre informazioni sul successo di questa educazione nel mondo. In sintesi, i vantaggi della educazione familiare sono elencati come segue:
a) i bambini apprendono con piacere ed interesse;
b) i ragazzi proseguono negli studi, ottenendo ottimi risultati tanto scolastici quanto professionali;
c) i genitori la considerano una esperienza sociale valida;
d) l’esperienza promuove la formazione del carattere del ragazzo;
e) l’educazione a casa permette di stabilire relazioni forti e significative tra genitori e figli;
f) l’insegnamento personalizzato favorisce lo sviluppo cognitivo ed affettivo del bambino;
g) la socializzazione migliora sul piano dell’apprezzamento dei valori sociali e morali.
La valutazione dell’efficacia dell’educazione paterna e materna, fa in genere riferimento a studi esteri, non italiani, e si limita a dimostrare che anche stando in casa si può apprendere e riuscire nella vita. Si tace completamente circa il valore sociale e politico dell’istruzione scolastica che nel tempo ha significato una importante conquista di civiltà ed un patrimonio comune di inestimabile valore.
Considerazioni e perplessità
Le ricerche sull’argomento mostrano per lo più gli aspetti postivi della homeschooling e per questo è necessario aprire un dibattito più ampio sulla portata dell’esperienza, in termini di valutazione della stessa scuola, tanto pubblica quanto privata.
Non si può trascurare la caduta del luogo comune sulla socializzazione; infatti, i fautori della home education tendono a difendersi dalle critiche sulla perdita di socializzazione dei figli, mostrando dati sull’acquisizione delle competenze sociali dei bambini, ma fanno silenzio ed ignorano la portata culturale della scuola come luogo scelto dalla comunità umana per condividere l’educazione dellegiovani generazioni, insieme, nelle difficoltà come nei meriti. Il bambino sottratto alla scuola è privato dell’ambiente di vita che è proprio all’età, ambiente nel quale egli impara con i compagni, incontra insegnanti lodevoli e meno lodevoli, assapora le regole del vivere comune ed apprende a relazionarsi a se stesso, alle altre persone, alle cose che lo circondano e che egli governa con la sua intelligenza e la sua volontà. Il dialogo tra genitori ed insegnanti, la partnership tra famiglia e scuola sono lo strumento e il patto della via sociale all’educazione.
Si possono considerare le ragioni familiari che giustificano la homeschooling, ma è difficile trovare le ragioni pedagogiche dell’autoesclusione dalla scuola. Proprio quando i genitori affermano di voler perseguire bontà, bellezza e verità come ideali dell’educazione, mostrano ai loro figli che nella scuola tutto questo non c’è e, volenti o nolenti, veicolano il messaggio della rinunzia dell’istituzione scolastica a rinnovarsi dall’interno. La comunicazione che riceviamo è che la scuola è schiacciata dal peso delle contraddizioni politiche e che non riesce a trovare il sentiero pedagogico che le è proprio. Da questo punto di vista, i genitori che sostengono la home education non hanno tutti i torti e la loro critica potrebbe effettivamente diventare il lievito del cambiamento, ma perché ciò avvenga è necessario operare dall’interno. L’isolamento dei problemi è la deriva della socializzazione.
Quando la scuola rischia di diventare un campo di conquista del capitale e dell’investimento economico, si fa più fatica a concentrare gli sforzi nella crescita culturale comune. Per socializzare non è più sufficiente prevedere solo momenti di ricreazione e di spazio condiviso, dal quale qualcuno è sempre escluso. La socializzazione è un processo nel quale la persona comprende il significato della sua appartenenza alla società e collabora alla migliore riuscita del suo impegno. Questo cammino non è quasi mai tranquillo e pianificato. Spesso si tratta di un iter turbolento, conflittuale, nel quale la negoziazione dei mezzi compromette il raggiungimento dei fini di progresso condiviso e democratico.
La homeschooling mostra di essere interessata allo sviluppo della persona, a prescindere dalla società, e fa dipendere la riuscita del sistema sociale dalla formazione dell’individuo, eliminando i fattori di disturbo nel percorso. Non c’è conflitto da sostenere e per questo non si attivano neanche i meccanismi della sana competizione. Isolare i figli dal sistema educativo che si considera negativamente, potrebbe essere una buona soluzione per salvare i bambini dalle sconfitte della vita quotidiana.
Eppure questo modo di intendere l’educazione sembra più un tacito affidamento alle critiche di Rousseau alla società che corrompe, piuttosto che una esplicita conferma della società democratica che come tale, per vivere, ha bisogno dell’engagement, dell’essere concerned, in generale, dell’esserci, sia nella forma del consenso che nella forma del conflitto. Non dimentichiamo che mentre in alcuni Paesi si declamano gli effetti positivi della homeschooling, in altri, come il Giappone, si registra la persistenza del fenomeno dei suicidi, per mancanza di accesso all’istruzione; in altri, come a Cipro, si supplisce alle carenze della scuola pubblica, alimentando la pratica delle lezioni private; in altri, come in Libia, ci si rivolge all’educazione domestica per la lontananza delle scuole dalle abitazioni isolate e dai contesti rurali poco serviti; in altri, come in Italia, il fenomeno dei drop out invita a riesaminare la questione dell’abbandono della scuola di bambini e ragazzi in condizione di svantaggio e a riflettere sulla portata applicativa dell’investimento in competenze. http://www.basilicata.istruzione.it/allegati/2008/nodo_30.pdf


RISULTATI DELLA RICERCA NEL CAMPO DELL'HOMESCHOOLING Estratto dal libro del prof. Roland Meighan ( Direttore dei programmi scolastici inglesi) : "Home-based education effectiveness research", tradotto:"Ricerca sull'efficienza dell'istruzione familiare", Educational Review - Vol.47, No3, 1995; e da una pubblicazione dell'Associazione inglese Education Otherwise).
