conferenza e dibattito
aperto a genitori, educatori e a quanti hanno a cuore l’educazione
degli uomini di domani per
confrontarci
insieme e crescere
VENERDI’29 MAGGIO 2009
ORE 20.30
c/o
patronato SS. Trinità - Sala Ridotto Remondini
Via
SS. Trinita’ 8 – BASSANO DEL GRAPPA (VI)
cell. 348-3276772cell. 335-243748
ingresso libero
con la collaborazione del
patronato SS. Trinità
Chi siamo
Siamo un gruppo di genitori con bambini che a settembre 2009 inizieranno la prima classe elementare (scuola primaria).
Ci stiamo impegnando per una scuola alternativa a quelle esistenti nel territorio (Bassano del Grappa, Rossano, Nove, Marostica).
Con noi c'è una maestra che accompagnerà i nostri bimbi in questo cammino rispettando i loro tempi e i loro temperamenti. Una maestra che si dedicherà a loro, con un metodo, ma anche con un cuore, nel rispetto dei programmi ministeriali richiesti, arricchiti di attività manuali e creative. Una scuola che mette al centro i bisogni del bambino e i valori della sua famiglia, e che considera un tesoro prezioso la partecipazione attiva dei genitori nello svolgersi dell'esperienza scolastica dei loro figli.
articolo apparso su IL GAZZETTINO del 20.02.2009 "Fatta dai genitori la scuola su misura" di Arianna Zen Si rifanno alla legge che prevede l'istruzione parentale: "vogliamo contare nelle decisioni". Papà e mamme hanno fondato un'associazione che si richiama al "buon senso". Una scuola alternativa che coinvolga i genitori in modo attivo nell'educazione dei figli. L'associazione che si chiama Scuola del Buonsenso, riunisce alcuni genitori del territorio che, rifacendosi alla legge statale che prevede l'istruzione parentale, permette di offrire una scuola completamente autorganizzata ai propri bambini. Una scuola diversa da quella statale, anche se non ci vuole essere rotta di collisione con essa. "Non vogliamo criticare la scuola statale" spiega Alessia Bortoli, novese mamma di due bimbe e tra le promotrici del progetto "ma la legge dei grandi numeri purtroppo non può giocare a favore del singolo bambino. Abbiamo per questo trovato una maestra che condivide il nostro pensiero ed è pronta a seguire i nostri bambini per le classi elementari seguendo il programma ministeriale arricchito di attività artistiche e manuali, fondamentali per lo sviluppo della fantasia. Stiamo cercando di completare una classe per arrivare ad avere almeno 10 bambini e cerchiamo genitori disponibili e sensibili a queste esigenze". L'iniziativa ha già visto in Italia molte esperienze simili e pare sia un'esigenza che si sta diffondendo un po' in tutta Europa. "Sono un gruppo di genitori coraggiosi, con buona volontà, uniti dal desiderio di dare un'educazione che non sia puro passaggio di nozioni, ma un progetto più ampio" spiega Maria Marino, marosticense, la maestra scelta dall'associazione "non è assolutamente una scuola più scadente rispetto alle altre e non vuole creare delle polemiche con altri metodi. L'intento è solo quello di rendere più partecipi e attivi i genitori nella scelta dell'educazione per i propri figli. Periodicamente, i Direttori Didattici del territorio , potranno di anno in anno sondare la nostra scuola con delle verifiche per riconoscerne a tutti gli effetti il valore formativo." Al momento sono sei i bambini iscritti. Il costo pro capite dipenderà dai costi totali e da quanti iscritti ci saranno. Se l'aula non si dovrà affittare, l'unico costo sarà lo stipendio dell'insegnante da ripartire sul numero di iscritti e, a rotazione, i genitori si alterneranno nelle mansioni che nelle scuole statali sono affidate ai bidelli. "Alcuni pensieri di hanno spinto su questa strada" aggiunge Alessia Bortoli " se una maestra chiede ad un bimbo di prima elementare cos'è la vendemmia e nessuno riesce a rispondere, forse questo ci dovrebbe far riflettere; se un bambino di sei anni non riesce ad allacciarsi le scarpe o arrampicarsi su un albero, se nei paesi scandinavi i bambini vanno a scuola quattro ore al giorno e c'è il più alto tasso di istruzione, se a molti bambini non piace andare a scuola, forse è meglio fermarsi e pensarci un po' su".
articolo apparso su IL GIORNALE DI VICENZA del 08.02.2009 "Scuola Familiare. Niente voti e aule ma tanto... cuore" di Alessandro ZaltronPer
andare in classe... si resta a casa. I registri scolastici non ci sono,
perchè nemmeno i voti esistono: l'apprendimento dei bambini va tarato
sulle loro capacità e non giudicato su un'abbuffata di nozioni. Tra le
materie rientrano attività manuali e creative. La maestra è unica e la
scelgono i genitori. Sembra il paradiso, la scuola fai da te, ma è la
nuova frontiera della didattica, talmente innovativa che si torna alle
origini, a quando l'istruzione erano i genitori ad impartirla. Sta
infatti prendendo piede nel Bassanese la "scuola familiare", istituto
riconosciuto dallo Stato sebbene alternativo al consueto sistema.
Quella che un gruppo di mamme sta costituendo è una classe prima
elementare che parta dal prossimo mese di settembre. La maestra è già
arruolata. La sede è in via di definizione, ma quasi di sicuro sarà una
casa privata. Gli alunni in parte ci sono, e in parte si stanno
reperendo tramite una campagna di sensibilizzazione basata su volantini
affissi un po' ovunque nel compensorio. Il movimento libertario si sta
ampliando, tesse reti con realtà del resto d'Italia e a brave
dialogherà con tutti attraverso il sito www.scuoladelbuonsenso.org. <<Ci
piace pensare>>, precisa uno degli attivissimi genitori <<a
una libera scuola del buonsenso; non vogliamo sposare nessuna pedagogia
in particolare, ma prendere ciò che di buono c'è e portarlo ai nostri
figli. Se un bambino non riesce a 5-6 anni ad allacciarsi le scarpe o a
saltare la corda, forse ci dovrebbe far riflettere; se la scuola è
acquisire informazioni perchè lo dice un grande e non perchè viene data
la possibilità di sperimentare... allora non stiamo educando, ma
riempendo un CD!>>. Nessuna
polemica verso la scuola tradizionale, bensì la rivendicazione del
diritto di pensare per tempo al futuro dei propri figli. <<Non è
nostra intenzione criticare le scuole statali o quelle private>>
è il messaggio finale <<dove operano persone con impegno e grandi
capacità umane, dove le mamme che lavorano possono lasciare i figli
anche otto ore al giorno: e sappiamo com'è difficile far quadrare tutto
tenendo conto delle esigenze odierne. Ma se ai bambini non piace andare
a scuola, probabilmente è perchè non trasmettiamo entusiasmo e non
creiamo le condizioni per un ambiente a loro consono, capace di
cogliere anche le istanze del singolo. E noi non vogliamo rubare ai
nostri bambini il periodo più bello, quello dell'infanzia...>>
Piano dell'Offerta Formativa (POF) della Scuola del
Buonsenso, così come si è sviluppato attraverso il dialogo
insegnanti-genitori, per la classe prima della scuola primaria.
SCUOLA PRIMARIA "LA SCUOLA DEL BUONSENSO" - CLASSE PRIMA
PREMESSA
La piccola Scuola del Buonsenso è una realtà nuova, nata per impulso di un gruppo di genitori che sentivano
di condividere un'uguale impostazione pedagogica all'interno delle loro
famiglie, e che si sono quindi associati per dar vita ad una realtà
scolastica che rispondesse al loro bisogno di condivisione,
partecipazione e continuità scuola-famiglia. Insieme all'insegnante
scelto, e mettendo a disposizione del gruppo ognuno i propri talenti,
hanno sviluppato questo Piano dell'Offerta Formativa per la Classe
Prima.
I punti fondamentali del programma sono i seguenti:
- promuovere il pieno sviluppo della persona;
- dare senso alla frammentazione del sapere;
- porre al centro dell'educazione e dell'istruzione il singolo bambino,
attraverso un insegnamento individualizzato e che tiene conto delle
peculiarità di ognuno, valorizzandolo nel contesto di gruppo,
aiutandolo a scoprire il valore di se stesso, delle cose, della realtà,
considerandolo come essere unico e irripetibile, offrendogli percorsi formativi rispondenti alle sue proprie inclinazioni personali;
-
offrire un ambiente che, anche attraverso la scelta dei materiali e
degli oggetti d'uso, possa fare didattica individualizzata;
-
considerare la formazione professionale e i talenti dei genitori di
ogni bambino risorse preziose nella didattica e nell'educazione di
tutto il gruppo classe;
- consegnare il patrimonio culturale che viene dal passato;
- preparare al futuro fornendo le competenze indispensabili per essere attivi nel contesto in cui vivono;
-
accompagnare il percorso di formazione personale, sostenendo la ricerca
di senso e il processo di costruzione della personalità;
-
far nascere lo stupore della conoscenza, il gusto della curiosità, il
desiderio di arricchire il sapere con la propria fantasia, creatività e
ingegno;
- valorizzare l'esperienza e le conoscenze dei bambini e delle loro famiglie;
- rispettare i diversi stili cognitivi, promuovere la consapevolezza del proprio apprendere;
-
favorire l'esplorazione e la scoperta nel lavoro laboratoriale,
individuale, di gruppo, nelle frequenti uscite didattiche, ecc ..;
- valorizzare i beni culturali presenti sul territorio;
- impegnarsi per il successo scolastico di tutti i bambini;
- curare la formazione della classe come gruppo;
-
usare l'esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le
espressioni artistiche e musicali per apprendere per via pratica quello
che verrà approfondito negli anni successivi.
La
piccola Scuola del Buonsenso è una scuola di liberi pensatori, priva di
qualsiasi etichetta politica, religiosa o pedagogica. Sono ideali
comuni l'amore e il rispetto per gli esseri umani indipendentemente
dalla loro età, per la natura, per l'arte e per la cultura tutta, per
la tecnologia quando è al servizio dell'uomo, e l'apertura verso le
idee e le opinioni di tutti.Di
fronte a un bambino che ha una difficoltà in matematica, ad esempio, non esiteremmo
ad usare le aste numeriche montessoriane, gli gnomi della scuola
waldorf, un buon testo in uso nella scuola primaria, i sassi del
giardino, o un programma di didattica per il pc ...
SCUOLA PRIMARIA LA SCUOLA DEL BUONSENSO - CLASSE PRIMA
PROGRAMMAZIONE AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA
Lingua italiana, Inglese, Musica, Arte e Immagine, Corpo-movimento-sport
Tutte
queste discipline trovano una comune matrice antropologica
nell'esigenza comunicativa dell'uomo e nell'esplicazione di facoltà
uniche e peculiari del pensiero umano: narrare e descrivere spazi,
personaggi e situazioni sia reali sia virtuali; elaborare idee;
rappresentare sentimenti comuni; creare li'mmaginario collettivo
patrimonio di valori estetici, culturali, religiosi, etici e civili di
una comunità.
ITALIANO
Lo
sviluppo di competenze linguistiche ampie e sicure è una condizione
indispensabile per la crescita della persona e per l'esercizio pieno
della cittadinanza, per l'accesso critico a tutti gli ambiti culturali
e per il raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di
studio. Nel primo ciclo grande importanza ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. Pratichiamo la lettura su una grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al compito. La scrittura
si apprende attraverso la lettura e la produzione, prima guidata poi
autonoma, di una grande varietà di testi funzionali e creativi, sempre
inseriti in contesti motivanti. L'obiettivo primario è quello di
portare i bambini a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice.
Lo
sviluppo del senso estetico e del gusto letterario avverrà sin dai
primi anni della scuola primaria su testi scelti tra esempi
culturalmente validi della letteratura per l'infanzia. Poniamo
attenzione all'arricchimento del patrimonio lessicale del bambino e
gradualmente ogni area curerà l'apprendimento dei termini specifici di
ogni disciplina come chiave per il possesso dei concetti. La
riflessione sulla lingua partirà dall'osservazione degli usi
linguistici per giungere a generalizzazioni astratte. Incanalando la
naturale disposizione del bambino al gioco e all'invenzione, si avrà
cura di favorire la scoperta graduale dei mezzi per sviluppare una
sempre più piena consapevolezza della ricchezza, della flessibilità e
della creatività della lingua stessa. Attraverso la fruizione e la
produzione di testi fantastici e ludici, il bambino sperimenterà fin
dai primi anni le potenzialità espressive della lingua italiana (e più
in generale del linguaggio verbale). Egli apprenderà inoltre le
possibilità della lingua di fondersi con altri linguaggi e con altri
mezzi, in forme di comunicazione interdisciplinari e multimediali. Una
particolare attenzione sarà dedicata, per la rilevanza assunta nella
nostra cultura, al legame fra la lingua e la musica in ambito artistico.
Saper ascoltare e comprendere
Conoscenze: elementi
fondamentali del rapporto frase/contesto nella comunicazione orale:
funzione affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa.
Comprensione degli elementi principali della comunicazione orale:
concordanze, pause, durate, accenti, intonazione della frase.
Abilità: il bambino presta
attenzione ai messaggi orali degli insegnanti e dei compagni; comprende
ed esegue semplici istruzioni, consegne ed incarichi. Individua gli
elementi essenziali di un testo ascoltato (personaggi, luoghi, tempi,
azioni in successione temporale, rapporti di causa, fatto,
conseguenza). Si avvia a sviluppare le capacità di attenzione e di
concentrazione e le protrae per periodi progressivamente più lunghi.
Saper intervenire, domandare, rispondere, esporre
Conoscenze: elementi
fondamentali del rapporto frase/contesto nella comunicazione orale:
funzione affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa, lessico.
Comprensione degli elementi principali della comunicazione orale:
concordanze, pause, durate, accenti, intonazione della frase.
Organizzazione del contenuto della comunicazione orale secondo il
criterio della successione temporale.
Abilità:
il bambino esprime spontaneamente le proprie esigenze, i propri gusti e
le proprie esperienze personali. Partecipa alle conversazioni e alle
discussioni in modo pertinente rispettando il tema e il meccanismo dei
turni. Si esprime con pronuncia accettabile e linguaggio comprensibile.
Riferisce le parti essenziali di un racconto: personaggi, vicende,
situazioni. Memorizza e recita filastrocche e poesie.
Saper leggere e comprendere
Conoscenze: funzione
connotativa e denotativa del segno grafico. Lettura monosillabica di
parole. Le convenzioni di lettura: corrispondenza tra fonema e grafema,
raddoppiamenti, accenti, troncamenti, elisioni, scansione in sillabe. I
diversi caratteri grafici. La funzione del testo-contesto: comprensione
dei significati.
Abilità: il
bambino osserva le immagini che corredano il testo prima di leggere.
Correla grafema-fonema. Riconosce e distingue vocali e consonanti.
Articola e pronuncia correttamente vocali, consonanti e suoni
complessi. Opera la sintesi per formare parole. Legge sillabe, digrammi
e suoni difficili. Confronta parole individuando somiglianze e
differenze. Legge lo stampato e il corsivo maiuscolo e minuscolo. Legge
immagini e parole e trova eventuali corrispondenze. Legge immagini e
parole e trova eventuali corrispondenze. Legge e comprende definizioni
e semplici consegne. Legge e comprende brevi frasi. Legge brevi testi
in modo chiaro e scorrevole. Legge e comprende il contenuto globale di
un testo rispondendo a domande.
Saper scrivere
Conoscenze: Convenzioni
di scrittura: corrispondenza tra fonema e grafema; digrammi;
raddoppiamenti consonantici, accento di parole bisillabe, elisione,
troncamento, scansione in sillabe, principali segni di punteggiatura. I
diversi caratteri grafici e l'organizzazione della pagina.
Organizzazione del contenuto della comunicazione scritta secondo
criteri di logicità e di successione temporale.
Abilità: il
bambino rappresenta graficamente vocali, consonanti, sillabe, digrammi
e fonemi difficili. Utilizza i caratteri fondamentali della scrittura
stampatello e corsivo minuscolo e maiuscolo. Completa e scrive parole
anche per auto dettatura. Scrive correttamente bravi frasi relative a
disegni o vignette predisposte. Scrive brevi enunciati per dettatura,
copiatura, o auto dettatura. Ricompone una frase spezzata, completa una
frase incompleta. Compone semplici pensieri su esperienze personali.
Saper riflettere sulla lingua
Conoscenze: le
convenzioni ortografiche. La funzione dei segni di punteggiatura forte:
punto, virgola, punto interrogativo. L'ordine sintattico della frase.
L'ampliamento del lessico.
Abilità: il
bambino riconosce le principali difficoltà ortografiche: digrammi,
trigrammi, doppie, accento, divisione in sillabe. Comprende l'utilizzo
del punto (fermo, interrogativo, esclamativo). Riordina le parole di
una frase in modo logico. Si avvia ad arricchire progressivamente il
lessico. Gioca con parole e frasi.
Attività
Racconto
di una fiaba a puntate per introdurre lo stampato minuscolo, maiuscolo
e il corsivo. Attività di pittura e modellaggio delle lettere
dell'alfabeto, scrittura coi piedi, con la mano sinistra, sulla schiena
dei compagni, ecc ... Giochi ed esercizi scritti e orali per il riconoscimento
di vocali e consonanti. Giochi ed esercizi scritti e orali per il
riconoscimento delle lettere, delle parole, delle frasi, per imparare a
scrivere correttamente staccando tutte le parole. Filastrocche ed
esercizi scritti e orali per le doppie e le difficoltà ortografiche.
Lettura sistematica di fiabe, una a conclusione di ogni giornata di
scuola, che viene ripresa in forma di riassunto orale il giorno
successivo. Costruzione di libri artistici con o senza testo.
Memorizzazione attraverso giochi ritmici di poesie e filastrocche
legate ai vari argomenti di studio del periodo. Scomposizione di storie
e fiabe e ricostruzione secondo la corretta cronologia degli eventi.
Descrizione di immagini per stimolare
l'osservazione e la produzione autonoma di pensieri. Preparazione di
una piccola rappresentazione teatrale per ogni trimestre di scuola, da
presentare alle famiglie: si può rappresentare la punteggiatura, oppure
si possono rappresentare i numeri, un dialogo in Inglese, si possono
costruire marionette e burattini, scenografie, ecc ...Creazione di una
biblioteca scolastica per la consultazione e il prestito, con testi
adeguati all'età, per creare un sentimento di familiarità e vicinanza
rispetto all'oggetto-libro, e per lo sviluppo del senso estetico e del gusto letterario. Per
quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori
sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da
affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma
che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.
Lingue Comunitarie:INGLESE
Con
l'apprendimento dell'Inglese a partire dalle prime classi della scuola
primaria, il bambino sviluppa non solo la capacità di imparare più
lingue, ma anche di imparare con le lingue a fare esperienze, ad
affrontare temi e problemi e a studiare altre discipline. Nella scuola
primaria teniamo conto della ricettività sensoriale del bambino e della
sua maggiore capacità di appropriarsi spontaneamente di modelli di
pronuncia e intonazione. Per l'apprendimento della lingua utilizziamo
giochi di ruolo, canzoni e filastrocche, per esplorare suoni e
significati, appropriarsene e riutilizzarli in modo creativo. Facciamo
inoltre uso di audiovisivi e tecnologie informatiche.
Comunicazione orale: ascoltare e comprendere
Conoscenze: ascoltare
e comprendere le espressioni usate dall'insegnante. Ascoltare ed
eseguire comandi. Ascoltare, comprendere ed interpretare testualmente
canzoni, poesie e filastrocche. Ascoltare espressioni linguistiche
riprodotte con materiale audio e audiovisivo.
Abilità:
il bambino sa riconoscere e discriminare suoni e fonemi. Sa
discriminare ritmi e intonazioni. Sa ascoltare e comprendere comandi e
semplici frasi inseriti in un contesto situazionale. Sa ascoltare e
comprendere semplici strutture linguistiche. Sa ascoltare e comprendere
singole parole riferite a strutture apprese.