Un numero sempre maggiore di famiglie sceglie l'istruzione familiare preferendola alla frequenza scolastica. Le famiglie mostrano una considerevole diversità in motivi, metodi e scopi. Generalmente essi hanno molto successo nel raggiungimento degli obiettivi scelti. Gli educatori familiari spesso si stupiscono di scoprire non solo che l'istruzione familiare funziona, ma che funziona molto bene. La vecchia domanda se i fanciulli istruiti in casa perdono qualcosa è attualmente sostituita da un'altra domanda, ora che si è dimostrata l'evidenza:
PERCHÉ HANNO TANTO SUCCESSO?
La ricerca sull'efficienza dell'istruzione familiare dimostra che questi fanciulli sono generalmente superiori ai loro coetanei scolari per quanto riguarda le abilità sociali, la maturità sociale, la stabilità emotiva, il conseguimento degli studi, la fiducia in sé stessi, le abilità comunicative ed altri aspetti. Questi risultati della ricerca sono molto incoraggianti e rassicuranti per le famiglie che iniziano l'istruzione familiare. è stato fatto osservare che un così alto elogio al successo dell'istruzione familiare può sembrare eccessivo... ma non è così, basta ricordare che il successo dei fanciulli istruiti in casa non è il risultato di un ambiente fortemente domestico con un'intensa pressione per riuscire, ma piuttosto la valida conseguenza dei benefici che l'istruzione familiare può offrire, quali la flessibilità del curriculum, la determinazione dei tempi e dei luoghi, l'abilità di adattare all'individuo lo stile di apprendimento e gli interessi così come l'attenzione individuale che può essere offerta in un siffatto ambiente. E' con cura e deliberazione che si usa la frase "hanno molto successo nel raggiungimento degli obiettivi scelti", in quanto è importante ricordare che il progresso e le prestazioni di ogni fanciullo sono giudicate meglio in termini di obiettivi specifici della famiglia e abilità uniche e individuali del fanciullo, interessi e ambizioni, piuttosto che il giudizio arbitrario su esercitazioni culturali, risultati di esami, test d'intelligenza etc.\ anche se la ricerca dimostra che molti riescono molto bene anche in quest'area. I risultati della ricerca offrono anche un'ulteriore varietà di ragioni sul perché l'istruzione familiare può avere così tanto successo. è stato suggerito che le scuole stesse potrebbero avere molto da imparare sul perché e come l'istruzione familiare funziona così bene, e potrebbero trarre beneficio dall'incorporare la flessibilità e molti altri aspetti dell'istruzione familiare come via per sviluppare in futuro un sistema educativo più efficiente.
LO SVILUPPO SOCIALE: studio di Thomas Smerdley. Riguardo alle abilità sociali, uno studio di Thomas Smedley giunge alla conclusione che i fanciulli istruiti in casa sono più maturi e socializzano meglio di coloro che frequentano la scuola.
Alcune possibili ragioni di ciò emergono da questo studio:
1. La classe rappresenta prevalentemente una comunicazione unilaterale di un fanciullo messo a tacere e si evidenziano pochi scambi significativi. Nell'istruzione familiare si evidenzia il contrario.
2. Le scuole sono il prodotto dell'era industriale con infornate di prodotti uniformi che scorrono su trasportatore a cinghia in passaggi obbligati verso un diploma standardizzato. Perciò la socializzazione avviene con questo tipo di mentalità. L'istruzione familiare, al contrario, lavora per il raggiungimento di risultati educativi più personalizzati.
3. Un aspetto innaturale della scuola è la segregazione per età. Imparare a stare solo coi coetanei non prepara gli studenti all'interazione variegata nella vita con persone più anziane e più giovani. L'istruzione familiare evita questa trappola: s'incontrano persone di varie età in un modo che rispecchia più accuratamente la varietà della società.
4. L'enfasi dell'istruzione familiare sull'autodisciplina e l'apprendimento autogestito e la fiducia in sé stessi che ne deriva, crea giovani capaci di adattarsi alle nuove situazioni e a nuove persone.
L'INTEGRAZIONE SOCIALE: studio di Gary Knowles. Uno studio su 53 adulti con esperienza d'istruzione familiare è stato condotto da J. Gary Knowles dell'Università del Michigan. Costui ha scoperto che più dei tre quarti, ha provato che l'istruzione familiare li ha veramente aiutati a interagire con la gente di differenti livelli nella società.Quando fu loro chiesto se avessero voluto essere istruiti in casa se avessero potuto tornare indietro, il 96% rispose "SI ". Risposte tipiche erano che " quando mi sposerò e avrò figli certamente li istruirò in casa".Fattori che comunemente erano esaltati dagli adulti osservati erano
1. il curriculum autogestito,
2. l'andamento del lavoro individualizzato
3. la flessibilità del programma dell'istruzione familiare.
Nessuno dei campioni era disoccupato o assistito dallo Stato e due terzi erano sposati - la norma per quel gruppo d'età. Knowles concludeva dicendo che l'idea che ci siano svantaggi sociali nell'istruzione familiare non era sostenuta dall'evidenza, la quale piuttosto dimostrava il contrario.
LO SVILUPPO DELLA CARRIERA: ricerca di Julie Webb. La ricerca di Julie Webb concernente lo sviluppo futuro e la carriera dei giovani adulti precedentemente istruiti in casa è anche interessante da leggere. Essa mostra come la loro educazione abbia facilitato il loro futuro impiego, ed entra nei dettagli di molti altri aspetti dell'istruzione familiare. Il suo studio PhD fu pubblicato in un libro intitolato "Ragazzi istruiti in casa".
IL PROGRESSO NEGLI STUDI: studio di Brian Ray. L'eccellenza nello studio dei fanciulli istruiti in casa è stata ripetutamente dimostrata dalla ricerca. Studi riportati da Brian Ray pongono i fanciulli istruiti in casa almeno due anni avanti nello sviluppo intellettuale rispetto ai coetanei scolari e talvolta 10 anni avanti. (Di nuovo bisogna specificare che l'"eccellenza" nello studio non è necessariamente una priorità e neanche un obiettivo specifico dell'istruzione familiare: molti altri aspetti quali l'ampiezza e la profondità dell'apprendimento, lo sviluppo bilanciato e olistico del fanciullo e il conseguimento di individui secondo i loro unici interessi e abilità, tutto contribuisce al successo dell'istruzione familiare).
METODI DI APPRENDIMENTO: ricerca di Hornick. Per quanto riguarda le Scienze, Hornick studiò un gruppo di 7 famiglie con figli adolescenti nel Massachusetts per scoprire in che modo si imparino le Scienze nell'istruzione familiare. Egli scoprì che i genitori campioni non insegnavano Scienze ai loro teenagers: i teenagers insegnavano a loro stessi. Il risultato era "un'indagine scientifica di altissima qualità". Gli studenti si comportavano come veri scienziati nell'esplorare fenomeni, formulando ipotesi, progettando e realizzando esperimenti e analizzando e valutando i risultati.
La memorizzazione dei testi e le esercitazioni scritte non costituivano il lavoro principale ma i libri di testo venivano usati come fonte di idee e riferimento. Le famiglie vedevano le Scienze come un'attività pratica. Programmi televisivi scientifici erano ampiamente seguiti e gite ai Musei di Scienze, fattorie, centri naturali e parchi naturali costituivano l'elemento principale del curriculum di Scienze. I genitori, con una modesta cultura scientifica, imparavano con i figli piuttosto che dare l'istruzione.... Essi lavoravano con un senso di "momenti d'insegnamento possibile" quando era sveglio l'interesse e la curiosità dei loro teenagers. Ogni famiglia concordava sul fatto che individuare risorse adatte era la chiave per l'insegnamento scientifico e ciò era la giustificazione per l'uso esteso di televisione e gite.
CONCLUSIONI PERSONALI del prof. Meighan. Nel suo libro, lo stesso Meighan arriva a delle conclusioni che ricava dall'esperienza personale e dalle ricerche nel campo dell'Homeschooling pubblicate in questi ultimi anni.
1. La diversità nell'educazione è salutare: perché gli individui sono differenti e le famiglie sono differenti; perché le circostanze sono diverse; perché l'educazione di successo può prendere molte forme (perciò sospettate sempre di "risposte" reggimentali quali la "risposta" del Programma Ministeriale o "la salvezza attraverso gli esami").
2. Le ferite guariscono e i fanciulli possono riprendersi dopo cattive esperienze di studio, specialmente nell'ambiente di sostegno di una famiglia interessata. Ho assistito a ciò troppe volte per pensare che ciò sia un evento insolito.
3. E' attualmente difficile per una scuola normalmente organizzata competere con una famiglia pronta, organizzata ed energica. Solo poche scuole ci si avvicinano appena, come fui capace di osservare quando andai dalle famiglie che istruiscono in casa alla supervisione di studenti nelle scuole e viceversa per più di dieci anni.
4. Lo studio flessibile (e come risultato la produzione di gente flessibile) attualmente può essere trovato più verosimilmente nell'istruzione familiare.
5. Lo studio programmato dallo studente (educazione autonoma) si ritrova attualmente più frequentemente nell'istruzione familiare: le scuole tendono a concentrarsi su "come essere istruiti", mentre le case tendono a insegnare "come imparare". Le scuole perciò tendono ad insegnare ad attaccarsi alle lacune del sapere, le case insegnano come colmarle.
6. La crescita della fiducia attualmente può trovarsi più verosimilmente nelle case.
7. L'educazione non sessista può essere raggiunta più facilmente a casa piuttosto che con i presenti modelli di fare scuola.
8. L'abitudine alla dipendenza dai pari e la "tirannia del gruppo dei pari" prodotta dalla scuola che attua il modello approvato correntemente ufficialmente possono essere contrastati all'istruzione familiare.
9. La rotazione e l'alternanza di varietà di tipi di curriculum è un luogo comune a casa, ma di solito molto più raro a scuola.
10. Le scuole al momento tendono a focalizzare un'educazione unidimensionale, le case più di frequente sviluppano un'educazione multidimensionale.
11. Forme di educazione cooperative e democratiche si riscontrano più verosimilmente in ambienti familiari, a causa della dominanza del modello autoritario di amministrazione della scuola, come ritratto da Davis (1994).
12. La cosiddetta "scuola-fobia" è attualmente più verosimilmente un segno di sanità mentale, mentre la dipendenza dalla scuola è un problema mentale ampiamente non riconosciuto.
13. Le case più delle scuole ottengono "il bambino all'inseguimento del sapere e non il sapere all'inseguimento del bambino" (George Bernard Shaw).