Comunicazione orale: parlare ed interagire
Conoscenze: riprodurre singole parole e semplici strutture. Usare consapevolmente, in situazione dialogica, parole e semplici strutture.
Abilità:
il bambino sa riprodurre suoni e fonemi. Sa riprodurre suoni e fonemi
secondo una data sequenza. Sa riprodurre ritmi e intonazioni. Sa
riprodurre semplici strutture linguistiche. Sa utilizzare singole
parole. Sa utilizzare semplici strutture in un contesto situazionale
adatto.
Comunicazione scritta, leggere e comprendere
Conoscenze: leggere immagini. Abbinare immagini e parole. Riconoscere singole parole già note oralmente.
Abilità: il
bambino sa associare parole ascoltate ad immagini. Sa denominare
oggetti raffigurati in immagini. Sa abbinare immagini a parole scritte.
Sa individuare la forma grafica della parola ascoltata.
Attività
Formule
di saluto, espressioni per chiedere-dire il nome, formule di augurio,
comandi relativi ai movimenti, comandi relativi a semplici giochi,
comandi relativi all'uso del materiale scolastico, colori principali,
numeri fino a dieci, oggetti di uso scolastico, animali, giochi e
giocattoli, parti del corpo, famiglia, conte e filastrocche
tradizionali, semplici usi e costumi, ricorrenze tipiche.
How old are you? I'm...years old; yes e no; up down ed istruzioni stand
up sit down; gli auguri di Natale; istruzioni go to the door, open the
window...; le forme di cortesia please, thank you; le parti del corpo;
la casa. Per
quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori
sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da
affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma
che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.ARTE E IMMAGINE
Lo
studio della disciplina arte e immagine ha la finalità di sviluppare e
di potenziare nel bambino la capacità di leggere e comprendere le
immagini e le diverse creazioni artistiche, di esprimersi e comunicare
in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità e consapevolezza
nei confronti del patrimonio artistico. La disciplina contribuisce così
in modo rilevante a far sì che la scuola si apra al mondo, portandola a
confrontarsi criticamente con le nuove tecnologie della comunicazione.
Riteniamo fondamentale che il bambino apprenda, a partire dal primo
ciclo, gli elementi di base del linguaggio delle immagini (linea,
colore, superficie, forma, volume, composizione, ecc.) e allo stesso
tempo sperimenti diversi metodi di lettura delle opere d'arte,
attraverso frequenti esperienze dirette nel territorio e nei musei. Per
far sì che la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli
aspetti della personalità del bambino è necessario che il suo
apprendimento sia realizzato attraverso i nuclei costituitivi del suo
impianto epistemologico: sensoriale(sviluppo
delle dimensioni: tattile, olfattiva, uditiva, visiva intesa come
vedere-osservare); linguistico-comunicativo (il messaggio visivo, i
segni dei codici iconici e non iconici, le funzioni, ecc.);
storico-culturale (l'arte come documento per comprendere la storia, la
società, la cultura, la religione di un'epoca); espressivo/comunicativa
(produzione e sperimentazione di tecniche, codici e materiali
diversificati, incluse le nuove tecnologie); patrimoniale (il museo, i
beni culturali e ambientali presenti nel territorio).
Conoscenze
I
colori primari e secondari. Potenzialità espressive dei materiali
plastici (argilla, plastilina, pastasale, cartapesta, cera dapi
colorata, lana cardata, feltro ) e di quelli bidimensionali
(pennarelli, carta, gessetti, pastelli, tempere, acquarello,
acrilici ). Le differenze di forma. Le relazioni spaziali. Il
linguaggio del fumetto, filmico e audiovisivo.
Abilità
Il
bambino usa creativamente il colore. Utilizza il colore per
differenziare e riconoscere gli oggetti. Rappresenta figure
tridimensionali con materiali plastici. Riconosce le relazioni
spaziali, le figure e i contesti spaziali. Utilizza la linea
dell'orizzonte inserendo elementi del paesaggio fisico. Rappresenta
figure umane con uno schema corporeo strutturato. Opera una prima
semplice lettura di opere d'arte. Distingue la figura dallo sfondo. Esplora
immagini, forme e oggetti presenti nell'ambiente utilizzando le
capacità visive, uditive, olfattive, gestuali, tattili e cinestetiche;
guarda con consapevolezza immagini statiche e in movimento descrivendo
verbalmente le emozioni e le impressioni prodotte dai suoni, dai gesti
e dalle espressioni dei personaggi, dalle forme, dalle luci e dai
colori e altro. Esprime
sensazioni, emozioni, pensieri, in produzioni di vario tipo (grafiche,
plastiche, multimediali ) utilizzando materiali e tecniche adeguate e
integrando diversi linguaggi. Individua nel linguaggio del fumetto,
filmico e audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze
narrative e decodifica in forma elementare i diversi significati.
Descrive tutto ciò che vede in un'opera d'arte, sia antica che moderna,
dando spazio alle proprie sensazioni, emozioni, riflessioni. Riconosce
nel proprio ambiente i principali monumenti e beni artistico-culturali.
Attività
La
scelta di privilegiare la libertà di espressione nello svolgimento del
programma di arte e immagine, non nasce da un'impostazione educativa
naturalistica, ma dalla necessità di far vivere ad ogni bambino
emozioni che sostengano la consapevolezza della propria capacità di
fare. Per questo motivo sono state scelte attività legate
all'espressività, alle quali ha fatto da sfondo l'aspetto didattico
interdisciplinare. Le attività hanno sovrapposto linguaggi artistici
diversi, volti da un lato alla sensibilizzazione dell'espressione
artistica negli aspetti della vita quotidiana e dall'altro come
percorso di ricerca individuale. Il percorso artistico e tecnico si è
sviluppato attraverso l'integrazione dei diversi linguaggi artistici:
l'arte attraverso i materiali quotidiani, l'arte attraverso il
riciclo; uso artigianale di materiali di riciclo, lavori
tridimensionali con uso di materiali vari, elementi introduttivi della
prospettiva; il paesaggio e la prospettiva; l'autoritratto, la musica e
il colore, il fumetto, la fotografia, l'animazione agli esordi (anni
30). I bambini inoltre verranno accompagnati a visitare almeno tre
musei nell'arco dell'anno scolastico (gite da definire)
CORPO MOVIMENTO SPORT
Nel
primo ciclo queste discipline promuovono la conoscenza di sé,
dell'ambiente e delle proprie possibilità di movimento; contribuiscono
alla formazione della personalità del bambino attraverso la conoscenza
e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della
necessità di prendersi cura della propria persona e del proprio
benessere. Il gioco e lo sport sono mediatori e facilitatori di
relazioni e incontri. L'attività sportiva promuove il valore del
rispetto di regole concordate e condivise e i valori etici che sono
alla base della convivenza civile. I docenti sono impegnati a
trasmettere e a far vivere ai bambini i principi di una cultura
sportiva portatrice di rispetto per sé e per l'avversario, di lealtà,
di senso di appartenenza e di responsabilità, di controllo
dell'aggressività.
Conoscenze
Lo
schema corporeo. I propri sensi e le modalità di percezione sensoriale.
Gli schemi motori e posturali. Posizioni del corpo in rapporto allo
spazio e al tempo. Codici espressivi non verbali. Giochi collettivi.
Abilità
Il
bambino riconosce e denomina le varie parti del corpo su di sé e sugli
altri. Rappresenta graficamente il corpo fermo e in movimento.
Verbalizza le proprie sensazioni legate all'esperienza vissuta.
Sviluppa la coordinazione oculo-manuale e oculo-podalica negli schemi
motori. Si colloca in posizioni diverse in rapporto ad altri ed/o ad
oggetti. Prende coscienza della propria lateralità e la rafforza. Si
muove secondo una direzione, controllando la lateralità e adattando gli
schemi motori in funzione di parametri spaziali e temporali. Utilizza
il corpo e il movimento per rappresentare situazioni comunicative reali
e fantastiche. Comprende il linguaggio dei gesti. Partecipa al gioco
collettivo e rispetta le regole. Percepisce e riconosce sensazioni di benessere legate all'attività ludico-motoria.
Educazione alla salute
Il
corpo umano. L'igiene della persona, dei comportamenti e dell'ambiente.
Le caratteristiche degli oggetti e dei materiali in relazione alla
sicurezza. Le norme di comportamento per la sicurezza dei vari
ambienti. Conoscenza dei cinque sensi. Conoscenza dello schema
corporeo. Conoscenza delle buone abitudini in mensa, in bagno, in
classe e negli spazi comuni. Uso corretto di forbici, pennelli, colla
ed altro materiale scolastico.
Educazione alimentare
La tipologia degli alimenti:conosce
alcuni alimenti e la loro trasformazione; mantiene comportamenti
corretti a tavola; amplia la gamma dei cibi assunti come educazione al
gusto.
Attività
Giochi
ritmici accompagnati da filastrocche e canzoncine, anche in Inglese,
per imparare a riconoscere e denominare le varie parti del corpo su di
sé e sugli altri, esperimenti, attività di laboratorio e giochi per
riconoscere, classificare, memorizzare e rielaborare le informazioni
provenienti dagli organi di senso (sensazioni visive, uditive, tattili,
cinestetiche). Esercizi ritmici giornalieri per imparare a coordinare
e utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro (correre /
saltare, afferrare/ lanciare, ecc). e per la lateralizzazione. Giochi
con la palla e con la corda per saltare. Esercizi di equilibrio con e
senza attrezzi. Giochi per imparare a riconoscere e riprodurre semplici
sequenze ritmiche con il proprio corpo e con attrezzi. Laboratori
teatrali per utilizzare
in modo personale il corpo e il movimento per esprimersi, comunicare
stati d'animo, emozioni e sentimenti. I classici giochi di gruppo
all'aperto (nascondino, albero-fungo-sasso, campana, ecc ) che aiutano
adassumere
un atteggiamento positivo di fiducia verso il proprio corpo, accettando
i propri limiti, cooperando e interagendo positivamente con gli altri,
consapevoli del valore delle regole e dell'importanza di rispettarle.
MUSICA
La
musica, componente fondamentale e universale dell'esperienza e
dell'intelligenza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale
propizio all'attivazione di processi di cooperazione e socializzazione,
all'acquisizione di strumenti di conoscenza e autodeterminazione, alla
valorizzazione della creatività e della partecipazione. L'apprendimento
della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si
articola su due livelli esperienziali:
a)
il livello della produzione, mediante lazione diretta (esplorativa,
compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in particolare
attraverso l'attività corale e di musica d'insieme;
b)
quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e
l'elaborazione di significati personali, sociali e culturali,
relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato.
Il
canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa,
l'ascolto e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della
musicalità che è in ciascuno; promuovono l'integrazione delle
componenti percettivo-motorie, cognitive e affettivo-sociali della
personalità; contribuiscono al benessere psicofisico.
Conoscenze
Ascoltare
e analizzare fenomeni sonori e linguaggi musicali. Esprimersi con
giochi vocali, filastrocche, fiabe, canti e attività espressive e
motorie.
Abilità
Il
bambino ascolta e discrimina suoni e rumori dalla realtà ambientale.
Attribuisce significati a segnali sonori e musica, li abbina a semplici
sonorità quotidiane ed eventi naturali. Distingue i suoni dai rumori.
Analizza le caratteristiche dei suoni e dei rumori (fonte sonora,
lontananza-vicinanza,durata, intensità). Utilizza la voce, il proprio
corpo e oggetti vari anche riproducendo e improvvisando suoni e rumori
del paesaggio sonoro. Riproduce un semplice ritmo usando il corpo o uno
strumento a percussione. Legge una semplice partitura ritmica con
simboli non convenzionali. Suona in gruppo e da solo le prime semplici
melodie col flauto dolce.
Attività
Le
note, i suoni dell'ambiente, i suoni artificiali, breve introduzione
alla partitura tra suoni prodotti e voce; la voce come espressione di
emozioni conosciute; introduzione alla scala musicale attraverso la
voce, l'emozione di diversi generi musicali, il ritmo e la melodia del
corpo(danza), la voce (canto); movimento libero ed espressione
corporea; schema corporeo e consapevolezza di sè, movimento
strutturato, consapevolezza di sè e dell'ambiente.
Usare la voce, gli strumenti, gli oggetti sonori per produrre,
riprodurre, creare e improvvisare fatti sonori ed eventi musicali di
vario genere. Eseguire in gruppo semplici brani vocali e strumentali
curando l'espressività e l'accuratezza esecutiva in relazione ai
diversi parametri sonori. Riconoscere e discriminare gli elementi di
base all'interno di un brano musicale. Cogliere all'ascolto gli aspetti
espressivi e strutturali di un brano musicale, traducendoli con parola,
azione motoria e segno grafico. Nell'arco della giornata scolastica la
musica si inserisce con i giochi ritmici, il canto, il suono del flauto
dolce (intodotto dai primi giorni di scuola), e con l'ascolto di musica
registrata e dal vivo (inviteremo musicisti a tenere piccoli concerti
per la classe ). Lo strumentario ritmico in dotazione alla classe è
totalmente realizzato dai bambini, utilizzando materiali poveri.
SCUOLA PRIMARIA LA SCUOLA DEL BUONSENSO - CLASSE PRIMA
PROGRAMMAZIONE AREA STORICO GEOGRAFICA
Storia, Geografia, Educazione alla cittadinanza
L'area
storico-geografica è composta dalle scienze che si occupano dello
studio delle società umane, nello spazio e nel tempo: la storia e la
geografia, strettamente collegate fra loro e in continuità fra primaria
e secondaria. Al loro interno, si articolano i temi relativi agli studi
sociali: questa apertura costante al mondo attuale è necessaria, dal
momento che uno degli obiettivi centrali di quest'area è lo sviluppo
delle competenze relative alla cittadinanza attiva, come la
consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata a
garanzia dei diritti delle persone. Per altro verso, il continuo legame
con il mondo antico è assicurato dallo studio del patrimonio storico,
artistico e culturale. L'area
storico-geografica è aperta alla collaborazione con le altre
discipline. Infatti, oltre ai linguaggi verbali, numerici e artistici
che le discipline dell'area condividono con tutte le altre, i bambini
imparano a utilizzare il linguaggio della geo-graficità, che è
l'espressione grafica dell'intelligenza visivo-spaziale e, quindi,
apprendono a usare grafici e modelli, per la descrizione e
l'interpretazione sia di sistemi territoriali, sia di fenomeni
storico/sociali. Il processo di insegnamento/apprendimento si sviluppa
grazie a uno strumentario diversificato: manuali, fonti di genere
diverso, atlanti, testi storici divulgativi e scientifici, i media,
strumenti multimediali, l'ambiente e il territorio, il patrimonio
storico/artistico.
STORIA
Obiettivo
della storia è comprendere e spiegare il passato dell'uomo, partendo
dallo studio delle testimonianze e dei resti che il passato stesso ci
ha lasciato. La conoscenza storica si forma e progredisce attraverso un
incessante confronto fra punti di vista e approcci metodologici diversi
(storici, archeologici, geografici, ecc). L'apprendimento della storia
contribuisce all'educazione civica della nazione, perché permette ai
bambini di conoscere il processo di formazione della storia italiana,
europea e mondiale e di capire come si sono formati la memoria e il
patrimonio storici nazionali. Al tempo stesso, la storia favorisce nei
bambini la formazione di un abito critico, fondato sulla capacità di
interpretare le fonti e le conoscenze acquisite. La
disciplina richiede la formulazione di un percorso ben articolato, con
una progressione di attività e di conoscenze adatta alle diverse fasi
dell'apprendimento, e che permetta di distribuire lungo tutto l'arco
della primaria e della secondaria di primo grado i diversi compiti di
apprendimento.
Nella
fase del primo insegnamento, i docenti cureranno la formazione dei
concetti di base del ragionamento storico e si soffermeranno su aspetti
di storia locale, esperibili da vicino, ma anche su fatti e racconti di
storie lontane nel tempo e nello spazio, dalla preistoria ai giorni
nostri, purché presentati in forme comprensibili e utilizzabili dai
bambini. La storiografia, infatti, ha accumulato, nella sua
plurimillenaria tradizione, racconti affascinanti che vanno considerati
una risorsa preziosa per avvicinare i bambini alla conoscenza del
passato. La
conoscenza sistematica e diacronica della storia verrà realizzata fra
il secondo biennio della primaria e la fine della secondaria di primo
grado. La scansione fra primaria e secondaria di primo grado è
costituita dalla Caduta dell'Impero Romano dOccidente.
Conoscenze
Successione delle azioni e delle situazioni. Concetto
e percezione di tempo; ricostruzione di eventi; la ciclicità: il giorno
e la notte, la settimana e i mesi dell'anno, le stagioni, la giornata
tipo, il prima e il dopo. Concetti fondamentali della Storia: famiglia, gruppo, regole.
Abilità
Il
bambino individua e definisce gli eventi come una serie di azioni
successive. Costruisce strisce del tempo riferite a scansioni temporali
note. Usa i nessi temporali di successione. Si avvia a conoscere
strumenti convenzionali e non per la misurazione del tempo e per la
periodizzazione (calendario, diario, ...). Riconosce la ciclicità dei
fenomeni regolari (giorno-notte, settimana, mese, stagione). Si avvia a
conoscere gli elementi che caratterizzano la famiglia, il gruppo, le
regole di convivenza. Rappresenta conoscenze e concetti appresi
mediante racconti orali e disegni.
Organizzazione delle informazioni
Rappresentare
graficamente e verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati,
definire durate temporali e conoscere la funzione e l'uso degli
strumenti convenzionali per la misurazione del tempo; riconoscere
relazioni di successione e di contemporaneità, cicli temporali,
mutamenti, permanenze nei fenomeni vissuti e narrati.
Attività
Osservazione
della natura e laboratori artistici atti a far cogliere il mutare delle
stagioni, costruzione del calendario della classe e dell'orario
settimanale, poesie e filastrocche per giorni, mesi, stagioni, i
compleanni, costruzione della propria linea del tempo (quando sono
nato, quando avevo un anno, ecc...), linea del tempo a ritroso: oggi ho
sei anni, quando sono nato, quando i genitori avevano sei anni, quando
i nonni avevano 6 anni, ecc... Racconti scelti che permettano di
riflettere sulla cronologia degli eventi. Primo approccio alla lettura
dell'orologio. Dopo aver chiesto ai bambini se conoscono qualche uomo
famoso della storia, proporre nel momento del racconto semplici
biografie, al solo scopo di stimolare la curiosità per i fatti storici
per gli anni successivi.
Per
quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori
sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da
affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma
che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.
GEOGRAFIA
La
geografia è scienza che studia l'umanizzazione del nostro pianeta e,
quindi, i processi attivati dalle collettività nelle loro relazioni con
la natura. Tali processi nel corso del tempo hanno trasformato
l'ambiente e hanno costruito il territorio nel quale oggi viviamo. La
storia della natura e quella dell'uomo si svolgono con tempi diversi: i
tempi lunghi della natura si intrecciano spesso con quelli molto più
brevi dell'uomo. E'
importante partire, nei primi anni di scuola primaria, dall'approccio
senso-percettivo all'ambiente circostante, attraverso un'esplorazione
consapevole del contesto. In questa fase la geografia opera in stretta
connessione con le scienze motorie, per consolidare il rapporto del
corpo con lo spazio. Dopo aver costruito le proprie geografie, i
bambini possono avvicinarsi alla dimensione sistematica della
disciplina gradualmente, dagli ultimi due anni della scuola primaria. La
geografia ha stretti legami con la storia e con le scienze sociali: con
queste discipline condivide le azioni di salvaguardia e di recupero del
patrimonio naturale. Fare geografia a scuola vuol dire formare
cittadini del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che
sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo
creativo e sostenibile, guardando al futuro.
Conoscenze
Orientamento, carte mentali, linguaggio della geo-graficità, paesaggio. Muoversi
consapevolmente nello spazio circostante, sapendosi orientare
attraverso punti di riferimento e utilizzando gli organizzatori
topologici (sopra, sotto, avanti, dietro, sinistra, destra, ecc.).Acquisire
la consapevolezza di muoversi e orientarsi nello spazio grazie alle
proprie carte mentali, che si strutturano e si ampliano man mano che si
esplora lo spazio circostante. Rappresentare in prospettiva verticale
oggetti e ambienti noti (pianta dell'aula, di una stanza della propria
casa, del cortile della scuola, ecc.) e rappresentare percorsi esperiti
nello spazio circostante. Leggere e interpretare la pianta dello spazio
vicino, basandosi su punti di riferimento fissi.