14. Poche famiglie hanno un figlio a scuola ed un altro fuori, con la possibilità di cambiare in ambedue le direzioni basandosi sull'esperienza e i bisogni. Essi sono pionieri di una forma educativa più flessibile. Una via positiva in avanti per il sistema scolastico è raccogliere l'idea derivata dagli educatori familiari di tempo flessibile e scuola flessibile.
http://digilander.libero.it/rhoda2000/scuola_familiare.htm



La Scuola Familiare di Siraluna
La Costituzione Italiana nel Titolo II RAPPORTI ETICO-SOCIALI, dispone che sia un diritto dovere dei genitori fornire un'istruzione ai propri figli. Il legislatore inoltre nel Decreto legislativo 297/94 disciplina le modalità di adempimento all’obbligo scolastico, contemplando tra queste anche la possibilità di provvedere direttamente all’istruzione. Nella circolare ministeriale n 85 Prot. N 17005 del 3/12/2004 viene regolata la modalità di svolgimento degli esami di idoneità per gli alunni delle scuole private e familiari… e ogni anno attraverso una circolare viene regolata la procedura burocratica per l’avviamento della scuola familiare.
Attraverso la nostra esperienza di famiglie affidatarie (ma non solo) abbiamo potuto constatare come talvolta la scuola non rappresenti la soluzione migliore per alcuni bambini che affrontano situazioni particolari. Per questi bambini pensiamo sia giusto che la scuola possa contare su altre esperienze/modalità didattiche, con l'obiettivo di assolvere al difficile compito di farli crescere in modo armonico.
La scuola familiare rappresenta una di queste modalità diverse di "fare scuola": permette di riportare l’apprendimento ad un’esperienza naturale, legandola alla quotidianità del bambino. In casa propria, o di altri, la scuola familiare attinge da ciò che si vive ogni giorno gli strumenti per apprendere la lettura, la scrittura, i numeri, l’arte, la musica…
Fondamentale è la composizione di piccolissimi gruppi che permettano alle persone che si rendono disponibili di poter seguire il percorso di apprendimento secondo il ritmo dei bambini: lezioni, pause e lezioni non hanno ritmi prestabiliti! Gli argomenti si snodano su un percorso legato alle curiosità espresse dai bambini, si gioca imparando e questo permette di avere la mente sempre aperta per assorbire ciò che arriva dalle parole, dai segni, dai sentimenti. Allo stesso tempo grande è il rispetto per le necessità di ognuno: se si è stanchi si può rallentare, si può uscire a passeggiare, trovare altri modi per affrontare un argomento difficile, e renderlo così più coinvolgente, stimolante ed interessante.
Si possono visitare musei, città, luoghi interessati per la cultura o l’approfondimento di un argomento… fare di una materia un ricco scrigno di scoperte.
Tutte le materie hanno la possibilità di essere approfondite e il programma ministeriale viene comunque rispettato in ogni parte, poichè lettura, scrittura, matematica, arte, musica, sport, e ogni altra materia sono in egual misura importanti per la crescita armonica della persona e per la sua vita nel mondo.
Il primo anno di "Scuola Familiare" è stato attivato a settembre 2007, e ha riguardato una bimba di 6 anni con la quale abbiamo affrontando la prima elementare. Abbiamo sempre cercato, senza dimenticare mai di “essere persone di questo mondo”, di sensibilizzare le Istituzioni al problema della sofferenza scolastica che alcuni bambini possono presentare, per le diverse sensibilità che ognuno esprime.
Il primo confronto con la scuola ufficiale (fine primo quadrimestre) è stato positivo. Maestre e Direttrice Didattica hanno ascoltato le nostre insegnanti, hanno sfogliato i quaderni della nostra allieva, e non sono state avare di complimenti e suggerimenti. Inutile dire che siamo contenti: non abbiamo trovato un ostacolo, ma persone attente e disponibili. La nostra allieva ha brillantemente superato gli esami di ammissione alla seconda elementare, dimostrando di aver raggiunto buone competenze, e di aver acquisito maggiore sicurezza e stima di sé. Qui di seguito potete leggere i vari programmi scolastici.
Programma di Italiano: lettoscrittura: stampato minuscolo, maiuscolo, corsivo; riconoscimento vocali e consonanti; riconosciamo le lettere, le parole, le frasi, e impariamo a scrivere correttamente staccando tutte le parole; le doppie; lettura di fiabe, storie, filastrocche; creazione di una filastrocca per imparare i mesi dell'anno; scomposizione di storie e fiabe e ricostruzione secondo la corretta cronologia degli eventi; descriviamo le immagini (stimoliamo l'osservazione e la produzione autonoma di pensieri); punteggiatura: il punto, la virgola, il punto esclamativo e il punto interrogativo, l'apostrofo e l'accento; i suoni onomatopeici; semplici giochi linguistici (completa la parola, trova l'aggettivo corretto, ecc...)