Abilità
Il
bambino individua la propria posizione nello spazio vissuto, rispetto a
diversi punti di riferimento. Utilizza gli organizzatori spaziali
(sopra, sotto, avanti, dietro, sinistra, destra). Individua la
posizione degli oggetti nello spazio vissuto, rispetto a diversi punti
di riferimento (se stesso e gli altri) utilizzando gli organizzatori
spaziali. Acquisisce la consapevolezza di muoversi nello spazio, grazie
alle proprie carte mentali. Descrive verbalmente e/o graficamente gli
spostamenti propri e di altri elementi nello spazio vissuto,
utilizzando gli indicatori topologici. Rappresenta graficamente spazi
vissuti e percorsi, utilizzando una simbologia non convenzionale.
Esplora il territorio circostante attraverso l'approccio
senso-percettivo e l'osservazione diretta. Scopre gli elementi
caratterizzanti (confine, superficie, territorio, aperto, chiuso, ).
Collega gli elementi tra loro con semplici relazioni, usando degli
organizzatori spaziali.
Educazione ambientale
Flora e fauna tipiche del proprio ambiente di vita. Le tradizioni locali più significative. Il
bambino esplora gli elementi tipici del proprio ambiente naturale e
umano. Rispetta le bellezze naturali. Usa in modo corretto le risorse e
il materiale evitando sprechi (acqua, carta,... ).
Attività
Giochi ritmici, anche
accompagnati da canzoncine e filastrocche per apprendere il concetto di
spazio e di coordinate: destra sinistra, in alto e in basso, davanti e
dietro, dentro e fuori. Lo spazio attraverso il disegno: la mia stanza
da letto, il giardino, osserviamo e riportiamo su carta quello che
vediamo; giochi tipo caccia al tesoro, nei quali un bambino nasconde
un oggetto e disegna la mappa per farlo ritrovare ai compagni. Primo
approccio al planisfero, alle carte geografiche e alle mappe
satellitari: dove siamo noi? Localizzazione di altri posti conosciuti
sulla cartina (Vicenza, Veneto, Italia, luoghi delle vacanze, parenti
lontani, la Gran Bretagna). Le festività e le tradizioni del luogo di
appartenenza.
Per quanto riguarda
l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un
testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a
testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state
leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
Conoscenze:
la funzione della regola e della legge nei diversi ambienti di vita
quotidiana. I servizi offerti dalla scuola. Organizzazioni
internazionali, governative e nona sostegno della pace e dei diritti-doveri dei popoli. Prendere coscienza di sé e degli altri.
Abilità: il bambino manifesta
il proprio punto di vista e le proprie esigenze personali in forme
corrette. Mette in atto un comportamento di autonomia, autocontrollo e
fiducia di sé. Interagisce con persone conosciute e non, usando buone
maniere. Accetta, rispetta e aiuta gli altri. Assume incarichi e svolge
compiti per lavorare insieme. Elabora e scrive un primo e semplice
regolamento di classe. Usa correttamente gli spazi scolastici. Si
impegna collettivamente in iniziative di solidarietà.
Educazione allaffettività: il
sé, le proprie capacità, i propri interessi, i cambiamenti nel tempo.
Le relazioni tra coetanei ed adulti. Forme diverse di espressione
personale di sentimenti, stati d'animo ed emozioni. Il bambino attiva
atteggiamenti di ascolto-conoscenza di sé e di relazione positiva nei
confronti degli altri. In situazioni di gioco e lavoro esprime la
propria emotività con adeguata attenzione agli altri. Comunica la
percezione di sé e del proprio ruolo nella classe, nella famiglia, nel
gruppo dei pari.
Educazione stradale La
segnaletica: conoscere i cartelli relativi al pedone. Analisi del
codice stradale con norme e regole. Il bambino descrivere in forma
orale o scritta il percorso casa-scuola. Esegue correttamente un
percorso a piedi in situazione reale o simulata. Mantiene comportamenti
corretti come pedone. Nel proprio ambiente di vita individua i pericoli
per il pedone ed i comportamenti corretti.
SCUOLA PRIMARIA LA SCUOLA DEL BUONSENSO -CLASSE PRIMA
PROGRAMMAZIONE AREA MATEMATICA- SCIENTIFICO -TECNOLOGICA
Matematica, Scienze naturali e sperimentali, Tecnologia
Nella
formazione di base, l'area matematico-scientifico-tecnologica comprende
argomenti di matematica, di scienze dell'uomo e della natura, di
tecnologia sia tradizionale sia informatica. Si tratta di discipline
che studiano e propongono modi di pensare, artefatti, esperienze,
linguaggi, modi di agire che oggi incidono profondamente su tutte le
dimensioni della vita quotidiana, individuale e collettiva. Le
conoscenze matematiche, scientifiche e tecnologiche contribuiscono in
modo determinante alla formazione culturale delle persone e delle
comunità, sviluppando le capacità di mettere in stretto rapporto il
"pensare" e il "fare" e offrendo strumenti adatti a percepire,
interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti e
artefatti costruiti dall'uomo, eventi quotidiani.
Tutte
le discipline dell'area hanno come elemento fondamentale il
laboratorio, inteso sia come luogo fisico (aula, o altro spazio
specificamente attrezzato) sia come momento in cui l'alunno è attivo,
formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e
sperimenta, discute e argomenta. Soprattutto
nella scuola primaria si potrà utilizzare il gioco, che ha un ruolo
cruciale nella comunicazione, nell'educazione al rispetto di regole
condivise, nell'elaborazione di strategie adatte ai contesti.
MATEMATICA
La
Matematica dà strumenti per la descrizione scientifica del mondo e per
affrontare problemi utili nella vita quotidiana; inoltre contribuisce a
sviluppare la capacità di comunicare e discutere, di argomentare in
modo corretto, di comprendere i punti di vista e le argomentazioni
degli altri.
La
costruzione del pensiero matematico è un processo lungo e progressivo
che comporta anche difficoltà linguistiche e che richiede
un'acquisizione graduale del linguaggio matematico. Per questo gli
obiettivi per ciascun livello comprendono in ogni caso anche quelli del
livello precedente, con un grado maggiore di complessità.
Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi,
che devono essere intesi come questioni autentiche e significative,
legate spesso alla vita quotidiana, e non esercizi ai quali si risponde
ricordando una regola. L'uso consapevole e
motivato di calcolatrici e del computer deve essere incoraggiato
opportunamente fin dai primi anni della scuola primaria, ad esempio per
verificare la correttezza di calcoli mentali e scritti e per esplorare
i fenomeni del mondo dei numeri e delle forme. Di estrema importanza è
lo sviluppo di un atteggiamento corretto verso la matematica,
riconosciuta come uno strumento per esplorare e percepire affascinanti
relazioni e strutture che si ritrovano e ricorrono in natura e nelle
creazioni dell'uomo.
Il numero
Conoscenze: conoscenza
dei numeri naturali nei loro aspetti ordinali e cardinali. Concetto di
maggiore, minore, uguale. Operazioni di addizione e sottrazione con i
numeri naturali.
Abilità:il
bambino usa il numero per contare, confrontare ed ordinare
raggruppamenti di oggetti (da 0 a 20). Conta sia in senso progressivo
che regressivo, collegando correttamente la sequenza numerica verbale
con l'attività manipolativa e percettiva. Legge e scrive i numeri
naturali fino a 20 sia in cifre che in parola. Esegue raggruppamenti
per 10 (la decina). Riconosce il valore posizionale delle cifre.
Confronta quantità e numeri usando i simboli convenzionali. Esegue
addizioni utilizzando materiale strutturato e non. Intuisce le
relazioni tra le operazioni di addizione e sottrazione. Riconosce le
situazioni problematiche. Rappresenta (con disegni, parole e simboli) e
risolve problemi con l'addizione e la sottrazione.
Geometria
Conoscenze: collocazione
di oggetti in un ambiente, avendo come riferimento se stessi, persone
ed oggetti. Osservazione ed analisi delle caratteristiche (proprietà)
di oggetti piani. Piantine, orientamento. Le principali forme geometriche: il cerchio, il quadrato, il triangolo.
Abilità: il bambino localizza
oggetti nello spazio rispetto a se stesso, agli altri e agli oggetti
usando gli organizzatori spaziali. Riconosce negli oggetti
dell'ambiente e/o nei disegni, le principali figure geometriche.
Riconosce linee aperte, chiuse, confini, regioni, regione interna ed
esterna (vedi Geografia). Esegue un semplice percorso partendo dalla
descrizione verbale o dal disegno e viceversa.
Misura
Conoscenze: riconoscimento
di attributi (caratteristiche) di oggetti misurabili (grandezze,
lunghezze, superfici). Confronto diretto ed indiretto di grandezze.
Abilità: il bambino osserva persone, oggetti e fenomeni; individua grandezze misurabili. Compie confronti diretti di grandezze.
Introduzione al pensiero razionale
Conoscenze: classificazione e confronto di oggetti diversi tra loro.
Abilità:
il bambino classifica in situazioni concrete oggetti fisici e simbolici
(numero, figure, ) in base a una data proprietà. Forma insiemi e
sottoinsiemi. Stabilisce relazioni e corrispondenze tra gli insiemi.
Utilizza la negazione NON.
Dati e previsioni
Conoscenze: rappresentazioni iconiche di semplici dati, ordinati per modalità.
Abilità: il bambino raccoglie dati ed informazioni e li organizza collettivamente con rappresentazioni iconiche.
Attività
La
grafia dei numeri da 0 a 20 viene portata ai bambini attraverso il
racconto di una storia a puntate, che viene poi elaborata in senso
artistico. Si procede poi col contare con le aste numeriche e con le
biglie, riportando le esperienze sul quaderno. L'esercizio del contare
progressivo e regressivo, del sottrarre e dell'addizionare viene
svolto giornalmente in forma orale, accompagnato a movimenti ritmici e
musica. Con le biglie e le aste numeriche si procede al raggruppamento
delle unità in decine, avviando la comprensione dei concetti di
prestito e riporto. Semplici problemini vengono proposti ai bambini già
nelle prime fasi di apprendimento, sempre in relazione a situazioni
concrete. Nella geometria viene dato ampio spazio alla
sperimetazione e al disegno delle forme, anche in relazione
alll'insegnamento della geografia. Lo sperimentare forme si attua anche
sul piano artistico e attraverso il movimento del corpo.
Per quanto riguarda
l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori sceglieranno un
testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da affiancare a
testi preparati da loro, presisposti secondo il programma che state
leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.
SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI
I
processi di apprendimento delle scienze naturali e sperimentali
procedono attraverso percorsi, progressivi e ricorrenti, fatti di
esperienze. Si prospetta un percorso di avvio alla conoscenza
scientifica di base che parte fin dai primi anni. All'inizio si
evidenzieranno, in situazioni concretamente accessibili, i primi
elementi caratterizzanti. Negli anni successivi si guideranno i bambini
alla appropriazione graduale di contenuti esemplari e metodi di
indagine più specifici. Il percorso dovrà comunque mantenere un
costante riferimento ai fenomeni, sia dell'esperienza quotidiana sia
scelti come casi emblematici, nel loro realizzarsi. Poiché i saperi
caratteristici delle scienze naturali e sperimentali sono di per sé a
carattere enciclopedico, è opportuno selezionare
alcuni temi (campi di
esperienza) sui quali lavorare. Sperimentare con oggetti e materiali
Conoscenze: identificazione e descrizione di oggetti inanimati.Abilità: il bambino esplora il mondo attraverso i cinque sensi.
Osservare e sperimentare sul campo
Conoscenze: fenomeni atmosferici. Le piante. Abilità:il
bambino osserva fenomeni atmosferici e cambiamenti della natura.
Classifica piante e animali per somiglianze e differenze. Coglie il
comportamento delle piante e dell'uomo nelle varie stagioni.
L'uomo, i viventi e l'ambiente
Conoscenze:gli animali. Abilità: il bambino descrive animali comuni conosciuti mettendo in evidenza le loro differenze.
Attività
Osserviamo
la natura: insetti, piante, animali, i cambiamenti della natura dovuti
al clima e alle stagioni; esseri viventi e oggetti inanimati;
raggruppiamo per somiglianze animali, insetti e oggetti e attribuiamo
caratteristiche (date alcune caratteristiche tipo ali, piume, pelo,
attribuirle a animali, insetti, ecc...). Giocolaboratori per esplorare
i cinque sensi. Impariamo a riconoscere le caratteristiche degli
oggetti attraverso la comparazione (più duro, più morbido, più pesante,
più leggero...). Il corpo umano: approccio (quante mani, quante dita,
quanti occhi... cenni sul funzionamento: il cuore, l'apparato
digerente...). La terra e alcune sue caratteristiche: le sue risorse,
i vulcani. Fotografiamo e dipingiamo animali e piante, coltiviamo
un'aiuola fiorita, osserviamo il lavoro nei campi. Per
quanto riguarda l'adozione di libri di testo, l'insegnante e i genitori
sceglieranno un testo in uso nelle scuole pubbliche del territorio, da
affiancare a testi preparati da loro, presisposti secondo il programma
che state leggendo e la scansione nel tempo che si intende dare agli
insegnamenti, che tengano conto delle individualità reali presenti
nella classe, e completi di eserciziari per l'apprendimento
individuale. Questo per avere piena coscienza del percorso durante
tutto il suo svolgimento, per poter operare valutazioni e correzioni
rispetto al raggiungimento degli obiettivi, per evitare di utilizzare
in modo inappropriato la risorsa tempo, cosa che avviene quando ci si
affida troppo all'improvvisazione, al lavoro degli altri, e alle
fotocopie... Ogni insegnante sa scrivere il miglior libro di studio per
la sua classe.
TECNOLOGIA
La
tecnologia da un lato studia e progetta i dispositivi, le macchine e
gli apparati che sostengono l'organizzazione della vita sociale;
dall'altro studia e progetta nuove forme di controllo e gestione
dell'informazione e della comunicazione (informatica in senso lato). In
questa doppia accezione gli ambiti di applicazione della tecnologia
sono potenzialmente assai vasti e i percorsi formativi che vi si
possono riferire sono i più diversi. E' necessario perciò che anche in
questo ambito siano compiute scelte di metodo e contenuto che facciano
parte di progetti didattici e culturali ampi e a lungo termine, basati
su esempi significativi e accessibili, coerentemente sviluppati,
attraverso i diversi livelli di scolarità. Per
esempio, è importante offrire ai bambini, fin dai primi anni,
significative opportunità di progettazione, costruzione e utilizzazione
di oggetti e procedimenti operativi. All'inizio saranno coinvolti
materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità, nell'ambito
della vita quotidiana, e in questo modo saranno avviati alluso della
manualità, al passaggio continuo e non artificioso tra pratica e
teoria, all'applicazione di competenze acquisite anche in contesti
diversi dal lavoro in aula. E' altrettanto importante avviare i bambini
a comprendere, anche in modo inizialmente semplice, i principi di
funzionamento di apparecchiature di uso quotidiano.
Conoscenze
Gli
strumenti, gli oggetti e le macchine che soddisfano i bisogni primari
delluomo: le cerniere, i bottoni, le stringhe, le chiusure degli
oggetti (tappi, rubinetti), porte e finestre, gli zaini, l'uso delle
posate, del temperino, delle forbici e della colla. Caratteristiche
proprie di un oggetto e delle parti che lo compongono (si fa
riferimento agli oggetti elencati sopra). Identificazione dei materiali
lana e legno e loro storia. Conoscenza dei principali componenti del
computer.
Abilità
Il
bambino osserva ed analizza le caratteristiche di elementi che
compongono lambiente di vita riconoscendone le funzioni. Denomina ed
elenca le caratteristiche degli oggetti noti che osserva. Conosce le
principali proprietà della lana e del legno. Utilizza il computer per
eseguire semplici giochi anche didattici.
Esplorare il mondo fatto dalluomo
Distinguere,
descrivere con le parole e rappresentare con disegni e schemi elementi
del mondo artificiale, cogliendone le differenze per forma, materiali,
funzioni e saperli collocare nel contesto d'uso riflettendo sui
vantaggi che ne trae la persona che li utilizza. Usare oggetti,
strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di
sicurezza che gli vengono dati. Prevedere lo svolgimento e il risultato
di semplici processi o procedure in contesti conosciuti e relativamente
a oggetti e strumenti esplorati. Seguire istruzioni d'uso e saperle
fornire ai compagni. Conoscere e raccontare storie di oggetti e
processi inseriti in contesti di storia personale. Utilizzare semplici
materiali digitali per l'apprendimento e conoscere a livello generale
le caratteristiche dei nuovi media e degli strumenti di comunicazione. Attività
Bottoni:
come funzionano, attacchiamo bottoni. La maglia da dito e altri
intrecci. Le cerniere, come funzionano: realizziamo un astuccio
lavorando a maglia (punto dritto) e applicando la cerniera di chiusura.
Laboratorio del libro pop-up (porte, finestre, forbici, colla, carta,
ecc...). Lavoro teorico e manuale sulla lana e sul legno: dalla pecora
al filato, dall'albero al tavolo. Modellaggio della lana cardata,
lavorazione di un oggetto in feltro: le pantofole. Uso del pc: parti
principali del computer, accendere e spegnere, accesso a programmi
didattici interattivi in lingua inglese. Elaborazione, con la guida
dell'adulto, delle immagini fotografiche scattate nelle uscite
didattiche ai musei e in natura. Realizzazione di una semplice
animazione.Francesco Codello,
dirigente scolastico di Treviso, da anni impegnato nella ricerca
storico-educativa, è autore di numerosi articoli e saggi apparsi su
diverse riviste, animatore dellI.D.E.N. (InternationalDemocraticEducation Network) in Italia e redattore della rivista «Libertaria». http://www.educazionelibertaria.org/
Arriva il bambino a una dimensione
Francesco Codello
I sistemi
educativi nelle società del primo mondo stanno formando nuovi soggetti.
Adatti alle esigenze della new-economy e alla divisione internazionale
del lavoro. L'apprendimento deve quindi essere necessariamente e
utilmente parcellizzato. Un processo che determina la formazione di una
mente duttile, elastica, flessibile, assoggettata a una funzione di
dominio e potere che si regge sull'assenza di principi come la libertà
e la diversità. Questa è la riflessione che propone Francesco Codello, dirigente scolastico a Treviso e studioso dei problemi dell'educazione.
Chiunque
si accinga a riflettere sulla personalità infantile non può che
constatare come progressivamente, ma decisamente, i ragazzi abbiano
ormai uno sviluppo precoce di tutte le abilità cognitive. Bambini e
ragazzi di entrambi i sessi, infatti, presentano una spiccata
maturazione della sfera razionale e logica della loro personalità, che
interessa soprattutto l'ambito cognitivo e intellettuale. Questo fatto
incontrovertibile emerge chiaramente da tutte le analisi, le
osservazioni e gli studi psicologici, pedagogici, sociali che sono
stati pubblicati in questi ultimi anni, ma anche dall'osservazione
sistematica che genitori e insegnanti fanno quotidianamente nei vari
contesti educativi.
L'intellettualizzazione dello sviluppo della personalità
è ormai un dato incontrovertibile che evidenzia un abbassamento precoce
e un anticipo dell'età nella quale ogni bambino sviluppa performance
intellettive. Tutta l'organizzazione sociale dell'infanzia ruota
attorno a questa impostazione: anticipo dell'età della scolarizzazione
ai tre anni; organizzazione del tempo libero improntata a un
«arricchimento delle opportunità formative»; invasione pressante della
tecnologia audio-visiva tanto da provocare una diffusa intossicazione
tecnologica; decisa impostazione pedagogica dei programmi e dei
curricoli scolastici in senso cognitivo-efficientista; frammentazione
sistematica delle modalità di insegnamento e ricerca di modelli
organizzativi della didattica che rispondano a criteri di produttività;
intera organizzazione del sapere scolastico improntata a una logica
economicistico-industriale; filosofia del tempo come opportunità di
accumulazione di nozioni ed esperienze intellettive; assenza di spazi e
tempi nei quali non vi sia presenza organizzata di adulti; radicale espulsione di fatto da ogni esperienza formativa di attività pratiche, manuali e corporee; progressiva trasformazione della famiglia da luogo deputato all'educazione (autoritaria) a nucleo di assimilazione e consumo.
Questo quadro produce inevitabilmente la nascita del bambino a una dimensione,
quella cognitivo-intellettiva appunto, contribuendo in maniera decisiva
alla formazione di personalità assolutamente disarmoniche.
Bambini e
ragazzi si distanziano sempre più da una propria autonoma personalità,
da un individuale stare al mondo, da un distacco esistenziale e conscio
dalla massificazione. Ciò si manifesta in vari modi: prolungamento
della permanenza in casa fino a età più avanzate, perdita di abilità e
competenze elementari, dipendenza da modelli determinati non più dalla
famiglia ma dal «branco», ...
Questa
anticipazione dello sviluppo cognitivo, unitamente alla progressiva
esclusione degli altri aspetti della personalità, forma individui monodimensionali
che ben si inseriscono però nel contesto socio economico e culturale
dei Paesi post-industriali del nord del mondo e nell'occidente
capitalista. Il processo di globalizzazione, che altro non è se non un nuovo feudalesimo culturale, si fonda proprio sui presupposti della divisione internazionale del lavoro conseguenza logica del primato della conoscenza intellettiva su quella operativa.
Lo stesso ruolo dell'insegnante viene
modificato da questo processo producendo uno spostamento radicale delle
sue funzioni sociali. La scuola, in virtù della precoce
scolarizzazione, diventa sempre più l'istituzione totale per
eccellenza, contenitore esclusivo del processo istruttivo. L'esperienza
dominante e tipica si risolve nella scuola in apprendimento
intellettivo e astratto, in spazio di consumo e fruizione di conoscenze
e nozioni, in unicità e settorialità di sviluppo della personalità.
L'insegnante, l'educatore, diventa pertanto sempre più tecnico
specifico di una disciplina. Ha perso completamente la sua funzione
sociale di coscienza critica, di intellettuale disorganico della
società.
La scuola
deve formare la «risorsa umana», che in quanto riconosciuta e definita
come tale, viene assimilata alle altre «risorse» e acquisisce lo stesso
valore. L'economia è economia della conoscenza, risorsa principale
della new economy.Il sapere esclusivo diventa il veicolo e lo strumento
per la formazione del privilegio: padroneggiare e commercializzare il «saper sapere»,
una struttura metodologica che consenta di imparare ad imparare.
Soltanto chi possiede una capacità meta-cognitiva è in grado di
pensarsi o come dominatore o come contestatore. Insomma un nuovo
dominio viene formandosi basato sulla centralità e sull'importanza
della formazione strutturale dell'uomo a una dimensione.
Vale la
pena sottolineare come questo impianto sociale produca l'affermarsi del
valore della tolleranza (vale a dire l'accettazione passiva
dell'altro.) e non della solidarietà, che implica esattamente il
contrario della passività.
Francesco Codello, LA BUONA EDUCAZIONE. Esperienze libertarie e teorie anarchiche in Europa da GodwinNeill. Milano, FrancoAngeli, 2005. Questo
libro presenta una teoria pedagogica e un movimento educativo,
pressoché sconosciuti al grande pubblico. Pensiero anarchico e pratiche
educative libertarie, invece, non solo sono esistite nel passato, ma
rappresentano ancora oggi una realtà che, seppur non molto diffusa,
costituisce un importante contributo al processo di emancipazione
umana. Originalità e specificità, innovazione vera e intuizioni
anticipatrici, vengono qui illustrate, analizzate e collocate in una
dimensione storica che muove dalla fine del 1700 e si snoda fino alla
prima metà del 1900, interessando diversi paesi europei. La «pedagogia»
libertaria emerge, di volta in volta, in pensatori ed educatori, che
sono quasi sempre inseriti in un movimento rivoluzionario, protagonista
in straordinari eventi storici: dalla Prima Internazionale alla Comune
di Parigi, dalla nascita e dallo sviluppo delle organizzazioni anarcosindacaliste
alle grandi mobilitazioni di massa nei diversi paesi europei, dalla
rivoluzione russa a quella spagnola del 1936-1939, dagli anni
travagliati del primo conflitto mondiale a quelli che precedono la
nascita di fascismo e nazismo. In questo quadro leducazione assume per
i libertari unimportanza decisiva soprattutto attraverso iniziative di
istruzione popolare e di educazione rivoluzionaria, tendenti alla
formazione di un nuovo modello di uomo. Allo stesso tempo la critica
lucida e pertinente dei vari sistemi scolastici non trascura e non
risolve limpegno di questi educatori, i quali, spesso, realizzano
concretamente illuminanti esperienze educative alternative (JasnajaPoljana di Tolstoj, Cempuis di Robin, La Ruche di Faure, Escuela Moderna di Ferrer, Summerhill di Neill, ecc.). Questo filone educazionista del movimento anarchico e libertario, di derivazione illuministico-individualistica
e/o socialista, nel sottolineare sia la centralità dellindividuo e
della sua diversità, sia il ruolo fondamentale del collettivo nel
processo formativo, concorre a delineare una straordinaria azione e un
pensiero originale che ha ancora molto da insegnare.
Il libro si può trovare nelle librerie e può essere richiesto direttamente allautore al seguente indirizzo:Francesco Codello, via I. Nievo 5/A, 31100 TREVISO (Italia) e-mail: f.codello@virgilio.it
Francesco Codello, VASO, CRETA O FIORE? Nè riempire, nè plasmare, ma educare. Edizioni La Baronata, 2005 L'autore
di questa pubblicazione - dirigente scolastico di Treviso - dichiara
che la scuola dovrebbe essere organizzata e gestita da chi la vive
(ragazzi, insegnanti, genitori e tutti coloro che vi lavorano) e
modellarsi continuamente sulle loro esigenze, garantendo in maniera
vera e non fittizia il suo carattere pubblico (ossia realmente aperta a
tutti) ma senza i condizionamenti dello Stato. Non deve essere fatta
per la società, non deve darsi come missione quella di formare il
cittadino o il lavoratore, ma piuttosto quella di accrescere le
capacità di ogni individuo di diventare libero e autonomo, di essere
esattamente se stesso. "Educare ad essere", in contrapposizione al
"formare il dover essere", poiché nessuna idea predefinita di uomo può
stare alla base di una concezione autenticamente libertaria
dell'educazione. Permettere quindi a ciascun individuo di diventare
quello che è e non ciò che altri, individui, istituzioni, filosofie
pensano sia giusto o utile che divenga. Contro la schizofrenia sociale
dei valori dominanti quali l'abbondanza, il consumismo, la cultura
dell'apparire, la carriera, il profitto, il dominio, la competizione,
il nozionismo, i premi e i castighi come possibili soluzioni bisogna
proporre e valorizzare le relazioni non gerarchiche e l'empatia,
l'ascolto, gli affetti, la lentezza, la solidarietà, la collaborazione,
la spontaneità, la creatività, il gioco, il sogno, la diversità,
l'autonomia...Ecco in breve alcuni concetti di quest'antologia che
raccoglie gli articoli più significativi di Francesco Codello apparsi
su alcune riviste. Partendo da riflessioni su alcune fondamentali
tematiche educative, vengono poi analizzate le tendenze autoritarie
della scuola attuale (supermercato dell'istruzione) e infine sono
presentate alcune esperienze alternative percorribili in senso
libertario. Il prezzo del libro è di
euro 17 e può essere richiesto alle Edizioni La Baronata, casella
postale 22, CH-6906 Lugano e-mail: baron_ta@anarca-bolo.ch LA SCUOLA DI SUMMERHILL
di Valeria Traversi
E' la più vecchia e conosciuta scuola impostata su criteri pedagogici
libertari. Pubblichiamo una biografia di Alexander Neill, il suo
fondatore, e un capitolo della tesi di laurea dellautrice
sullinfluenza del pensiero libertario di Wilhelm Reich. Intanto
lesperienza di Summerhill, in Inghilterra, continua.
Alexander
Sutherland Neill nasce in Scozia nel 1883 da una famiglia di maestri
elementari. Latmosfera familiare è autoritaria e severa. Alexander non
è molto portato per gli studi infatti passa molto tempo nei campi a
fantasticare e giocare. Visti gli scarsi risultati, il padre lo
indirizza versa la carriera di maestro elementare. «Il ragazzo è un disastro» disse tristemente mio padre. «Potrebbe fare il maestro» arrischiò mia madre .
Dopo
essersi laureato in Letteratura inglese allUniversità di Edimburgo,
insegna per diversi anni nelle scuole statali. Nel 1921 insieme alla
maestra di danza Christine Baër, dà vita a Dresda in Germania alla
scuola internazionale, nel 1923 la scuola si sposta a Sonntagberg in
Austria, ma viene chiusa quasi subito per i suoi metodi non
convenzionali, opposti a quelli delle autorità locali. Nel
1924 Neill e Lilian Neustatter, la sua prima moglie, spostano la scuola
in Inghilterra, fondando a Lyme Regis, sulla Manica, la scuola-comunità
di Summerhill (collina destate proprio perché la casa è posta su una collina), trasferita poi presso Leiston nel Suffolk.Alla morte di Lilian, si risposa con Ena Wooff, dalla cui unione nasce Zoe, che attualmente dirige la Scuola. Summerhill
spicca tra le esperienze educative libertarie per la sua durata; anche
se non si ispira direttamente ai principi anarchici, ne cattura
implicitamente tutti i presupposti teorici alla luce degli studi
psico-pedagogici. Infatti lopera di Alexander Neill è ispirata dai
padri della pedagogia e della psicologia moderna. Freud, Adler, Lane
e Reich condizionano gli studi di Neill, arricchendo la sua analisi con
teorie rivoluzionarie, che si contrappongono ai canoni tradizionali e
autoritari.
Ricerca della felicità e della libertà
Summerhill aspira alla formazione
di un nuovo tipo di pedagogia, vuole essere sintesi tra le prime forme
di sperimentazioni libertarie e le nuove forme di pedagogia,
approfondendo la ricerca della libertà e della felicità. Si
accede alla scuola alletà di cinque anni, ma non sono rari i casi di
bambini e bambine che arrivano dopo periodi in istituti statali o
religiosi. Di solito la permanenza a Summerhill si protrae fino ai
sedici anni. Vengono ospitati sia ragazze che ragazzi, fino a un
massimo di quarantacinque, di cui una parte proviene da paesi
stranieri. Vengono divisi in tre gruppi a
seconda delletà: dai cinque ai sette anni, dai sette agli undici,
dagli undici ai sedici. Gli alloggi vengono organizzati tenendo conto
delletà e del sesso, ad ogni gruppo è assegnato una o un assistente.
Per il gruppo intermedio vi è una costruzione di pietra, invece i
ragazzi e le ragazze più grandi risiedono in casette di legno, solo
alcuni hanno stanzette private, infatti generalmente si vive in tre o
quattro per stanza. Non ci sono ispezioni delle camere e vi è completa
libertà. Lidea su cui si fonda la scuola è quella di adattare la scuola al bambino
, invece di adattare il bambino alla scuola, si aspira alla creazione
di un istituto dove bambine e bambini siano liberi di essere se stessi,
proprio per questo è necessario rinunciare a qualsiasi tipo di
disciplina, di educazione morale e di istruzione religiosa. Neill ha
fiducia nella bontà innata dellinfanzia, unidea che non è mai venuta
meno, anzi è diventata quasi una forma di fede.
Le
lezioni a Summerhill sono facoltative, esiste lorario solo per gli
insegnanti, tutto si svolge in un ambiente libero dove nulla è
autoritario, infatti si notano con molta facilità le differenze: chi ha
sempre vissuto a Summerhill dimostra interesse verso lapprendimento
perché è una scelta volontaria, chi arriva dopo unesperienza più o
meno lunga in scuole statali o religiose, dove la frequenza costituisce
un obbligo, sviluppa un senso di avversione verso lo studio e la
scuola, tantè che raramente allinizio frequenta le lezioni. Gli
esami non esistono, ma se un ragazzo o una ragazza decide di voler
studiare per i test di ammissione alluniversità, il corpo docente lo
preparerà senza problemi, non solo perché è altamente qualificato ma
anche perché chi studia per proprio volere lo fa in modo più veloce e
interessato, in quanto è una sua decisione. In unassemblea generale,
che si tiene il sabato, si stabiliscono regole da abolire o istituire,
le scelte sono effettuate attraverso il voto democratico, tutti e tutte
dispongono di un voto di uguale valore. Gli studenti di Summerhill
provengono da famiglie agiate, non è possibile tenere aperta la scuola
anche ai ceti bassi o medio-bassi, proprio perché le difficoltà
economiche lo impediscono. Questo è sicuramente un problema da non
sottovalutare: è difficile valutare la vera natura di un essere umano
se questa si nasconde dietro il denaro e lambiente borghese. Insomma
Summerhiil è scuola di libertà, dove il buon senso non manca, infatti
per proteggere lincolumità di ragazzi e ragazze esistono leggi base,
scelte e votate da loro. Il fine della scuola è quello di renderli
felici e non quello di riformare la società, non sarebbe possibile, è
inevitabile accettare i compromessi proprio perché la società li
impone. Neill scrive non
sono una persona che cerca attivamente proseliti per cambiare la
società: posso solo cercare di convincere la società che è necessario
per essa sbarazzarsi dellodio, dei metodi punitivi, del misticismo. Se si desidera avere maggiori informazioni sulla scuola di Summerhill si può consultare il sito internet: http://www.summerhillschool.co.uk/
Liberi per essere felici - L'esperienza
della scuola libertaria di Summerhill. di Francesco Codello
Essere dalla parte del bambino,
è la norma alla quale gli educatori e i genitori, secondo Neill, devono
attenersi - Educare nella libertà è la premessa per formare una società
di eguali.
I recenti
avvenimenti della politica scolastica italiana, ci obbligano a porre in
maniera "nuova" e sempre più attenta questo problema fondamentale
dell'educazione. La progressiva crisi della famiglia, patriarcale
prima, mononucleare ora, causata da un trapasso violento da una civiltà
contadina a una industriale, dall'inurbamento e dalle migrazioni
interne di milioni di contadini dalle campagne alle metropoli
industriali, ha accentuato il ruolo svolto dalla scuola in una società
di massa. Ecco alcuni elementi per giustificare e per impostare un
discorso alternativo sull'educazione nella sua accezione anarchica e
quindi antiautoritaria, totalmente liberatrice e anti-dogmatica.
"Cosa farebbe a un ragazzo che marina la scuola?" - A Pretoria Neill ho risposto: "Ucciderei il suo direttore".
Questa risposta, ad una domanda così comune, farebbe impallidire il più
"moderno" pedagogista. Forse proprio perché Neill non è un pedagogista
(perlomeno non lo è nel senso ricorrente del termine), può rispondere
in questo modo a una domanda del genere.
Analizzare oggi
la sua esperienza assume un profondo significato per chi, come noi, è
alla ricerca continua di nuovi mezzi educativi da contrapporre a quelli
autoritari dominanti il nostro panorama pedagogico. è importante anche
perché ci permette di puntualizzare un discorso educativo in generale,
e sulla scuola in particolare, dato il continuo estendersi della
scolarizzazione di massa e l'importanza che assume la scuola nell'opera
di indottrinamento di milioni di individui, vista la progressiva crisi
della famiglia come unico veicolo di condizionamento socio-politico,
caratteriale e psicologico.
"Il fine
della vita è la felicità. Il male della vita è tutto ciò che limita o
distrugge la felicità. Felicità significa sempre bontà: l'infelicità
portata agli estremi limiti significa persecuzione contro gli ebrei,
torture, o guerra nazionalistica". Scopo della vita è dunque per
Neill, la felicità che esiste solo dove opera l'amore, dove amare
significa la capacità di approvare, non di punire o di inveire. A
Summerhill "... i ragazzi hanno il senso di essere amati e
approvati. è anche una riprova che il bambino nasce buono... e rimane
buono quando ogni occasione di odiare e di temere è abolita".
Neill è convinto quindi della naturale bontà del bambino, il quale è
provvisto di un atteggiamento potenzialmente ricco di amore e di
interesse per la vita. Questa fiducia nella bontà della natura umana si
concretizza in Neill in un impegno preciso: l'abolizione di ogni forma
di oppressione che possa snaturare o reprimere la sua essenza. Il suo
impegno si tradusse quindi in una scuola "... nella quale fosse
concessa ai bambini la libertà di essere loro stessi. Per questo
dovevamo rinunziare a qualsiasi disciplina, indirizzo, consiglio,
ammaestramento morale, istruzione religiosa. Siamo stati chiamati
coraggiosi, ma questo non richiede coraggio: richiede quello che noi
avevamo: una completa fiducia nel bambino come creatura buona, non
cattiva". La sua fiducia nella naturale bontà e libertà del
bambino non resta, come ad esempio in Rousseau, una enunciazione
teorica da "scommessa", ma diventa pratica della bontà e della libertà.
In altri termini, la sua esperienza pratica (Summerhill) diventa la
dimostrazione scientifica della sua intuizione filosofica. Teoria e
prassi in Neill si fondono armonicamente ricomponendo quindi la
personalità umana e liberandola dalla schizofrenia sociale che la
avvolge.
La creazione di
personalità autenticamente libere, che gestiscono direttamente la loro
esistenza è il compito cui si dedica il nostro autore. Nella sua opera
di educazione integrale egli non si dedica esclusivamente allo sviluppo
delle qualità intellettive, ma ricompone la personalità dell'educando
stimolando anche la sua sfera emotiva. "Nella società moderna
riscontriamo una sempre maggior distanza tra intelletto e sentimento.
Le esperienze dell'uomo moderno sono in gran parte mediate dal pensiero
e non riflettono una percezione di ciò che il cuore sente, l'occhio
vede, l'orecchio ascolta. In effetti questa separazione tra intelletto
e sentimenti ha condotto l'uomo di oggi ad uno stato mentale pressoché
schizoide che lo ha reso quasi incapace di percepire alcunché in
maniera autentica, immediata".
Questa
istruzione integrale è la garante di una società di liberi ed uguali in
cui non esista nessuna forma di autorità. Per dirla con Bakunin: "I fanciulli, come gli uomini maturi, diventano saggi per le esperienze che fanno da sé, mai per quelle fatte dagli altri" quindi "...
da un punto di vista positivo intendiamo per libertà il pieno sviluppo
di tutte le facoltà che si trovano nell'uomo e, da un punto di vista
negativo, l'assoluta indipendenza della volontà di ognuno di fronte a
quella degli altri".
"Il bambino
plasmato, condizionato, represso, disciplinato - il suo nome è Legione
- vive in ogni angolo del mondo. Vive nella nostra città dalla parte
opposta della strada. Siede nel banco noioso di una scuola noiosa; più
tardi sarà seduto davanti alla scrivania ancor più noiosa di un
ufficio, o starà al banco di una officina. è docile, fedele
all'autorità, timoroso delle critiche e fanatico nel desiderio di
essere normale, convenzionale e corretto. Accetta senza porsi domande
quel che gli viene insegnato e trasmetterà tutti i suoi complessi, le
sue paure e le sue frustrazioni ai figli". L'esplicazione di un
metodo nuovo e progressivo passa in Neill attraverso una critica
radicale al metodo scolastico tradizionale perché esso è "...
basato su quel che l'adulto crede che il bambino dovrebbe essere e
dovrebbe imparare.... è ovvio che una scuola che costringe i bambini,
per natura attivi, a stare seduti sui banchi a studiare una quantità di
materie per la maggior parte inutili, è una cattiva scuola, quando si
tenga in considerazione la psicologia del bambino". Si tratta quindi di capovolgere i termini classici del rapporto tra il bambino e la scuola, cioè di "... adattare la scuola al bambino invece di adattare il bambino alla scuola".