Programma di Storia e Geografia: concetto e percezione di tempo, ricostruzione di eventi, la ciclicità: il giorno e la notte, la settimana e i mesi dell'anno, le stagioni, la giornata tipo, il prima e il dopo; concetto di spazio e di coordinate: destra sinistra, in alto e in basso, davanti e dietro, dentro e fuori; lo spazio attraverso il disegno: la mia stanza da letto, il giardino, osserviamo e riportiamo su carta quello che vediamo; planisfero e carte geografiche, localizzazione dei posti conosciuti sulla cartina (Bologna, Emilia Romagna, Italia); le festività e le tradizioni: Halloween, Natale, Pasqua
Programma di Matematica: le principali forme geometriche: il cerchio, il quadrato, il triangolo; i numeri: grafia e quantità; comparazione di quantità: maggiore di, minore di; uso del calendario e dell'orologio per misurare il tempo, del righello per misurare lo spazio; addizioni e sottrazioni, soluzione di piccoli problemi con addizioni e sottrazioni
Programma di Scienze: osserviamo la natura: insetti, piante, animali, i cambiamenti della natura dovuti al clima e alle stagioni; esseri viventi e oggetti inanimati; raggruppare per somiglianze animali, insetti e oggetti e attribuire caratteristiche (date alcune caratteristiche tipo ali, piume, pelo, attribuirle a animali, insetti, ecc...), i cinque sensi; le caratteristiche degli oggetti attraverso la comparazione (più duro, più morbido, più pesante, più leggero...; il corpo umano: approccio (quante mani, quante dita, quanti occhi... cenni sul funzionamento: il cuore, l'apparato digerente...); la terra e alcune sue caratteristiche, le sue risorse, i vulcani; com'è nato l'uomo? La trasformazione da scimmia a uomo
Attività trasversali, esercizio della logica: creazione di un calendario e di un orologio per un primo approccio al concetto di tempo; passeggiate nei prati per fotografare piante e fiori e osservare insetti e spiegarne le attività: le api e il miele, i bruchi che diventano farfalle; uso del pc: le frecce cursore, la barra spaziatrice, il tasto per andare a capo, scrittura a monitor usando la tastiera; costruiamo dei ponpon di lana per l'albero di Natale (usiamo il cartone e il compasso per creare dei cerchi che ci servono per realizzarli); gita a Bologna, con visita alla chiesa di San Petronio a alla Biblioteca Sala Borsa, dove l'allieva ha scelto dei libri da prendere in prestito; trascrizione di ricette golose, questo ci serve per imparare a scrivere meglio, usando testi come guida; dato un certo ambiente, collega ciò che puoi trovarci.
Programma materie artistiche e tecnologia: il programma delle materie artistiche si è svolto con particolare attenzione all'armonico sviluppo psicofisico dell'allieva. la scelta di privilegiare la libertà di espressione non nasce da un'impostazione educativa naturalistica, ma dalla necessità di far vivere emozioni dalle quali, sostenendo il risultato positivo degli elaborai e delle esperienze, potesse emergere consapevolezza della propria capacità di fare. A sostegno di questo percorso sono state scelte attività legate all'espressivitò, alle quali ha fatto da sfondo l'aspetto didattico. Le attività hanno sovrapposto linguaggi artistici diversi, volti da un lato alla sensibilizzazione dell'espressione artistica negli aspetti della vita quotidiana e dall'altro come percorso di ricerca individuale. Il percorso artistico e tecnico si è sviluppato attraverso l'integrazione dei diversi linguaggi artistici, come base di un'espressività unitaria della persona. Lo svolgimento del percorso individuale si è sviluppato in parte in un laboratorio collettivo rivolto in particolare al programma d'arte.
Arte: l'importanza di essere unici; linguaggio espressivo individuale, destrutturazione del linguaggio artistico stereotipato e ricerca di libera espressività; racconto e rappresentazione pittorica, ricerca di espressività artistica attraverso la parola e la narrazione per libera associazione e riconduzione dell'esperienza alla rappresentazione per immagine pittorica (acquarello, tempere, acrilici); l'arte attraverso i materiali quotidiani, l'arte attraverso il riciclo;  uso artigianale di materiali di riciclo, la cartellina dei lavori d'arte. Laboratorio collettivo I grilli: lavori tridimensionali con uso di materiali vari, la casa artistica, dimensione spaziale del paesaggio: casa artistica e fondali; elementi introduttivi della prospettiva; il paesaggio e la prospettiva; l'autoritratto, la musica e il colore
Musica e Movimento: le note, i suoni dell'ambiente, i suoni artificiali, breve introduzione alla partitura tra suoni prodotti e voce; la voce come espressione di emozioni conosciute; introduzione alla scala musicale attraverso la voce; elementi di biodanza, l'emozione di diversi generi musicali, il ritmo e la melodia del corpo(danza), la voce (canto); movimento libero ed espressione corporea; schema corporeo e consapevolezza di sè, movimento strutturato consapevolezza di sè e dell'ambiente
Tecnologia: la casa come spazio di apprendimento, la cucina, ciambella, salame di cioccolata; dallo spazio della cucina alla tecnologia: materiali usati per cucinare e gli ingredienti; cenni di tecnologia della casa nel tempo e in ambienti diversi; osservazione degli aspetti tecnologici della propria casa; materiali utilizzai nella costruzione; professionalità utili alla costruzione della casa; l'elettricità nella casa; l'acqua nella casa; cenni sulla produzione di elettricità; cenni sull'approvvigionamento idrico.
Informatica: utilizzo delle tecnologie informatiche per le ricerche e le attività ricreative; acquisizione di competenze di base nell'uso  dei mezzi informatici: giochi interattivi
Lingua Inglese : introduzione alla lingua inglese; forme di saluto hello, hi; how are you?; scambi d'informazione sul nome e l'identità what's your name? my name is... How old are you? I'm...years old; i numeri da 1 a 10; i colori; altre forme di saluto; yes e no; up down ed istruzioni stand up sit down; gli auguri di Natale; gli oggetti dello zaino e l'arredo dell'aula; istruzioni go to the door, open the window...; le forme di cortesia please, thank you; le parti del corpo; la famiglia; la casa.