"Il primo comandamento al quale deve ubbidire ogni genitore e ogni maestro è questo: Tu devi essere dalla parte del bambino". Più avanti Neill con un esempio ci chiarisce praticamente che cosa ciò significhi: "Se
mentre sto verniciando una porta Robert passa e getta della mota sulla
vernice fresca io lo strapazzo senza complimenti perché egli è uno dei
nostri e quel che io dico non ha molta importanza. Ma se Robert fosse
uno arrivato da poco da una scuola che egli odia e il suo buttar mota
fosse un tentativo di rivolta contro l'autorità, mi metterei con lui a
gettar mota perché la sua salvezza è assai più importante della mia
porta". In altri termini la libertà presuppone l'uguaglianza e
viceversa. Non vi può essere nessuna libertà dove non esiste
l'uguaglianza, non vi può essere nessuna uguaglianza senza la libertà.
Questo concetto costituisce uno dei presupposti fondamentali del metodo
di Neill.
Un altro dei
problemi fondamentali che ogni educatore (come qualsiasi individuo)
deve affrontare è il rapporto mezzi-fini. L'uso di mezzi diversi o
contrapposti al fine perseguito conduce inevitabilmente o a una
sostituzione dei fini o a una scomparsa dell'obiettivo finale che viene
risucchiato nella pratica continua e progressiva di nuovi mezzi.
A Summerhill i
ragazzi svolgono anche un lavoro manuale che è (secondo Neill), un
momento fondamentale per lo sviluppo armonico ed integrale del bambino
in quanto, ricompone una personalità che la divisione sociale e
gerarchica del lavoro ha spezzato a vantaggio di una divisione
classista degli individui. In questo quadro va visto anche l'enorme
interesse che a Summerhill viene dedicato al teatro. Le commedie, i
drammi, le scenette vengono scritte, interpretate dai ragazzi e dalle
ragazze e solo raramente gli insegnanti consegnano qualche trama ai
bambini. Il teatro per Neill ricopre una notevole importanza in quanto
sviluppa un senso di padronanza di sé ed evita poi che si reciti nella
vita.
Lo studio non è
qualche cosa che viene imposto dall'alto, ma è sempre in rapporto alle
facoltà e ai gusti individuali. Logicamente quindi "I libri sono il
materiale meno importante in una scuola. Tutto quello di cui un bambino
ha bisogno è leggere, scrivere e far di conto; il resto consisterà di
arnesi, argilla, sport, teatro, pittura, e... libertà".
Tutto il metodo di Neill, oltre che sulla libertà, si basa sull'autogoverno. "Quando
c'è un capo non c'è libertà e questo è ancor più vero per il capo
benevolo che per quello autoritario. Il ragazzo che abbia spirito
critico si ribellerà a un capo autoritario, ma un capo benevolo lo
ridurrà semplicemente ad essere lui stesso molle ed impotente".
Su Neill
potremmo discutere all'infinito: sulla validità del suo esperimento
come azione politica, sulle condizioni particolari in cui la sua
esperienza si è concretizzata, sui limiti imposti dalla "situazione
reale". Resta il fatto che il suo lavoro è un'accusa spietata alla
scuola, alla famiglia, allo stato, alla chiesa, affinché trionfino la
libertà e l'uguaglianza.
Non è
nichilismo. E' soprattutto un'accusa alla scuola come istituzione, più o
meno progressista, perché essa è il luogo in cui si pratica e si
teorizza la divisione gerarchica del lavoro, in pratica dove si
perpetua e si invoca la disuguaglianza. I suoi libri sono una poesia
continua che deve continuare. "La
scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è
capace di vivere nel mondo degli adulti senza dare fastidio".Maria Montessori
L'istinto
e il bisogno fondamentali del bambino sono quelli di un adattamento
attivo al mondo delle cose e delle persone, misurate e commisurate alle
sue personalissime istanze. Non v'è ambiente sociale, ha scritto Maria
Montessori, nel quale non vi siano individui che abbiano esigenze e
livelli diversi.Per
questo stesso fatto la scuola è un ambiente che deve accogliere bambini
di età eterogenea e adatto al lavoro individuale o di piccolo gruppo. Il
suo parametro di misura è dunque la casa, con spazi articolati,
irregolari, ricchi di angoletti nascosti, di cantucci tranquilli
dove lavorare, pensare, immaginare con i propri tempi e ritmi
interiori. Ma anche ambiente preparato nel senso della misura,
con oggetti e arredi proporzionati all'età e al corpo dei bambini
stessi, rivelatori dell'esattezza e dell'ordine, qualità che
suggeriscono una disciplinata attività autonoma; ambiente accogliente e
caldo, rassicurante e vissuto con un positivo senso di appartenenza. Un
ambiente, infine, nel quale i bambini possano muoversi liberamente
anche senza il diretto controllo dell'adulto alle cui cure è affidata
la casa-scuola come luogo aperto alle scelte e al lavoro dei piccoli
alunni. Mobili, tavoli e sedie
devono essere costruiti e resi disponibili all'insegna della
leggerezza: ciò, se da una parte favorisce il lavoro di vita pratica
dei bambini chiamati ad un impegno fisico di responsabilità nel
posizionarli o trasportarli, dall'altra parte per il carattere di
fragilità denunciano l'errore dei bambini o il loro mancato rispetto.
Per il medesimo criterio educativo, i bambini di una scuola Montessori
usano piatti di ceramica, bicchieri di vetro, soprammobili fragili: i
bambini sono così invitati a movimenti coordinati, precisi, educati e
in ogni caso ad esercizi di autocontrollo, di autocorrezione, di
prudenza e rispetto, facendosi maestri del proprio movimento e
padroni del proprio carattere: Così il bambino avanza nella propria
perfezione ed è così che egli viene a coordinare perfettamente i suoi
movimenti volontari.
L'ambiente
scolastico diventa ambiente di vita nel quale i bambini sono impegnati
gioiosamente al mantenimento dell'ordine, della pulizia, della
bellezza. Queste attività, definite appunto esercizi di vita pratica,
hanno una funzione importante e significativa sia nella Casa dei
bambini dove favoriscono il perfezionamento psico-fisico e la
coordinazione dei movimenti, sia nella scuola elementare dove assume
maggior rilievo la dimensione della autonomia responsabile e quindi
della socialità. La scelta metodologica montessoriana assegna
all'insegnante e all'adulto anche da questo punto di vista una
assunzione di responsabilità circa i rischi collegati alluso di
materiali reali. Nella Casa dei bambini l'ambiente sarà: proporzionato
alle capacità motorie, operative e mentali dei bambini per essere
attivamente utilizzato e padroneggiato; ordinato e organizzato
affinché, attraverso punti di riferimento non discontinui, il bambino
possa formarsi una propria visione della realtà che anche emotivamente
abbia carattere di rassicurazione e certezza; calmo e armonioso per
favorire la libera espansione degli interessi e delle esperienze e una
positiva dimensione psicoaffettiva necessaria al sorgere del sentimento
di fiducia in sé e negli altri; curato e ben articolato nei
particolari anche per stimolare il bambino alla scoperta dell'errore e
all'autocorrezione; attraente e bello affinché sia suscitato il
naturale amore estetico del bambino verso tutto ciò che rivela
qualità di gentilezza, di ordine, di gradevolezza, di cura e attenzione. Nella
Scuola Elementare l'ambiente sarà razionalmente organizzato e
articolato anche in vista della più attiva ricerca di relazione e di
socialità che sono caratteristiche di questa età. Esso dovrà favorire: la sperimentazione e il lavoro individuale e di gruppo; la lettura e la consultazione di testi con una essenziale biblioteca di classe; la
raccolta, lo studio e la valorizzazione di elementi forniti dalla
natura come occasione per la ricerca e le uscite di osservazione; l'apertura alla realtà extrascolastica e al territorio (la scuola entra nel mondo e il mondo entra nella scuola); le
attività manuali legate al lavoro dell'umanità, ma sempre collegate
allo sviluppo della mente: il lavoro della mani - ha scritto Maria
Montessori - deve sempre accompagnare il lavoro della mente in virtù di
una unità funzionale della personalità. Come è noto, lambiente
tipico di una scuola montessoriana si distingue per la presenza dei
necessari strumenti di lavoro psico-motorio e intellettivo dei
bambini, strumenti definiti materiali di sviluppo e di formazione
interiore.Il bambino, come peraltro ogni essere vivente, è guidato dai suoi
misteriosi impulsi vitali ad adattarsi allambiente assorbendone i
caratteri. Laddove esso sia confuso, instabile, incompiuto, né utile né
necessario, privo di attrattiva e di interesse e non direttamente
utilizzabile per una personale sperimentazione di conoscenza, ebbene il
bambino assimilerà questi caratteri negativi senza poter esercitare in
modo chiaro, preciso e finalizzato i propri poteri psichici e
mentali.In sostanza gli è impedita o resa difficile la stessa
formazione del suo proprio carattere. Per questo motivo di fondo,
strettamente legato alla costruzione di una personalità attiva e
disciplinata, lambiente educativo montessoriano è stato definito come
maestro di vita e di cultura, come ambiente educatore. Il lavoro
organizzato è la dimensione pratica nella quale vivono e si realizzano
i due presupposti scientifici che sostengono le ragioni e la necessità
del metodo Montessori. Il primo di essi riguarda il bambino, ossia
la sua natura che gli comanda, attraverso spinte interiori, impulsi
delicati e profondi, di realizzare il proprio sviluppo psichico. è
soltanto la natura che gli suggerisce che cosa fare, quando farlo e
come farlo, e lo guida nella creazione dei propri organi psichici (si
pensi al movimento e al linguaggio) mettendogli a disposizione
particolari e temporanee sensitività. Queste presiedono alla
preparazione e formazione di forze e poteri che non potranno essere
positivamente acquisiti quando i corrispondenti periodi sensitivi
abbiano cessato di agire in modo intenso e dominante. Pertanto lo
sviluppo psichico non avviene a caso né ha origine da stimoli esterni:
certamente il bambino deve essere esposto allambiente alle cui spese
si sviluppa; ma se lambiente è necessario affinché il bambino agisca e
incarni se stesso, la propria creazione psichica e mentale è il
risultato di una volontà interna, di un misterioso segreto vitale:
In questi rapporti sensitivi tra il bambino e lambiente, sta la
chiave che può aprirci al fondo misterioso in cui lembrione spirituale
compie i miracoli della crescenza. Il secondo presupposto afferma
che i bambini hanno una forma mentale propria e diversa dalladulto: è
la mente inconscia e assorbente, creatrice della natura delluomo e
della sua cultura: movimento, linguaggio, pensiero, amore.Ma il bambino
non crea e assorbe a caso, ma attraverso una guida severa e
ordinata. Egli segue leggi costanti che creano normalmente i fatti dello
sviluppo rispettandone i tempi di manifestazione ed esplosione.Per il
solo fatto di vivere il bambino impara o meglio assorbe e fa suo tutto
ciò che lambiente offre alla sua attenzione trasformandolo in cultura
e civiltà e assicurando così la continuità storica dellumanità. La
scuola, a partire da questi fatti e fenomeni naturali, è perciò
coltivazione dellumanità, aiuto alla sua espansione e formazione:
le menti in via di sviluppo hanno lavidità di un corpo affamato.La
cultura del bambino è, dunque, il risultato del suo libero lavoro nel
corso di esperienze personali donde egli trae e assorbe gli elementi
costitutivi, i quali si fissano nel suo spirito preparandosi a dare
nuovi frutti. La scuola nel suo insieme e le aule non sono confini
limitanti, ma luoghi di storie e di esperienze, perché il bambino
circolandovi liberamente scopre nuove possibilità di lavoro e di
conoscenza.I l bambino istintivamente si porta dove cè opportunità di
lavoro, di esperienza, di osservazione, di studio. La scuola Montessori
rifiuta la concezione segmentaria dello spazio e del tempo, e si fa
realtà di vita e di ricerca in ogni suo luogo e momento, perché il
bambino vive e si educa ovunque e sempre. A questo riguardo si cita
appena limportanza assegnata dal metodo Montessori ai tempi e alle
attività che il bambino ha a sua disposizione nellaula, nei corridoi,
nei laboratori, nella zona mensa, nella biblioteca, ecc. I
bambini desiderano conoscere e sapere, domandano e ricercano, pensano e
immaginano perché istintivamente sanno che i fenomeni e i fatti debbono
essere spiegati e giustificati e che essi vivono e esistono secondo
determinate leggi e proprietà.Ogni cosa è pensata in una visione più
vasta della realtà. Ma, ha scritto Maria Montessori, essi hanno
bisogno di ricevere risposte complete, che provocano il loro entusiasmo
e suscitano il bisogno di nuove ricerche e di attività intensa.Gli
insegnanti dovranno essere allaltezza di tale prorompente bisogno,
ampliando la loro vita psichica, penetrando con le loro ricerche in
campi inesplorati, aprendosi a più larghi orizzonti, impadronendosi di
nuove conoscenze di cui forse non sospettano lesistenza. Pertanto, ha
ricordato la Montessori, la scuola deve essere vivificata da uno
spirito nuovo, deve essere animata da un maestro saggio, più saggio di
qualunque altro individuo umano, che conosce e rispetta le leggi
delleducazione. Linsegnante
montessoriano opera dunque con la fondata speranza che ogni individuo è
chiamato dalla natura a realizzare la propria evoluzione psichica,
secondo un disegno da essa preordinato, purché egli viva in un ambiente
adatto alle forme del suo lavoro. Linsegnante allora non giudica i
risultati conseguiti dal bambino, ma le cause che ne impediscono o
ritardano lascesa provvedendo ad osservarle e capirle e a modificare
le circostanze che ostacolano il normale sviluppo.Per questo motivo
egli non ha un centro e una periferia nella classe ed è
contemporaneamente assente e presente: è vicino al bambino che richiede
la sua presenza, gli siede accanto con una piccola sedia, gli parla
dolcemente e brevemente, senza sovrastare il bambino con il corpo e la
parola adulti. Aiuta senza interrompere e correggere, e questo aiuto è
dato senza disturbare il lavoro e la concentrazione degli altri bambini. Il
materiale Montessori è il capitolo centrale del metodo e rende
linsegnante stessa una figura di contatto e di mediazione. Il
materiale è, per così dire, un eserciziario dello spirito, in quanto il
bambino vi esercita la propria sensorialità ed intelligenza,
liberamente attirato dalle segrete informazioni e dalle inesplorate
soluzioni che esso racchiude. Penetrando il materiale strutturato i
bambini si rendono conto di come operano, pensano, adottano ipotesi,
congetture e soluzioni, di come classificano, risolvono problemi e
modificano le proprie rappresentazioni mentali.In questo senso il
materiale Montessori ha una valenza metacognitiva pressoché assente in
altri materiali e tecniche di apprendimento. Non solo, ma i bambini
sono consapevoli di costruire la propria conoscenza, integrano le
informazioni nuove a quelle già possedute, esplorano e scelgono le
strategie, anche alternative, per impadronirsi di una nozione, di una
operazione matematica, di un testo anche poetico. Poiché il loro lavoro
è intimamente personale, essi esperimentano e conquistano il sentimento
della propria autonomia e identità. è certo che la dotazione storica
del materiale Montessori è sempre e necessariamente aperta allo studio
e alla inventività dellinsegnante che esperimenta e adotta nuovi
mezzi, ma solo nella loro congruenza e conformità ai principi del
metodo.In questo caso non è escluso che si avvalga anche di materiali
strutturati disponibili sul mercato. Maria
Montessori, pur scusandosi di non aver saputo individuare un termine
equivalente e meno ambiguo, ha sempre precisato che la normalizzazione
non è una azione correttiva e emendativa delladulto. Essa è il ritorno
spontaneo del bambino alla espressione e sperimentazione delle sue
forze positive e costruttive: è dunque, un processo di
autonormalizzazione, di liberazione dei poteri sani da stati di
coscienza e di comportamento che ne impediscono ladattamento attivo.La
normalizzazione è la rinascita della normalità bio-psichica attraverso
la quale il bambino riprende interesse, desiderio di lavoro, sforzo e
soddisfazione nellattività prescelta.Il suo io perde via via la paura,
la pigrizia, laggressività, la timidezza, la fantasticheria, e
conquista un nuovo orizzonte che lo orienta e lo guida.La libera scelta
e il lavoro appropriato sono le medicine miracolose che canalizzano
lo spirito del bambino nella scoperta della sua più profonda natura: il
fare e il saper fare, non imposti e giudicati dalladulto, ma
sperimentati nellattività con le cose in un ambiente sociale a sua
volta non violento, non competitivo, né selettivo, né emarginante. Lorganizzazione
educativa della scuola Montessori e le sue pratiche autoistruttive sono
la risposta al bambino deviato, che si sta rifiutando alla vita del
lavoro e della conoscenza. Questo aspetto dell'educazione montessoriana
è stato sempre notato e riconosciuto come il tipico effetto di un
intervento indiretto dellambiente che offre lopportunità di
autoriformare le proprie tendenze di fuga, di opposizione, di
abbandono, di capriccio.La guarigione del bambino è nelle sue stesse
mani, proprio nel senso della mano che riprende ad esplorare, a fare, a
pensare, a conoscere. http://www.operanazionalemontessori.it/index.php?option=com_content&task=section&id=6&Itemid=34
Premessa
Il
termine curricolo viene usato in questo progetto nel suo significato
largo, come espressione operativa di un programma o di un corso di
studio organizzato e sequenziato secondo particolari assunti
psicologici che ne motivano sia i processi che i metodi. E'
indispensabile ricordare che gli obiettivi, ad esempio, non sono, nella
metodologia montessoriana, qualcosa da cui partire o a cui giungere;
essi sono modificazioni di conoscenze e comportamenti iscritti nel
processo stesso del lavoro del bambino. In questo caso gli obiettivi
sono concretamente scoperti, sperimentati e assimilati nella diretta
esperienza provocata negli alunni dai materiali e dagli strumenti di
studio. Ciò è avvalorato dal fatto che la didattica montessoriana è
psicodidattica, e che le stesse discipline sono psicoaritmetica,
psicogeometria, psicogrammatica, psicomusica. Pertanto
il curricolo che si propone è piuttosto il programma del lavoro
culturale del bambino che lo ha rivelato nel corso di una secolare
esperienza educativa. Esso è la scoperta e la descrizione della cultura
infantile di cui la Montessori è stata
la ricercatrice infaticabile facendocene conoscere la nascita, lo
sviluppo e i contenuti e il modo in cui il bambino la incarna
diventando individuo colto e competente.
Il
curricolo della Casa dei bambini e quello della scuola elementare
intendono illustrare la vita educativa e culturale della scuola
Montessori dallinterno stesso del lavoro e delle attività dei bambini
e non da quadri programmatori e diagrammati che pure sono utili ed
efficaci in altre circostanze di tipo tecnico-professionale.
IL CURRICOLO DELLA SCUOLA D'INFANZIA
Vita pratica e socialità La
vita pratica e la cura dellambiente. La vita pratica e la cura della
persona. La vita pratica nella relazione sociale. Motricità fine e
controllo della mano. Esercizi di movimento determinanti il bisogno di
coordinazione e controllo psicomotorio. I travasi. Lesercizio del
silenzio. Lesercizio del filo.
Obiettivi:
ordine mentale; verso lautonomia e lindipendenza; autodisciplina;
rispetto di sé, degli altri, delle cose; unità di libertà e
responsabilità; lanalisi dei movimenti.
Educazione sensoriale Senso
visivo: dimensioni, forme, colori. Senso uditivo: rumori e suoni. Senso
tattile: barico, termico, stereognostico. Sensi gustativo e olfattivo.
La lezione dei tre tempi. Il training sensoriale: ulteriori sviluppi e
raffinamenti. La memoria muscolare. Suono e movimento.
Obiettivi:
verso lastrazione; analisi; attenzione; concentrazione (capacità di
distinzione, discriminazione, confronto, misura, classificazione,
seriazione, generalizzazione, ecc.).
Il linguaggio Arricchimento e
proprietà del linguaggio. Nomenclature classificate. Giuochi
linguistici per la scoperta della funzione logica, comunicativa e
grammaticale del linguaggio. Preparazione diretta e indiretta alla
scrittura. Lanalisi dei suoni. Lesplosione della scrittura. Il
perfezionamento: calligrafia, ortografia, composizione. Lesplosione
della lettura: dalla parola alla frase. I comandi. La grammatica come
preparazione alla lettura totale.Giuochi grammaticali intuitivi:
funzione, posizione, simbolo. Le scatole grammaticali; prima tavola per
lanalisi logica (materiale fisso e mobile); tavole dei suffissi e dei
prefissi. Il libro: la lettura, la conversazione, lascolto. Larte di
interpretare. Le parole delle immagini. Obiettivi:
padronanza fonemica del continuum fonico; padronanza grafemica del
continuum grafico. Il linguaggio come denominazione e classificazione;
la costruzione delle parole e le loro variazioni semantiche; analisi
del linguaggio e analisi del pensiero; la funzione comunicativa:
narrazione e autonarrazione; il linguaggio e la vita simbolica; il
bambino grammatico verso la metalinguistica.
La mente logico-matematica La
base sensoriale delle strutture dordine e le astrazioni
materializzate. Primo piano della numerazione (cellula germinativa del
sistema decimale). La struttura del sistema decimale: 2° piano. La
simbolizzazione. Le quattro operazioni: approccio sensoriale e
intuitivo. La memorizzazione.
Obiettivi:
la scoperta del numero come unità e insieme; la padronanza simbolica
delle quantità; le funzioni del contare: separare, aggiungere,
dividere, distribuire, togliere, sottrarre, ripetere, ecc... Il lavoro
della mente: successioni, gerarchie, seriazioni, relazioni,
uguaglianze, differenze, ordinamento, ecc... Il linguaggio matematico e
lordine delle cose.
Educazione cosmica Il tempo
dellio e il tempo sociale: passato, presente, futuro.La misura del
tempo cronologico.I l tempo biologico. Tempi e cicli della natura. Il
tempo della civiltà: storia materiale (utensili, casa, trasporti, mezzi
di protezione, ecc.). Lo spazio dellio. Gli spazi sociali. Lo spazio
bi e tridimensionale. Lo spazio rappresentato. Lo spazio misurato. Lo
spazio del mondo: costituzione e forme (acqua, terra, continenti,
penisole, isole, fiumi, montagne, vulcani, pianure, ecc.). La materia:
forme e stati. Le forze della materia. Gli organismi viventi: funzioni
e bisogni. Il cosmo nel giardino: lo stagno, lorto, la fattoria
(etologia e biologia animale, biologia vegetale). Il linguaggio
scientifico della natura: nomenclature e classificazioni.
Obiettivi:
primo avvio alla comprensione delle costanti cosmiche; approccio alla
visione di interdipendenza ed ecosistema nei processi evolutivi umani e
naturali; osservazione e sperimentazione tra favola (cosmica) e realtà;
introduzione al vissuto dei viventi.
Leducazione musicale Rumori
e suoni nella natura e nella supernatura; riconoscimento, analisi,
rappresentazione (altezza, timbro, durata, intensità, ecc). Il bambino
costruttore di suoni e di oggetti sonori. Suoni, ritmi e movimento. Il
suono e il gesto; suono e colore. I suoni organizzati: analisi e
riproduzione: ninne nanne, filastrocche, cantilene, fiabe musicali e
loro traduzione drammaturgica in piccolo gruppo. Il coro;
linventacanto; linventaorchestra. Striscia storica degli strumenti
musicali. Il silenzio e lascolto. Approccio ai generi musicali. Verso
la scrittura e la lettura musicali.
Obiettivi:
comprensione della natura e del fenomeno del suono; esplorazione
dellio sonoro; educazione sensoriale allascolto; la socialità del
suono; creatività interpretativa e produttiva.
Educazione allarte rappresentativa Il
contesto: educazione alle forme, alle dimensioni, ai colori.
Composizione di colori e scale cromatiche. Educazione della mano,
organo motore del segno. Dallarte degli incastri alle decorazioni
spontanee.Le carte colorate. Forme e colori nella storia; forme e
colori nella natura. Il disegno spontaneo: gli aiuti indiretti.Il
disegno spontaneo si racconta. Lespressione plastica: materiali e
tecniche. La cartella personale ed evolutiva del lavoro pittorico del
bambino. Il museo dei manufatti artistici. Obiettivi:
dal controllo della mano al controllo del segno; dalla composizione dei
colori alla espressività del colore; il disegno decorativo ed
ornamentale e la geometria delle forme; disegnare per raccontare e
immaginare; la mano e la materia: le forme dei volumi.
IL CURRICOLO NELLA SCUOLA PRIMARIA
Educazione cosmica
1) Il tempo cosmico e il tempo delluniverso. Miti
cosmologici relativi alla formazione e rappresentazione
delluniverso. La favola cosmica di Maria Montessori. Il tempo
astronomico nelle civiltà del passato. I calendari tra scienza e
antropologia. Lorologio cosmico. La striscia del tempo cosmico. Spazio
e tempo: lanno luce.
2) Gli oggetti cosmici: galassie, nebulose, stelle,
pianeti, comete, asteroidi. Le carte del cielo. Il planetario. Nascita,
vita e morte di una stella. La materia delluniverso e il suo
alfabeto. La stella Sole: quando e come si è formata.Il fenomeno della
luce.Il sistema solare.Il moto dei corpi celesti.Le costanti cosmiche:
attrazione e gravitazione. Le favole cosmiche tra immaginazione,
drammatizzazione ed esperimenti. Gli strumenti delle osservazioni:
dallocchio al telescopio satellitare. Gli oggetti cosmici della
supernatura: stazioni orbitali, sonde spaziali, ecc. Le tecnologie
spaziali tra scienza e fantascienza.
3) Il pianeta Terra: quando e come si è formato.
Levoluzione della terra e la grandiosità dei fenomeni geologici e
naturali. Le carte delle ere geologiche. Forme di
rappresentazione spaziale del tempo geologico. Sole, terra, luna:
orbite ed eclisse. Leclisse in classe.Il giorno e la notte; le
stagioni. Alle origini della vita: le prime forme. Laffermarsi
dellossigeno e la nascita delle forme superiori. Il dramma
dellOceano. Il dramma dei continenti, prima e dopo Pangea; le carte
rappresentative.La terra, il pianeta vivente.Gli organismi viventi:
chi sono? Come si formano? Come si riproducono?Cosa ricevono
dallambiente? Cosa fanno per gli altri? Organismo e habitat. Il dramma
dei viventi tra adattamento ed estinzione. La classificazione dei viventi e le nomenclature
scientifiche.Le forze della natura: il ciclo dellacqua, il calore, i
venti, la terra dentro e fuori, il vulcanismo, i movimenti tellurici.
4) Il tempo storico e il tempo della civiltà.
Lapparizione delluomo: tante storie da immaginare, raccontare e
rappresentare.Un anello retroattivo: mano e intelligenza. Parole e
pensiero, una nascita misteriosa. Il dramma di erectus. Il trionfo di
sapiens. Laddomesticamento del fuoco e la sopravvivenza (difesa,
nutrizione, illuminazione, riscaldamento, esplorazione, controllo
sociale, ecc.). Il popolamento della terra.Nomadi e stanziali:
cacciatori, pescatori, agricoltori, pastori.La civiltà neolitica:
allevamento e agricoltura.La nascita del villaggio e dello stato-città:
commercio, scienza, organizzazione sociale.La scoperta della
scrittura.Striscia della storia delle forme di scrittura. La terra nella rappresentazione degli antichi. Dai primi cartografi alla cartografia moderna. Il lavoro storico: fonti e documenti, scritti e
rappresentati.Le scienze del passato.La storia totale: le civiltà
continentali (mediterranea, mediorientale, precolombiana, asiatica,
africana). Luomo si adatta, costruisce e ricerca ovunque: le
testimonianze universali del lavoro creativo delluomo. Popoli,
nazioni, lingue, culture: lunità del genere umano e
linterdipendenza.Quadri rappresentativi delle forme di civiltà.Le
religioni del mondo. Le carte evolutive della civilizzazione
(scientifiche, energetiche, tecnologiche, sociali, politiche). Le
storie nazionali. I grandi movimenti di liberazione ed emancipazione.
Le biografie cosmiche (Budda, Maometto, Gesù, S.Francesco, Leonardo,
Keplero,... Montessori!). Le carte storiche. Le scienze: laboratori e documentazione per la
ricerca e lo studio scientifico: sperimentare, riprodurre,
rappresentare, classificare. Limmaginazione scientifica del bambino.Le
scienze della terra con particolare attenzione ai grandi ecosistemi
della biosfera, alle relative biocenosi e biodiversità (foreste
tropicali, tundra, savana, deserto, prateria, ecc.).Equilibrio e
interdipendenza.Le carte biogeografiche. Geografia e geografie: tanti
modi di conoscere la terra e i suoi abitanti. Biologia e fisiologia umana, animale e vegetale.
Carte evolutive della vita umana: zigote, embrione feto, neonato, ecc.
Carte evolutive (biografiche) del movimento. Carte evolutive
(biografiche) del linguaggio. Chimica e fisica in classe.Il linguaggio scientifico e le strutture dordine. I piccoli Fabre: uscire per osservare, conoscere,
raccogliere, sperimentare.Il giardino, un cosmo a scuola.La scuola,
biblioteca delluniverso naturale ed umano. La documentazione per
immagini. Raccontare la scienza e luomo.
Obiettivi: il curricolo cosmico
come risposta al periodo sensitivo della cultura proprio del bambino
della scuola elementare; base sensoriale e immaginazione o
immaginazione sensoriale per assistere al grandioso spettacolo
dellevoluzione naturale e umana (Montessori); il sentimento cosmico
di unità e interdipendenza e struttura è il carattere di una
personalità allargata, decentrata, responsabile, pacifica, morale; i
saperi e le discipline al servizio della conoscenza del tutto; dalla
cittadinanza spazio-temporale alla cittadinanza universale; storia e
scienze attraverso il lavoro del bambino (fare, sperimentare,
costruire, riprodurre, classificare, consultare) sia individualmente
che in gruppo; la scuola come officina di conoscenza cosmica.
Lingua e linguaggio
1. Le voci delle cose Le voci dei
fenomeni naturali: vento, acqua, mare, fulmine, ombra. Ricerche,
giochi, esercizi, riproduzione, analisi, registrazioni, azioni
drammatiche. Nomenclature e brevi testi descrittivi. Le voci della
supernatura: alla ricerca di suoni, rumori e simboli comunicanti ed
evocativi di contesti da riconoscere e interpretare (riferiti alla
scuola, alla città, alla casa, ecc.). Le fonti e le qualità dei suoni e
dei rumori: registrazioni e riproduzioni. Nomenclature e brevi testi
descrittivi. Il linguaggio dei simboli: segnaletica, fumo, bandiere,
segnali acustici e luminosi, ecc. Giuochi e verbalizzazioni.
2. Il linguaggio inconscio della natura La
comunicazione inconscia degli animali. Il linguaggio vocale (uccelli,
delfini, primati, animali domestici, animali selvaggi, ecc). Il
linguaggio fisico e chimico (api, insetti, piante).Il linguaggio
naturale ed inconscio umano (urlo, pianto, grido, riso, ecc.). Il
linguaggio inconscio mimico-gestuale (minaccia, paura, gioia, amicizia,
dolore, sorpresa, silenzio, ecc.). Riproduzioni, registrazioni,
analisi, azioni drammatiche. Nomenclature e brevi testi descrittivi
3. Dal linguaggio inconscio al linguaggio umano conscio Il fenomeno
della voce umana. Carta evolutiva del linguaggio infantile. Analisi
fonologica del linguaggio articolato. Composizione e scomposizione del
continuum fonico: giuochi ed esercizi (lorchestra dei fonemi). Esercizi
di pronuncia. Lingua e lingue: lingue parlate, lingue estinte, lingue
morte. Lalbero delle lingue. Lingua materna, lingua nazionale e
dialetti: nomenclature e classificazioni. Lorigine latina della lingua
italiana: giuochi ed esercizi di ricerca delle derivazioni e degli
etimi (le parole del bambino romano: madre, padre, scuola maestra,
libro, ecc.) con la realizzazione di una piccola rubrica
personale.(Sinonimi, contrari, metafore, frasi idiomatiche, ecc.). Avvio
alluso del vocabolario. Da una radice tante parole: le famiglie. Come
nascono le parole: lingua, evoluzione e civiltà. Luso delle parole in
contesti particolari (lessico scolastico, medico, sportivo,
commerciale, ecc.): nomenclature e composizioni di brevi testi.Che
fanno le parole?: le funzioni del linguaggio articolato (esercizi e
brevi testi relativi alle funzioni linguistiche). La parola, la
posizione, il periodo: attività di invenzione, composizione e
scomposizione.
4. Dal linguaggio articolato al linguaggio scritto La storia della
scrittura (cfr. Educazione cosmica). Lalfabetizzazione strumentale:
dalla Casa dei bambini al 1° ciclo: analisi fonologica; analisi
grafemica; lettere smerigliate.Gli alfabetari colorati.Dalla
corrispondenza alla sintesi: lesplosione della scrittura. La
calligrafia.
5. Il bambino grammatico Le
particolarità ortografiche.Alla scoperta delle strutture morfologiche,
grammaticali e sintattiche.Le parti del discorso. Le scatole
grammaticali.La simbologia.Al lavoro con i materiali montessoriani,
esploratori del sistema lingua. Lanalisi logica: 1° e 2°
livello. Giocare con la punteggiatura. Comandi e giuochi linguistici. La
grammatica drammatica (mescolare, sostituire, spostare, omettere,
ecc.). Il giuoco del detective.
6. Il bambino scrittore I vocabolari
dei movimenti, dei sensi, dei sentimenti: ricerca e raccolte
individuali e di piccolo gruppo da archiviare a disposizione di
tutti; relative espressioni di frasi, nomenclature e semplici
sceneggiature rappresentate. Scrivere per sé e per gli altri: libere
composizioni per lalbum personale dellalunno. Narrazione orale e
narrazione scritta individuale e di piccolo gruppo. Tu racconti, io
scrivo (tra bambini e tra i bambini e la maestra). Le storie mutilate:
completare la parte mancante. Dalla lista di parole alla composizione. I
puzzle linguistici; giuochi di completamento della frase, della
proposizione o di un breve testo. Larte epistolare: lettere ipotetiche
o immaginarie (di incoraggiamento, di conforto, di scusa, di
soddisfazione, di confessione, di informazione, di protesta, ecc.),
anche in forma poetica. La composizione quale arricchimento interiore e
libera espressione di idee (cfr. Montessori: L'Autoeducazione,
pp.235-241), ovvero dalla composizione nevrotizzante (Montessori)
alla composizione liberante: limmaginazione e la sua base materiale
(preparazione di buste contenenti materiali di osservazione e ricerca
da cui il bambino potrà ricavare il desiderio e linteresse a comporre,
conseguendo esattezza e chiarezza nella spontaneità. Ciò favorisce tanto
lideazione quanto la struttura e lespansione del testo). Scrittura
individuale o di piccolo gruppo di brevi sceneggiature da rappresentare
in particolari occasioni di socialità interna ed esterna alla classe.
Lintervista.
7. Il bambino lettore Lettura di
parole, proposizioni, periodi e relativa interpretazione. Anche i
bambini preparano i comandi. Dalla lettura meccanica allanalisi della
lettura. La lettura come espressione e rappresentazione e la
preparazione delle serie. La teatralità della
lettura. La lettura ad alta voce. Le libere letture individuali
(preparate dallinsegnamento o prescelte in biblioteca). Il libro: chi
lo fa e come è fatto. Avvio alla ricerca e comprensione dei generi
letterari (narrativo, comico, davventura, scientifico, storico,
biografico, ecc.). Organizzazione e funzionamento della biblioteca. Come
si consulta un libro di informazione. Le enciclopedie: uso personale e
di gruppo. Le monografie. La lettura ascoltata: la maestra e larte del
leggere. La lettura collettiva come momento comunitario di analisi,
interpretazione, valutazione.
8. Il linguaggio delle immagini Il fenomeno
dellimmagine. Le forme e le tecniche dellimmagine (pittorica, grafica,
fotografica, sonora, simbolica, ecc.). La lettura sensoriale
dellimmagine e della sua composizione. Limmagine interpretata: il
messaggio esplicito ed implicito. Limmagine e la sua storia.Il bambino
produttore di immagini. La biblioteca delle immagini. I bambini
costruiscono storie e racconti per immagini. Realizzazione di reportage
audiovisivi in occasione di uscite e di gite.
Obiettivi
Luomo dei due linguaggi: il bambino assorbe gli strumenti
intellettuali del suo tempo. La formazione del bambino alfabeta in
funzione del suo adattamento attivo al mondo della civiltà. Saper
parlare, saper leggere, saper scrivere: i gradini-appoggio (Montessori)
dellascesa spirituale. La competenza linguistica come scoperta
dellinteriorità. La competenza linguistica come scoperta e comprensione
della realtà. La lingua come strumento di ordine, chiarezza, esattezza,
di bellezza.
Matematica
1. La matematica nella storia Anche gli
antichi contavano e misuravano: come? Le cifre degli antichi. Striscia
storica del numero e delle misure. Movimento, sensi e mente alla base
della psicoaritmetica, della psicogeometria, della psicoalgebra:
azione, intuizione, astrazione. Tre mondi distinti e uniti: aritmetica,
geometria, algebra. I materiali montessoriani strumenti di esplorazione
nella ricerca matematica. Il laboratorio di matematica:
lorganizzazione evolutiva dei materiali.
2.Aritmetica In continuità
con la Casa dei bambini: 1° e 2° piano; approccio sensoriale,
intuitivo alle quattro operazioni; numerare con le catene. La
memorizzazione attiva.Le tavole del Séguin. Catene delle potenze.La numerazione su base posizionale: dalle perle
dorate al materiale gerarchico. Il lavoro con i telai delle gerarchie. La
grande divisione: ripartizione e contenenza. La grande moltiplicazione:
(scacchiera, telaio, perle dorate, banca). Dalla tavola pitagorica ai
multipli. Divisibilità e potenze dei numeri. Il decanomio numerico.
Unità e suddivisioni del cerchio: il lavoro con le frazioni
(rappresentazione, intuizione, astrazione). Le quattro operazioni con i
numeri decimali. Il sistema decimale di misurazione e relativa
simbologia. Il lavoro di trasformazione (scambio di unità-equivalenza). La bottega del
baratto. La bottega della compravendita; invenzione e soluzioni di
problemi reali. I problemi impossibili e i problemi umoristici.
Problemi di logica. Probabilità e improbabilità. Capitale e interesse.
La numerazione multibase. La radice quadrata. La radice cubica.
3.Geometria In continuità
con la Casa dei bambini: armadietto delle figure piane; i triangoli
costruttori; i solidi geometrici. La dimensione geometrica della natura. La dimensione naturale della geometria: ritmi,
pause, strutture dordine, frattali. La dimensione geometrica nellarte:
ritmi di linee, volumi e colori. Gli enti
geometrici: linee e piani in movimento. Lo studio dellangolo:
misurazioni e operazioni. Ritmi, trasformazioni e strutture geometriche
piane.Il decanomio geometrico. Figure concave, convesse e incrociate. Lo
studio dei triangoli; le terne pitagoriche; le asticine irrazionali. Dai poligoni
irregolari ai poligoni regolari. Lo studio del cerchio. I materiali
esploratori del perimetro e della superficie. Esperienze di congruenza,
similitudine, equivalenza. Simbologia relativa. Teorema di Pitagora;
intuizione sensoriale e costruzione numerica e geometrica. Le
tassellature. Traslazione e rotazione nello spazio
tridimensionale. Elementi del solido geometrico. Volume, capacità e
volume, peso: misurazioni, calcoli e problemi.