http://www.siraluna.it/scuolafamiliare.html


 LA SCUOLA PATERNA Associazione Crescendo 
Scuola paterna, scuola familiare, scuola di casa, homeschooling, sono termini poco diffusi, perchè infatti sono poche le famiglie che conoscono e si avvalgono della possibilità di fare scuola in casa. Le note che seguono servono solo a dare qualche informazione, un primo orientamento alle famiglie che prendono in considerazione questa possibilità, forse per alcuni  addirittura una “novità", una curiosità. La possibilità di fare scuola a casa è una delle alternative previste dala nostra Legislazione, per ciò che riguarda l'istruzione obbligatoria. L'obbligo scolastico può infatti essere assolto presso le scuole elementari e medie di Stato, presso altra Istituzione scolastica parificata o autorizzata ( es. Scuole Private), o tramite istruzione familiare (detta anche scuola paterna, scuola familiare, scuola a casa). In questo ultimo caso i genitori:
devono attestare di possedere i mezzi e le competenze necessarie allo svolgimento  dell’incarico,
devono “comunicare” per iscritto alla Direzione Didattica di appartenenza, la loro decisione devono presentare il proprio figlio agli esami, previa formale domanda di ammissione agli stessi, corredata dal programma svolto.
La Costituzione, fondamento delle leggi dello Stato. così recita all'articolo 30: " è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. ..nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti ".
All'articolo 33 la Costituzione sottolinea che " l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento ...Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione... ". L'articolo 34 parla dell'istruzione obbligatoria: " L'istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita". poiché il capoverso precedente afferma che la scuola è " aperta a tutti ", si è generalizzato, parlando sempre di "obbligo scolastico" D.M.330 del 27.05.97, Art. 4 - Scuola familiare e privata autorizzata. Esami di idoneità e licenza. Per scuola familiare si intende l’attività di istruzione elementare svolta direttamente dai genitori o da persona a ciò delegata dai genitori stessi. Gli alunni che assolvono all’obbligo con tale modalità sono ammessi a sostenere gli esami di idoneità o gli esami di licenza in una scuola elementare di Stato, nel circolo di competenza territoriale rispetto alla residenza della famiglia. "omissis"
Da un punto di vista legale è quindi possibile fare scuola a casa, ma è possibile anche da un punto di vista pratico? Sia in Italia che all'estero (es. Inghilterra) alcune famiglie hanno già sperimentato la scuola familiare, con ottimi risultati. E' necessario ovviamente non solo volere, ma anche potere fare scuola in famiglia, avere cioè tempo, capacità, ma anche spazio in casa, possibilità di verifica e confronto (con insegnanti e coetanei del bambino), un ambiente familiare concorde a questa esperienza. La scuola a casa può essere veramente entusiasmante sia per i genitori che per i bambini. Per realizzare la scuola a casa in maniera soddisfacente, bisogna fare molto lavoro, molta preparazione, molto sacrificio. Non è la stessa cosa accompagnare un bambino a scuola ed avere tutta la mattina libera, rispetto a passare molte ore al fianco di uno o più bambini, studiando tutti i giorni, per anni. E' necessario avere valide motivazioni per iniziare e portare avanti un'esperienza simile: non deve diventare una moda, non è per assecondare un capriccio, non è una scusa per la pigrizia, non è un rimedio ai problemi della scuola pubblica: la scuola familiare richiede infatti grande impegno, responsabilità e sacrificio, e solo una vera convinzione regge poi alle varie ed inevitabili prove. Se vi sono persone decise a tentare l'esperienza della scuola familiare, siamo qui per dar loro una mano.  Alcuni consigli che possiamo dare subito:
1)   Testi. Sia alle elementari che alle medie è bene usare anche i libri consigliati dalla scuola, tenendo conto che  variano nelle diverse sezioni e nel corso degli anni. Bisogna  scegliere i testi della sezione dove viene insegnata la lingua straniera prescelta. Al momento dell’esame, il bambino viene “inserito” in una classe: è tutto più semplice se i testi  adoperati sono gli stessi. Con l’ultima riforma dovrebbe esserci  più elasticità nei programmi, infatti esiste la possibilità di presentare programmi “ personalizzati”, è indispensabile informarsi presso la scuola.
1) Ore di lezione. C’è un aspetto pratico organizzativo, ed un aspetto disciplinare,  coinvolti nella decisione di come far funzionare la scuola a casa.
è bene stabilire  orari fissi di studio per dare un ritmo e  mantenere un ordine  necessario in un processo educativo. Bisogna fare molta attenzione – soprattutto alle elementari - ad alternare momenti di lavoro calmo e tranquillo a tavolino, con pause, movimenti o  brevi uscite all’aria aperta. Il lavoro che un bambino fa quando è stanco, non è vantaggioso, non soddisfa, non riesce bene, non lascia un buon ricordo e a volte è proprio inutile dal punto di vista del risultato. Crescendo si ha maggiore resistenza alla fatica scolastica, si riesce a stare seduti più a lungo e la suddivisione del tempo nelle tradizionali “ore” corrisponde abbastanza ai ritmi di un ragazzo. La scuola paterna può dare la possibilità di qualche fuori programma interessante. Se, ad esempio, un argomento è particolarmente stimolante, se ne può parlare anche per una mattinata intera, diventando oggetto di una speciale ricerca. (Storia, geografia, scienze, letteratura, ma anche disegno e matematica, e talvolta anche  musica  e lingua straniera, hanno dei collegamenti interessanti, che aprono orizzonti inaspettati e fanno amare di più  la conoscenza, lo studio, la ricerca.) Questo approfondimento spontaneo, che la scuola normalmente non può fare, è qualcosa di bello  e incoraggiante che può e deve essere  occasionale e limitato. C’è un programma da rispettare e terminare   entro un certo tempo, inoltre la vivacità ed anche l’entusiasmo dell’improvvisazione  che scaturisce dalla richiesta “ fuori programma”  possono scadere e diventare banali, se ripetuti sovente.  Molto meglio ritornare ad un buon programma, ben  pensato, preparato ed articolato  in modo tale da essere completo ed efficace.