4.Algebra In continuità con la Casa dei bambini: il quadrato del binomio e del trinomio.Il cubo del binomio e del trinomio. Algebra e calcolo letterale (dal simbolo-cifra
al simbolo-lettera). Prodotti di polinomi (rappresentazione geometrica e
letterale della moltiplicazione; prodotti notevoli). Il decanomio
algebrico. I materiali esploratori del cubo del binomio e del trinomio
con relativa costruzione delle formule algebriche. Algebra e
numeri relativi: - dai numeri assoluti a quelli relativi e
algebrici ed il problema dello zero; - somma e differenza dei numeri
relativi; - somma algebrica con i serpenti positivo e negativo; -
prodotto, quoziente e potenze dei numeri relativi. Equazioni di 1° grado numeriche e letterali, ad una incognita e applicate a problemi pratici sia aritmetici sia numerici.
Obiettivi:
il programma Montessori come risposta al periodo sensitivo della mente
matematica; i materiali montessoriani esploratori psicogenetici per la
formazione della mente matematica; il lavoro matematico come momento e
sintesi di movimento, sensorialità, intuizione, astrazione, categorie
logiche; lintelligenza matematica come ponte tra natura e supernatura;
il sapere matematico quale condizione del progresso intellettuale e
sociale.
Educazione artistica
1. Il colore Composizione e
combinazioni. Colori fondamentali e complementari. Combinazione additiva
e sottrattiva. Le tonalità dei colori. Fisiologia e fisica del colore.
La tavolozza personale. Materie e tecniche dei colori. La superficie:
carta, legno, stoffa, pietra, seta, vetro, ecc.). Libere colorazioni con i diversi materiali. Nomenclature e
classificazioni. Riconoscimento di stili pittorici attraverso il colore.
Il colore e il contorno: primo avvio alla riproduzione delle forme
colorate, naturali e non, entro il contorno dato. I sentimenti
dei colori nelle diverse culture. Levoluzione psicologica:
dallaccentuazione monocromatica (colore unico per lo stesso oggetto:
4-7 anni) allaccentuazione policromatica (8-11), come espressione
emotiva.
2. Disegno geometrico e decorativo Dallarte degli
incastri della Casa dei bambini alle composizioni e tassellature
della scuola elementare. Le decorazioni delle figure piane. Riproduzione
di decorazioni classiche. Fase dellapproccio cosciente allarte
ornamentale e decorativa. Mosaico e collages.
3. Disegno dal vero Continua
lalfabetizzazione sensoriale manuale (locchio che vede, la mano che
ubbidisce, lanima che medita M. Montessori).Il disegno dal vero come
esigenza del periodo realistico. Disegno di forme vegetali, di forme
architettoniche, di forme di indumenti. Il disegno dal vero rivelatore
della personalità e del carattere.
4. Il disegno spontaneo Dalla fase
dellapproccio non cosciente (4-7 anni) alla fase dellapproccio
cosciente. La cartella cronologica personale del lavoro espressivo del
bambino. Evoluzione spontanea delle competenze tecniche (colori,
materiali, disposizione e composizione spaziale). Il disegno spontaneo
come espressione di immaginazione, compenetrazione e studio.
5. Lespressione tridimensionale La mano e la
materia: l'educazione tattile e motrice. Conoscenza e uso dei materiali
modellabili (argilla, cartapesta, carta, legno, filo metallico, stoffa,
ecc.). Lo scatolone dei materiali di scarto. Montaggio di composizioni
con materiali diversi. Colorazione del manufatto plastico. Ricostruzioni
di ambienti e paesaggi come lavoro di piccolo gruppo. Il museo della
scuola.
6. Larte nella storia Le uscite: alla
ricerca delle espressioni artistiche dellambiente (urbanistiche,
architettoniche, pittoriche, plastiche, ecc.).La striscia
storico-artistica della città. Analisi e riconoscimento delle forme
darte nelle diverse epoche. Il museo e la pinacoteca ci raccontano... Levoluzione
della civiltà dellimmagine. Quadro antropologico delle rappresentazioni
artistiche delle antiche culture (ad es.per larchitettura religiosa:
egizia, mediorientale, orientale, precolombiana, romana,
paleocristiana, ecc.). Nomenclature e classificazioni. Archivio
enciclopedico a cura della classe (in relazione alla pittura del
paesaggio e figurativa, del ritratto, della nature morte, ecc.),
convenientemente ordinato e classificato. Scuole e correnti pittoriche:
esercizi di approfondimento e analisi. Approfondimento biografico dei geni dellarte.
Obiettivi:
lespressione grafopittorica inconscia a quella conscia; il disegno
infantile tra spontaneità e competenza; i presupposti tecnici della
creatività; la cartella evolutiva personale attraverso lespressione
rappresentativa; il segno grafico come mezzo e risultato del
padroneggiamento sensoriale, manuale, psicologico ed intellettivo; il
disegno dal vero come esercizio tecnico e spirituale; larte e la
civilizzazione: apprendimento e conoscenza della storia dellumanità;
familiarità e pratica con i luoghi dellarte.
Educazione al movimento
1. Il movimento naturale e spontaneo In continuità
con la Casa dei bambini: la libertà dellalunno nello spazio/scuola
per le attività collegate alla sua vita educativa, (la libertà
psico-motoria in un ambiente ordinato e organizzato).Il movimento
interessato alla cura dell'ambiente e della persona: azioni
corrispondenti. L'ambiente-giardino e le azioni finalizzate: sarchiare,
zappare, seminare, potare, innaffiare, raccogliere, ecc. Il lavoro di
servizio: azioni riparative, per il servizio mensa, per la sistemazione
degli ambienti specifici (angoli, biblioteche, museo, ecc.).
2. Il movimento esercitato Il camminare
espressivo.Imitazione e riproduzione delle andature degli animali.
Camminare in equilibrio: estensione degli esercizi del filo.
Camminare contronatura: allindietro, a una gamba, con posizioni
diverse delle braccia, ecc. Camminare ad occhi bendati in un percorso
definito. I diversi modi di saltellare. Salti posizionati. Salti
ginnici e facili salti delle discipline sportive. Il correre
espressivo. Variazioni del ritmo della corsa con particolare riguardo ai
percorsi con ostacoli vari e deviazioni. Semplici attività di corsa
sportiva. Marciare. Le andature della marcia: militare, sportiva,
musicale, ginnica, ecc. Il movimento e le interpretazioni coreografiche
(saggi di classe o di scuola).
3. Il movimento globale Il corpo ruota,
striscia, nuota, ascende, lancia, si capovolge, si tuffa, ecc.:
imitazioni e riproduzioni con esercizi allaperto e/o in palestra.
Giochi ed attività con attrezzi ginnici. Giochi spontanei e giuochi tradizionali.
4. Il movimento con regole Giochi di gruppo con la palla.Semplici attività
sportive con la palla (calcio, basket, pallavolo, ecc.). Giuochi ed
esercizi con gli attrezzi. Giuochi di corsa. Giuochi non competitivi:
ciascun bambino alla ricerca del primato personale (corsa, peso, salti,
lanci, ecc.). Obiettivi: il movimento come sperimentazione cinestetica, ludica e
sociale; il movimento coordinatore del movimento con azioni
appropriate; il movimento come espressione interiore (volontà,
attenzione, costanza, coordinazione, autocontrollo, socialità); la
perfezione del movimento come conquista dello spirito.
Le nuove tecnologie Lutilizzazione
delle nuove tecnologie costituisce anche per la scuola Montessori una
importante risorsa. Nella scuola elementare i computer multimediali
possono essere utilizzati utilmente per attività di editing e di
diffusione di testi, per comunicazioni via e-mail, per visione di
software didattici, per costruzione di ipertesti, per attività legate
al linguaggio logo. Coerentemente
con la didattica generale, anche gli strumenti tecnologici devono
essere disposti allinterno dellambiente ed essere utilizzati con le
stesse modalità degli altri materiali (libera scelta,
individualizzazione, autocorrezione, ecc.). Per questo motivo non ci
sembra proponibile lutilizzazione di laboratori, ma le postazioni
possono essere collocate in numero di due o tre in ogni classe, oppure
si possono utilizzare postazioni mobili collocate su carrelli. Sarebbe
interessante studiare più approfonditamente la possibilità di produrre
software montessoriani che riproducessero materiali già utilizzati e
manipolati dai bambini, sfruttando le possibilità digitali per proporre
variazioni. Viene raccomandato, infine, che le
esperienze collegate alle competenze informatiche non acquistino il
significato e la funzione di una disciplina o di un insegnamento
autonomo; né, di conseguenza, esse si costituiscono come attività
separate e aventi una collocazione specifica e definita nel curricolo
dando luogo alla cosiddetta ora di informatica.
La verifica e la valutazione
Maria
Montessori ha osservato che levoluzione del bambino, del suo percorso
di apprendimento, avviene per esplosioni che non seguono percorsi e
tempi prestabiliti. Anche i dati attuali della psicologia e le più
avanzate riflessioni pedagogiche dimostrano che la formazione umana e
culturale del bambino avviene per processi di maturazione lenti e
sotterranei, con ritmi estremamente personali. I tempi di apprendimento
non sono mai quelli collettivi della produttività forzata e del massimo
rendimento (imposti dalla prassi corrente), ma piuttosto i ritmi
naturali di vita del singolo. Il principio dellintegrità del bambino,
che va rispettato nel suo sviluppo senza pressioni esterne per non
intaccare nessun aspetto della sua esistenza, è lelemento fondante del
nostro ruolo di insegnante; allinterno del nostro metodo lattività di
verifica e valutazione appare molto particolare e delicata; le attività
didattiche vengono strutturate in modo tale che il bambino possa
svolgere individualmente il suo lavoro, seguendo inconsciamente dei
veri diagrammi di flusso, dove il controllo dellerrore non risiede
nella supervisione delladulto ma nel successo dellazione. Lapprendimento
di ogni alunno è guidato dal materiale; il materiale stesso denuncia al
bambino gli errori commessi. Questo requisito rende possibile la
verifica immediata della risposta e gli consente di apprendere
controllando la propria attività e di correggere immediatamente le
risposte errate.
Le verifiche di
noi insegnanti sullattività dellalunno vertono principalmente
sullosservazione, con rari e delicati interventi diretti; da essa
scaturisce il quadro di valutazione. Nellattività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti: capacità di scegliere autonomamente una attività; tempo di concentrazione; ripetizione dellesercizio; capacità di svolgere organicamente lattività; capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso; livello di autostima; rapporto con gli altri; rispetto delle regole; disponibilità e partecipazione. Tali
osservazioni, che non prescindono mai dal rispetto della personalità e
dei tempi di sviluppo del bambino, ci offrono la
possibilità di valutare con obiettività se il nostro intervento è
stato efficace.
SANDRA CHISTOLINI Ordinario di Pedagogia generale e sociale - Università degli studi Roma Tre - La libertà dellinfanzia
Un
senso profondo di ribellione prende ogni persona costretta a pensare
fuori della proprialogica e a credere a cose futili ed inutili ai fini
della crescita umana. Eppure leducazione che diffondiamo tende spesso
ad essere proprio questa: spingiamo i bambini a fare anche quello che
non piace e gli adulti ad obbedire alle istituzioni, pensando che
lossequio alle regole sia la via duscita al disordine e al conflitto
sociale. Educhiamo più spesso alla conservazione dello stato esistente
che alla produzione di senso e al pensiero che si autogenera. Il
paradosso dellepoca contemporanea sta nella libertà imprigionata
dellinfanzia e nella autorità sanzionata della non infanzia. I bambini
hanno la giornata scandita da obblighi e da compiti, con una
progressiva riduzione dello spazio destinato al tempo libero e al
gioco. Gli adulti, la non infanzia, hanno orari da rispettare e
relazioni da coltivare per affermare la propria autorità. Cè poco
tempo per parlare, ed il dialogo è spesso rivolto a far cambiare idea
allaltro, piuttosto che al sano confronto dei diversi punti di vista.
Dialogare significa stabilire un rapporto comunicativo in un campo nel
quale regna la libertà della persona che si esprime anche fuori delle
regole, non perché non abbia una disciplina di condotta, ma perché
luscire dal seminato è il segno della nascita di opportunità
insospettate nei contesti che solo e semplicemente accettano quanto già
stabilito. Questa breve premessa per introdurre il tema della scuola
familiare, in inglese homeschooling, nata negli USA nella dizione che
la definisce, diffusa ormai in tutto il mondo e divulgata anche in
Italia. Della homeschooling fanno parte anche gruppi di genitori che si
ispirano alla scuola Waldorf Steiner e al metodo Montessori. Aumentano i genitori che cercano il meglio per i
figli e la preoccupazione di fornire una migliore educazione lontano
dai rischi della violenza che esplode nelle scuole, del bullismo, della
droga che tra il 1980 e il 1990 hanno severamente compromesso il
modello pubblico di istruzione, conduce a selezionare la homeschooling
e ad aderire completamente al movimento di riforma delleducazione che
la sostiene. La critica alla scuola pubblica si inoltra nella
constatazione della separazione tra docenti e alunni. Gli insegnanti
non si interessano dei bambini, non li amano. Per educare ci deve
essere amore per linfanzia e nessuno ama i figli più dei genitori naturali,
è dunque un bene che siano il padre e la madre i maestri dei propri
figli. Le scienze empiriche non possono misurare lamore e la bontà che
invece sono frutto di una più completa esperienza di crescita umana
completa. Lambiente familiare accoglie il bambino e i genitori si
preoccupano della sua anima, non solo del suo corpo e delle sue
reazioni a standard educativi esterni. I fautori della homeschooling
lamentano il fatto che il sistema educativo pubblico continua ad
anticipare letà di ingresso dei piccoli nella scuola, allontanandoli
troppo presto dalle cure amorevoli ed attente della famiglia.Per chi
opta per lhomeschooling, le ragioni del cuore, dellaffetto familiare,
dellamore, dellattenzione da rivolgere al bambino sono prioritarie,
rispetto alla conformità ad una norma comune dominante, ma non
esclusiva. Tali ragioni sono giustificate dalla filosofia che vede
nella persona il valore più alto da tutelare e salvaguardare, anche in
contrapposizione alle istituzioni che, perseguendo un certo bene
comune, talvolta dimenticano la visione dinsieme delleducazione volta
al bene. La prima tappa della buona educazione è quella che
comincia dai sentimenti, continua con la memoria, prosegue con
limmaginazione, lintuizione e lintelletto, il tutto armonizzato
dallamore. Nel
Regno Unito leducazione in casa, conosciuta come home education, è da
molto tempo un diritto legale. Non sono disponibili dati ufficiali
aggiornati, le raccolte statistiche contano circa 50.000 bambini in età
di scuola dellobbligo educati tra le mura domestiche. Le famiglie che
si avvalgono di tale modalità si possono collegare in rete e ricevere
informazioni sui propri diritti e le proprie responsabilità. Durante
i lavori della Commissione sui diritti umani, riunita l8 aprile 1999,
è stato riconosciuto il diritto umano internazionale dei genitori di
educare i figli, secondo i propri valori e la propria concezione
delleducazione. In tale contesto, la homeschooling si presenta come
una realizzazione della libertà della famiglia di scegliere come
educare i figli, avendo valutato i modelli esistenti. Lhome
education è la dizione preferita, trattandosi di autoeducazione e di
educazione in casa dei genitori nei confronti dei propri figli. Di
fatto, le parole inglesi di homeschooling, homeschooler, homeschooled,
home education indicano rispettivamente, la situazione, linsegnante,
il bambino, leducazione che definiscono il processo nel quale
ilbambino in età scolastica non frequenta la scuola ed è invece
istruito a casa dai genitori. Non vi è di fatto la sostituzione di una
scuola, pubblica o privata, con una scuola familiare, quanto piuttosto
luso di un curricolo predisposto e controllato dal gruppo leader
delliniziativa. La consulenza, il tutorato ed il passaggio da un grado
allaltro di istruzione sono assicurati dai genitori che accreditano lo
svolgimento del programma. Dunque non si può parlare di accreditamento
della homeschooling quanto di curricolo indipendente per la home
education. Il contatto con una scuola si ha quando lo Stato, dove
risiede la famiglia che sceglie lhome education, richiede una
ulteriore certificazione che attesta il progresso negli studi del
bambino, secondo gli standard ufficiali. Steiner e Montessori ispirano spesso i genitori che
educano in casa. Durante il Convegno di Bologna sulla Scuola Steiner
nel mondo (2001), vari interventi hanno evidenziato la libertà dei
genitori di scegliere per i figli la scuola e leducazione conformi a
valori e credenze che nella scuola pubblica non troverebbero una giusta
considerazione. La Steiner Waldorf homeschooling propone il curricolo,
muovendo dalle idee dellantroposofia divulgata dal pensatore austriaco
Rudolf Steiner, considera la centralità dellallievo e riprende le
indicazioni metodologiche delle fondazioni ed associazioni steineriane
diffuse ormai in tutto il mondo. I genitori leggono i libri di R.
Steiner e ne attualizzano gli insegnamenti a casa. La libertà del
bambino che apprende, secondo i suoi ritmiquotidiani di sviluppo non
mortifica il suo desiderio di conoscere. La frustrazione e la noia
chealcuni bambini sperimentano nella scuola vengono eliminate, a favore
di una attenzione costante ai bisogni dellinfanzia. I genitori che
scelgono dinsegnare ai figli in casa, considerano linsegnamento della
religione una delle ragioni di contrasto con la scuola pubblica. In
casa ricreano le condizioni della libera scuola Waldorf e possono
collegarsi on line, ottenendo le informazioni e le indicazioni
necessarie per seguire il programma in uso nelle scuole steineriane. è
importante che i genitori conoscano la filosofia di R. Steiner per dare
il giusto significato alluso dei materiali didattici. La distribuzione
del piano di lavoro in settenni è una delle caratteristiche di questa
educazione. I genitori si ritrovano intorno ad una concezione
dellinfanzia che sottrae i bambini alle forzature dellepoca
contemporanea, per la giusta espressione dello spirito che unisce
luomo al creato. Alla scuola viene sostituito il concetto di ambiente
educativo, del resto non nuovo nella storia del pensiero
delleducazione. Qualcosa di analogo sta avvenendo nelluso domestico e
privato del metodo Montessori. Con il nome Montessori Homeschooling
Groups (2006) si indicano i gruppi di genitori che scelgono di educare
i figli in casa, secondo il metodo Montessori. Questi genitori possono
comunicare in rete e scambiare idee, problemi, proposte. La filosofia,
la pratica, il materiale Montessori sono alla base delleducazione
domestica. Lesperienza risulta diffusa negli USA. Famiglie di località
come Arizona, California, Florida, Georgia, Michigan, New York,
Pennsylvania, Washington, Maryland forniscono contatti e notizie sui
figli che seguono la scuola in casa, avendo come insegnanti i propri
genitori. Spesso si tratta di madri che hanno seguito corsi di
qualificazione per insegnare secondo il metodo Montessori. Letà dei
bambini varia da 3 a 15 anni. Posso educare a casa mio figlio secondo
il metodo Montessori?. A porsi questa domanda è una mamma che si
rivolge allorganizzazione della homeschooling Montessori e che riceve
risposte affermative. Documenti reali sui risultati entusiasmanti
conseguiti da genitori che sono passati per la stessa soluzione
educativa confermerebbero lefficacia del metodo. Il confronto della
teoria e della prassi pedagogica delle Scuole Steiner e delle scuole di
metodo Montessori sono oggetto di ampio studio e revisione critica.
La homeschooling è giudicata una
forma alternativa di educazione. Le
famiglie che scelgono di avvalersi di questa forma di educazione, hanno
lobbligo di includere nel loro insegnamento lintero curricolo della
scuola pubblica e di accettare le verifiche ufficiali sui risultati
dellinsegnamento svolto. Secondo i dati diffusi della letteratura
scientifica, in particolare da Taylor e Petrie nel 2000 e da Mertin nel
1999, i genitori che si avvalgono dellhomeschooling sono quelli che
hanno sviluppato un alto senso diresponsabilità verso leducazione dei
figli, i bambini sono ben socializzati ed equilibrati dal punto di
vista emotivo, non sono timidi, parlano speditamentee si esprimono
senza vergogna, si comportanoin modo appropriato alletà.