3) Programmi. Solo un accenno per un argomento complesso, che necessita subito di alcune precisazioni. Parlando di “programmi”, si comprendono due cose:
     a)   il preventivo di programma, che anticipa il lavoro del bambino
    b)    i programmi da consegnare alla scuola ( che la Direzione Didattica può richiedere molto prima che l’anno scolastico sia terminato) e che devono coincidere col programma veramente svolto.
Nella elaborazione del preventivo di programma   si deve tenere conto che va fatto seguendo le
direttive Ministeriali . Questo programma preventivo  deve tenere conto di tutte le materie, della loro estensione nel corso dell’anno, del loro svolgimento, del modo e del tempo che si  intende impiegare. In pratica, prima di cominciare si deve avere un programma dettagliato, materia per materia, suddiviso in trimestri o quadrimestri, (come a scuola)  dal quale ricavare, con largo anticipo, il programma settimanale. è meglio prevedere per i primi giorni, un orario provvisorio in modo da  poter fare qualche variazione.
4) 
E’ bene fare periodicamente delle verifiche e la suddivisone in trimestri, aiuta la verifica,  lasciando il tempo di rimediare ad eventuali lacune. E’ indispensabile scrivere tutto, materia per materia, argomento per argomento; per le  medie sono necessarie 5 ore di lezione ( dalle 8 alle 13) con le varie materie articolate nel corso della settimana, sempre allo stesso modo, con un normale “ diario delle lezioni”.  Bisogna naturalmente tenere conto, nella attribuzione delle ore settimanali, del tempo necessario per lo svolgimento del programma di ogni singola materia.
5) Ripasso e ripassaggio.  
è utile impostare un programma che permetta   di terminare  alcune materie  tra gennaio e  marzo, per avere la possibilità  di un ampio ripasso e rivedere ed approfondire con calma, molti argomenti. Il ripasso è fondamentale ed altrettanto il "ripassaggio”. Il primo è volto soprattutto a rivedere la materia studiata,  colmare eventuali lacune e ampliare le conoscenze  consolidando quanto già appreso, il ripassaggio (utilissimo soprattutto alle elementari) serve principalmente a passare di nuovo sullo stesso concetto, usando lo stesso testo, per fare mentalmente il percorso già fatto e vedere come ciò che  ieri sembrava difficile, oggi è facile. Questo ripassaggio non solo sulle nozioni, ma sullo stato emotivo precedente, dà molto coraggio al bambino che ricorda la difficoltà e riconosce che ciò che gli è difficile oggi, con studio e pazienza diventerà semplice.
Quando si pensa di voler fare scuola a casa, c’è ricerca , trasmissione, volontà di continuare , impegno, collaborazione, studio, ampliamento delle conoscenze di base del bambino e attenzione per una buona trasmissione, efficace e valida nei contenuti e nelle forme, volta al raggiungimento di obiettivi via via  sempre più impegnativi e soddisfacenti. Sicuramente si è un po’ più creativi,  attivi e presenti nella vita dei propri figli, e un po’ meno passivi anche nella società . Ma come prepararsi praticamente a fare scuola in casa? Occorrono un luogo, un tempo, una persona.
1) Un luogo. E’ bene, nelle prime fasi, avere un luogo preciso dove fare scuola . Può essere un locale, una scrivania, una cartelletta che viene posata sul tavolo e dà un segnale preciso: io e te facciamo questa bella cosa insieme.

2) Un tempo. 
Quantunque un buon educatore sappia riconoscere e mettere a buon frutto ogni variazione, sfumatura, difficoltà, spunto, che il bambino fornisce, e sappia riconoscere e rispettare, tempi e modi di apprendimento momenti di cedimento, stanchezza, genialità o “blocchi” nella comprensione,  in ogni caso,  è bene fin dall’inizio distinguere il tempo della scuola dall’altro tempo, anche se si daranno informazioni, educazione ed istruzione in tutto l’arco della giornata.  Inizialmente, sarà proprio il luogo, o l’oggetto legato alla scuola a darne anche il tempo. All’inizio sarà un periodo di tempo  molto limitato… da pochi minuti  in su a seconda  dell’età del bambino, e non necessariamente tutti i giorni. E’ bene scegliere il momento migliore della giornata,  quando il bambino è più disponibile e desideroso di fare qualcosa di nuovo e noi ne abbiamo il tempo.
3) Una persona.
E' bene sia una sola persona a fare scuola: il riferimento fisso  è importante per il bambino, gli dà sicurezza, mentre la varietà e la pluralità, nelle prime fasi, sono controproducenti. http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm


 
HOMESCHOOLING
Quello dell'Homeschooling è un argomento controverso e poco conosciuto. Si tratta di una scelta cosciente e ben precisa, che puo' avere alle spalle le motivazioni più disparate. La critica più frequente che viene mossa è quella che l'homeschooling sarebbe un modo di far vivere i bambini "fuori dal mondo", ma è esattamente il contrario: è un modo per far vivere i bambini nel mondo reale, invece che chiuderli, dividendoli per età,  in una "gabbia" dove dovrebbero imparare cio' che accade, cio' che è accaduto, cio' che sarà utile una volta fuori. La scuola è un luogo artificiale, nel quale dovrebbe svolgersi l'apprendimento. Ma l'apprendimento avviene ovunque e in ogni momento. La scuola in realtà è nata per permettere ai genitori di andare a lavorare. La stessa scuola Waldorf, fondata da Rudolf Steiner, è nata proprio cosi', per i figli dei dipendenti della fabbrica dalla quale prende il nome. Ma oggi, perché mandiamo i bambini a scuola?  Ovviamente, per poter andare a lavorare. A questo servono gli asili nido e le scuole materne. Oppure perché possano socializzare, il che potrebbe avvenire tranquillamente ai giardinetti o frequentando parenti o  amici di famiglia con i loro bambini, non necessariamente della stessa età. Poi perché possano "imparare". Già in tenera età oggi si propongono la scrittura, la lettura, oltre ad altre nozioni che prima venivano affrontate nella scuola elementare.  A partire dai sei anni, poi, si chiama "scuola dell'obbligo". Questa dicitura trae in inganno, perché porta a credere che sia obbligatorio mandare i propri figli a scuola. Uno dei motivi che spinge i genitori a scegliere l'homeschooling è il fatto di voler proteggere i propri figli. Questo è anche uno dei motivi per cui l'homeschooling viene criticato da chi pensa che se li proteggiamo, poi non saranno capaci di affrontare "il mondo". Ma un bambino che è stato rassicurato e protetto, che ha trascorso un'infanzia serena e felice, al riparo dalle brutture del mondo, sarà un adulto più sicuro di sé e fiducioso, più ottimista e quindi perfettamente capace di affrontare le difficoltà e le delusioni della vita. Al contrario, il bambino che ha sofferto o che è stato deluso da piccolo, ha perso la fiducia nella vita e nel genere umano.
John Holt, il "padre" dell'homeschooling, diceva che i bambini a volte hanno bisogno semplicemente di parlare, di scherzare, di giocare. A volte hanno bisogno di tenerezza, simpatia, conforto. La maggior parte del tempo hanno bisogno di far parte della vostra vita, o almeno di non venirne esclusi. Di frequentare alcuni dei posti nei quali andate voi, di vedere alcune delle cose che vi interessano, di conoscere alcuni dei vostri amici, di sapere cosa facevate da bambini, o prima che loro nascessero. Hanno bisogno di una risposta alle loro domande. Hanno bisogno che, se non conoscete la risposta, sappiate dire "non lo so". (...) Hanno bisogno di avere qualche amico della loro età, non decine, ne bastano due o tre. (...) E soprattutto hanno bisogno di intimità, solitudine, calma, di momenti in cui non c'è niente da fare.  Hanno bisogno di saper giocare cosi' come hanno bisogno di saper leggere.
I genitori che desiderano istruire  i propri bambini dovrebbero innanzitutto, amare la loro compagnia, la loro presenza fisica, la loro energia, le loro sciocchezze, la loro passione. Devono apprezzarne la conversazione e le domande, ed essere felici nel cercare una risposta. Devono avere fiducia in loro in quanto persone, rispettare la loro fragile dignità, trattarli con gentilezza, prenderli sul serio. Devono sentire nel proprio cuore lo stupore dei propri figli, la loro curiosità, il loro entusiasmo di fronte al mondo. E devono avere abbastanza fiducia in se stessi, scetticismo nei confronti degli esperti, e desiderio di assumersi completamente la responsabilità dell’istruzione dei propri figli. I bambini non hanno bisogno, non vogliono, non possono sopportare sei ore di lezione al giorno.

Esistono due diversi tipi di Homeschooling:
La scuola in casa: Le famiglie che scelgono questo approccio seguono dei programmi precisi e usano libri di testo. Imitano in un certo senso la scuola, portandola in casa loro e adattandola alle loro esigenze.
L'unschooling (la non-scuola): chi sceglie l'unschooling non impone al bambino un programma, ma si lascia guidare dai suoi interessi. L'unschooling puo' essere più o meno radicale, nel senso che si puo' decidere, ad esempio, che quest'anno insegnerete al bambino a leggere, lasciando che il resto dell'apprendimento segua il suo percorso naturale, oppure potete lasciare che anche insegnamenti di base come la lettura e la scrittura, o le basi della matematica vengano affrontati quando il bambino inizia a manifestare un interesse in proposito. Ovviamente vostro figlio non vi chiederà mai di insegnargli le equazioni. Ma sicuramente un giorno vorrà sapere cosa c'è scritto su quel cartello, o vorrà pagare quando andate a fare la spesa, manifestando cosi' il suo interesse per la lettura o per la matematica. John Holt definisce l'unschooling come il "lasciare ai bambini tanta libertà nell'apprendimento quanta i genitori ne possono sopportare".
La scuola familiare non si svolge solo tra le mura domestiche. L'apprendimento avviene ovunque. Semplicemente, presentando un argomento nel momento in cui sorge in loro l'interesse, o quando è pertinente con la situazione che stiamo vivendo, o con la conversazione in corso, questo rimane impresso nelle loro menti.
Così una mamma homeschooler canadese ci dà un ritratto della sua famiglia:
"A caccia di avventure, laici ma con l'anima, in cerca di gioia, liberi pensatori, abbraccia-alberi, in cerca di saggezza, divoratori di libri, inforna-biscotti, no-logo, anti-consumisti, utilizzatori del trattino d'unione, pianta-semi, ammira-stelle, amanti dei lavori manuali, canta-storie, fanatici della scienza, amanti della natura, "liberi" dalla TV, esploratori dell'Universo e cittandini del mondo, calciatori di ciottoli per divertimento, per sentirsi bene! "
 
http://www.lacasanellaprateria.com/2009/03/homeschooling-riflessioni.html

   
   
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