Le ragioni dellahomeschooling sono:
linsoddisfazione per la scuola esistente; la considerazione che i
genitori sono imigliori insegnanti per i figli; la libertà di usarepiù
metodi pedagogico-didattici; le convinzionireligiose; lo scarso
riconoscimento del bambino come persona da parte della scuola;
ladesione ideologicae non religiosa dei genitori; i frequenti
spostamenti di residenza della famiglia.
La
legislazione italiana considera leducazione un obbligo, un dovere ed
un diritto. I genitori possono affidare i figli alla scuola, pubblica o
privata,oppure possono decidere di educare i figli in casa,s enza
rivolgersi al servizio scolastico. Quando leducazione avviene in casa,
la certificazione per il passaggio da un grado allaltro viene
rilasciata dalla scuola pubblica del territorio di competenza, previo
lavvenuto superamento dellesame previsto allo scopo. In tutti i casi,
i genitori dimostrano di essere in grado di avere le capacità di
istruirei figli.In Italia lesperienza della homeschooling risale alla
seconda metà del Novecento del secolo scorso,e si afferma intorno al
1970. In corrispondenza della diffusione della scuola elementare e
media,dellampliamento dellistruzione secondaria, della crescita della
popolazione entrata nellistruzioneuniversitaria, ormai aperta, anche
se ancoramolto in teoria, a tutte le classi sociali, si avverte in
alcuni strati della popolazione la necessità diriaffermare il diritto
della famiglia a scegliere quale educazione adottare per i figli e a
definire autonomamenteed indipendentemente quale modello
pedagogico-didattico privilegiare. Lesigenza non poteva certo venire
dalle classi più svantaggiate della gerarchia sociale e da chi vedeva
nella scuola un mezzo di emancipazione e di riscatto da condizioni di
vita disagiate, di povertà e di abbandono. La componente
socio-culturale e economico professionale di chi in quegli anni
decideva e sceglieva di educare i figli in casa, non può essere
trascurata per una giusta collocazione dellintero fenomeno. I
genitori istruiti, riusciti nella vita professionale,i benestanti,
coloro che nutrono dosi rilevanti di autostima verso se stessi e di
fiducia nel futuro possono in concreto non mandare i figli a scuola.
Per chi è invece sottoposto ad una situazione di esame permanente,
dalla nascita alla morte, la scuola ed il successo negli studi sono
fondamentali. Nel 1970 a Roma molti bambini vivevano nelle baracche
e per loro andare a scuola e studiare era un lusso. Spesso si trattava
dei figli del Sud e del Nord più povero. Quando, tra mille difficoltà,
alcuni di quei ragazzi riuscivano ad arrivare alla licenza media, a
farcela, a non essere respinti per sempre, si poteva ben dire che la
scuola aveva assolto al suo compito, nonostante le maglie strette del
sistema educativo, per definizione selettivo e tale da riprodurre la
disuguaglianza tra i banchi, come nella società. Lhomeschooling si
è comunque sviluppata anche in Italia e sta diventando, per genitori e
famiglie, la risposta alla crisi sociale della scuola. Un numero
crescente di genitori ritira i figli dalla scuola pubblica per
istruirli ed educarli in casa, secondo metodi di studio più flessibili,
più personalizzati, che puntano alla ricerca e alla scoperta della
conoscenza con domande e risposte che sorgono dalla vita stessa. Si
evita di percorrere strade standardizzate e di usare ricette
preconfezionate. Talvolta più famiglie si uniscono per condurre la
stessa esperienza. La scelta della scuola familiare, o scuola
paterna, è avvalorata dai risultati scolastici successivi dei ragazzi
che durante linfanzia sono stati educati in casa. LAssociazione
Crescendo (cfr. R. Melodia, 2003), nata a Genova nel 1999, segue da vicino lesperienza della homeschooling e offre informazioni sul successo di questa educazione nel mondo. In sintesi, i vantaggi della educazione familiare sono elencati come segue: a) i bambini apprendono con piacere ed interesse; b) i ragazzi proseguono negli studi, ottenendo ottimi risultati tanto scolastici quanto professionali; c) i genitori la considerano una esperienza sociale valida; d) lesperienza promuove la formazione del carattere del ragazzo; e) leducazione a casa permette di stabilire relazioni forti e significative tra genitori e figli; f) linsegnamento personalizzato favorisce lo sviluppo cognitivo ed affettivo del bambino; g) la socializzazione migliora sul piano dellapprezzamento dei valori sociali e morali. La
valutazione dellefficacia delleducazione paterna e materna, fa in
genere riferimento a studi esteri, non italiani, e si limita a
dimostrare che anche stando in casa si può apprendere e riuscire nella
vita. Si tace completamente circa il valore sociale e politico
dellistruzione scolastica che nel tempo ha significato una importante
conquista di civiltà ed un patrimonio comune di inestimabile valore.
Considerazioni e perplessità
Le ricerche sullargomento mostrano per lo più gli aspetti postivi
della homeschooling e per questo è necessario aprire un dibattito più
ampio sulla portata dellesperienza, in termini di valutazione della
stessa scuola, tanto pubblica quanto privata. Non
si può trascurare la caduta del luogo comune sulla socializzazione;
infatti, i fautori della home education tendono a difendersi dalle
critiche sulla perdita di socializzazione dei figli, mostrando dati
sullacquisizione delle competenze sociali dei bambini, ma fanno
silenzio ed ignorano la portata culturale della scuola come luogo
scelto dalla comunità umana per condividere leducazione dellegiovani
generazioni, insieme, nelle difficoltà come nei meriti. Il bambino
sottratto alla scuola è privato dellambiente di vita che è proprio
alletà, ambiente nel quale egli impara con i compagni, incontra
insegnanti lodevoli e meno lodevoli, assapora le regole del vivere
comune ed apprende a relazionarsi a se stesso, alle altre persone, alle
cose che lo circondano e che egli governa con la sua intelligenza e la
sua volontà. Il dialogo tra genitori ed insegnanti, la partnership tra
famiglia e scuola sono lo strumento e il patto della via sociale
alleducazione. Si possono considerare le ragioni familiari che
giustificano la homeschooling, ma è difficile trovare le ragioni
pedagogiche dellautoesclusione dalla scuola. Proprio quando i genitori
affermano di voler perseguire bontà, bellezza e verità come ideali delleducazione,
mostrano ai loro figli che nella scuola tutto questo non cè e, volenti
o nolenti, veicolano il messaggio della rinunzia dellistituzione
scolastica a rinnovarsi dallinterno. La comunicazione che riceviamo è
che la scuola è schiacciata dal peso delle contraddizioni politiche e
che non riesce a trovare il sentiero pedagogico che le è proprio. Da
questo punto di vista, i genitori che sostengono la home education non
hanno tutti i torti e la loro critica potrebbe effettivamente diventare
il lievito del cambiamento, ma perché ciò avvenga è necessario operare
dallinterno. Lisolamento dei problemi è la deriva della
socializzazione. Quando la scuola rischia di diventare un campo di
conquista del capitale e dellinvestimento economico, si fa più fatica
a concentrare gli sforzi nella crescita culturale comune. Per
socializzare non è più sufficiente prevedere solo momenti di
ricreazione e di spazio condiviso, dal quale qualcuno è sempre escluso.
La socializzazione è un processo nel quale la persona comprende il
significato della sua appartenenza alla società e collabora alla
migliore riuscita del suo impegno. Questo cammino non è quasi mai
tranquillo e pianificato. Spesso si tratta di un iter turbolento,
conflittuale, nel quale la negoziazione dei mezzi compromette il
raggiungimento dei fini di progresso condiviso e democratico. La
homeschooling mostra di essere interessata allo sviluppo della persona,
a prescindere dalla società, e fa dipendere la riuscita del sistema
sociale dalla formazione dellindividuo, eliminando i fattori di
disturbo nel percorso. Non cè conflitto da sostenere e per questo non
si attivano neanche i meccanismi della sana competizione. Isolare i
figli dal sistema educativo che si considera negativamente, potrebbe
essere una buona soluzione per salvare i bambini dalle sconfitte della
vita quotidiana. Eppure questo modo di intendere leducazione sembra
più un tacito affidamento alle critiche di Rousseau alla società che
corrompe, piuttosto che una esplicita conferma della società
democratica che come tale, per vivere, ha bisogno dellengagement,
dellessere concerned, in generale, dellesserci, sia nella forma del
consenso che nella forma del conflitto. Non dimentichiamo che mentre in
alcuni Paesi si declamano gli effetti positivi della homeschooling, in
altri, come il Giappone, si registra la persistenza del fenomeno dei
suicidi, per mancanza di accesso allistruzione; in altri, come a
Cipro, si supplisce alle carenze della scuola pubblica, alimentando la
pratica delle lezioni private; in altri, come in Libia, ci si rivolge
alleducazione domestica per la lontananza delle scuole dalle
abitazioni isolate e dai contesti rurali poco serviti; in altri, come
in Italia, il fenomeno dei drop out invita a riesaminare la questione
dellabbandono della scuola di bambini e ragazzi in condizione di
svantaggio e a riflettere sulla portata applicativa dellinvestimento
in competenze. http://www.basilicata.istruzione.it/allegati/2008/nodo_30.pdf
RISULTATI
DELLA RICERCA NEL CAMPO DELL'HOMESCHOOLING Estratto dal libro del prof.
Roland Meighan ( Direttore dei programmi scolastici inglesi) :
"Home-based education effectiveness research", tradotto:"Ricerca
sull'efficienza dell'istruzione familiare", Educational Review -
Vol.47, No3, 1995; e da una pubblicazione dell'Associazione inglese
Education Otherwise). Un numero sempre maggiore di famiglie
sceglie l'istruzione familiare preferendola alla frequenza scolastica.
Le famiglie mostrano una considerevole diversità in motivi, metodi e
scopi. Generalmente essi hanno molto successo nel raggiungimento degli
obiettivi scelti. Gli educatori familiari spesso si stupiscono di
scoprire non solo che l'istruzione familiare funziona, ma che funziona
molto bene. La vecchia domanda se i fanciulli istruiti in casa perdono
qualcosa è attualmente sostituita da un'altra domanda, ora che si è
dimostrata l'evidenza: PERCHÉ HANNO TANTO SUCCESSO? La ricerca
sull'efficienza dell'istruzione familiare dimostra che questi fanciulli
sono generalmente superiori ai loro coetanei scolari per quanto
riguarda le abilità sociali, la maturità sociale, la stabilità emotiva,
il conseguimento degli studi, la fiducia in sé stessi, le abilità
comunicative ed altri aspetti. Questi risultati della ricerca sono
molto incoraggianti e rassicuranti per le famiglie che iniziano
l'istruzione familiare. è stato fatto osservare che un così alto elogio
al successo dell'istruzione familiare può sembrare eccessivo... ma non
è così, basta ricordare che il successo dei fanciulli istruiti in casa
non è il risultato di un ambiente fortemente domestico con un'intensa
pressione per riuscire, ma piuttosto la valida conseguenza dei benefici
che l'istruzione familiare può offrire, quali la flessibilità del
curriculum, la determinazione dei tempi e dei luoghi, l'abilità di
adattare all'individuo lo stile di apprendimento e gli interessi così
come l'attenzione individuale che può essere offerta in un siffatto
ambiente. E' con cura e deliberazione che si usa la frase "hanno molto
successo nel raggiungimento degli obiettivi scelti", in quanto è
importante ricordare che il progresso e le prestazioni di ogni
fanciullo sono giudicate meglio in termini di obiettivi specifici della
famiglia e abilità uniche e individuali del fanciullo, interessi e
ambizioni, piuttosto che il giudizio arbitrario su esercitazioni
culturali, risultati di esami, test d'intelligenza etc.\ anche se la
ricerca dimostra che molti riescono molto bene anche in quest'area. I
risultati della ricerca offrono anche un'ulteriore varietà di ragioni
sul perché l'istruzione familiare può avere così tanto successo. è
stato suggerito che le scuole stesse potrebbero avere molto da imparare
sul perché e come l'istruzione familiare funziona così bene, e
potrebbero trarre beneficio dall'incorporare la flessibilità e molti
altri aspetti dell'istruzione familiare come via per sviluppare in
futuro un sistema educativo più efficiente. LO SVILUPPO SOCIALE:
studio di Thomas Smerdley. Riguardo alle abilità sociali, uno studio di
Thomas Smedley giunge alla conclusione che i fanciulli istruiti in casa
sono più maturi e socializzano meglio di coloro che frequentano la
scuola. Alcune possibili ragioni di ciò emergono da questo studio: 1.
La classe rappresenta prevalentemente una comunicazione unilaterale di
un fanciullo messo a tacere e si evidenziano pochi scambi
significativi. Nell'istruzione familiare si evidenzia il contrario. 2.
Le scuole sono il prodotto dell'era industriale con infornate di
prodotti uniformi che scorrono su trasportatore a cinghia in passaggi
obbligati verso un diploma standardizzato. Perciò la socializzazione
avviene con questo tipo di mentalità. L'istruzione familiare, al
contrario, lavora per il raggiungimento di risultati educativi più
personalizzati. 3. Un aspetto innaturale della scuola è la
segregazione per età. Imparare a stare solo coi coetanei non prepara
gli studenti all'interazione variegata nella vita con persone più
anziane e più giovani. L'istruzione familiare evita questa trappola:
s'incontrano persone di varie età in un modo che rispecchia più
accuratamente la varietà della società. 4. L'enfasi
dell'istruzione familiare sull'autodisciplina e l'apprendimento
autogestito e la fiducia in sé stessi che ne deriva, crea giovani
capaci di adattarsi alle nuove situazioni e a nuove persone. L'INTEGRAZIONE
SOCIALE: studio di Gary Knowles. Uno studio su 53 adulti con esperienza
d'istruzione familiare è stato condotto da J. Gary Knowles
dell'Università del Michigan. Costui ha scoperto che più dei tre
quarti, ha provato che l'istruzione familiare li ha veramente aiutati a
interagire con la gente di differenti livelli nella società.Quando fu
loro chiesto se avessero voluto essere istruiti in casa se avessero
potuto tornare indietro, il 96% rispose "SI ". Risposte tipiche erano
che " quando mi sposerò e avrò figli certamente li istruirò in
casa".Fattori che comunemente erano esaltati dagli adulti osservati
erano 1. il curriculum autogestito, 2. l'andamento del lavoro individualizzato 3. la flessibilità del programma dell'istruzione familiare. Nessuno
dei campioni era disoccupato o assistito dallo Stato e due terzi erano
sposati - la norma per quel gruppo d'età. Knowles concludeva dicendo
che l'idea che ci siano svantaggi sociali nell'istruzione familiare non
era sostenuta dall'evidenza, la quale piuttosto dimostrava il
contrario. LO SVILUPPO DELLA CARRIERA: ricerca di Julie Webb. La
ricerca di Julie Webb concernente lo sviluppo futuro e la carriera dei
giovani adulti precedentemente istruiti in casa è anche interessante da
leggere. Essa mostra come la loro educazione abbia facilitato il loro
futuro impiego, ed entra nei dettagli di molti altri aspetti
dell'istruzione familiare. Il suo studio PhD fu pubblicato in un libro
intitolato "Ragazzi istruiti in casa". IL PROGRESSO NEGLI STUDI:
studio di Brian Ray. L'eccellenza nello studio dei fanciulli istruiti
in casa è stata ripetutamente dimostrata dalla ricerca. Studi riportati
da Brian Ray pongono i fanciulli istruiti in casa almeno due anni
avanti nello sviluppo intellettuale rispetto ai coetanei scolari e
talvolta 10 anni avanti. (Di nuovo bisogna specificare che
l'"eccellenza" nello studio non è necessariamente una priorità e
neanche un obiettivo specifico dell'istruzione familiare: molti altri
aspetti quali l'ampiezza e la profondità dell'apprendimento, lo
sviluppo bilanciato e olistico del fanciullo e il conseguimento di
individui secondo i loro unici interessi e abilità, tutto contribuisce
al successo dell'istruzione familiare). METODI DI APPRENDIMENTO:
ricerca di Hornick. Per quanto riguarda le Scienze, Hornick studiò un
gruppo di 7 famiglie con figli adolescenti nel Massachusetts per
scoprire in che modo si imparino le Scienze nell'istruzione familiare.
Egli scoprì che i genitori campioni non insegnavano Scienze ai loro
teenagers: i teenagers insegnavano a loro stessi. Il risultato era
"un'indagine scientifica di altissima qualità". Gli studenti si
comportavano come veri scienziati nell'esplorare fenomeni, formulando
ipotesi, progettando e realizzando esperimenti e analizzando e
valutando i risultati. La memorizzazione dei testi e le
esercitazioni scritte non costituivano il lavoro principale ma i libri
di testo venivano usati come fonte di idee e riferimento. Le famiglie
vedevano le Scienze come un'attività pratica. Programmi televisivi
scientifici erano ampiamente seguiti e gite ai Musei di Scienze,
fattorie, centri naturali e parchi naturali costituivano l'elemento
principale del curriculum di Scienze. I genitori, con una modesta
cultura scientifica, imparavano con i figli piuttosto che dare
l'istruzione.... Essi lavoravano con un senso di "momenti
d'insegnamento possibile" quando era sveglio l'interesse e la curiosità
dei loro teenagers. Ogni famiglia concordava sul fatto che individuare
risorse adatte era la chiave per l'insegnamento scientifico e ciò era
la giustificazione per l'uso esteso di televisione e gite. CONCLUSIONI PERSONALI del prof. Meighan. Nel suo libro, lo stesso Meighan arriva a delle conclusioni che ricava
dall'esperienza personale e dalle ricerche nel campo dell'Homeschooling
pubblicate in questi ultimi anni. 1. La diversità nell'educazione è
salutare: perché gli individui sono differenti e le famiglie sono
differenti; perché le circostanze sono diverse; perché l'educazione di
successo può prendere molte forme (perciò sospettate sempre di
"risposte" reggimentali quali la "risposta" del Programma Ministeriale
o "la salvezza attraverso gli esami"). 2. Le ferite guariscono e i
fanciulli possono riprendersi dopo cattive esperienze di studio,
specialmente nell'ambiente di sostegno di una famiglia interessata. Ho
assistito a ciò troppe volte per pensare che ciò sia un evento
insolito. 3. E' attualmente difficile per una scuola normalmente
organizzata competere con una famiglia pronta, organizzata ed energica.
Solo poche scuole ci si avvicinano appena, come fui capace di osservare
quando andai dalle famiglie che istruiscono in casa alla supervisione
di studenti nelle scuole e viceversa per più di dieci anni. 4. Lo
studio flessibile (e come risultato la produzione di gente flessibile)
attualmente può essere trovato più verosimilmente nell'istruzione
familiare. 5. Lo studio programmato dallo studente (educazione
autonoma) si ritrova attualmente più frequentemente nell'istruzione
familiare: le scuole tendono a concentrarsi su "come essere istruiti",
mentre le case tendono a insegnare "come imparare". Le scuole perciò
tendono ad insegnare ad attaccarsi alle lacune del sapere, le case
insegnano come colmarle. 6. La crescita della fiducia attualmente può trovarsi più verosimilmente nelle case. 7. L'educazione non sessista può essere raggiunta più facilmente a casa piuttosto che con i presenti modelli di fare scuola. 8.
L'abitudine alla dipendenza dai pari e la "tirannia del gruppo dei
pari" prodotta dalla scuola che attua il modello approvato
correntemente ufficialmente possono essere contrastati all'istruzione
familiare. 9. La rotazione e l'alternanza di varietà di tipi di curriculum è un luogo comune a casa, ma di solito molto più raro a scuola. 10.
Le scuole al momento tendono a focalizzare un'educazione
unidimensionale, le case più di frequente sviluppano un'educazione
multidimensionale. 11. Forme di educazione cooperative e
democratiche si riscontrano più verosimilmente in ambienti familiari, a
causa della dominanza del modello autoritario di amministrazione della
scuola, come ritratto da Davis (1994). 12. La cosiddetta
"scuola-fobia" è attualmente più verosimilmente un segno di sanità
mentale, mentre la dipendenza dalla scuola è un problema mentale
ampiamente non riconosciuto. 13. Le case più delle scuole
ottengono "il bambino all'inseguimento del sapere e non il sapere
all'inseguimento del bambino" (George Bernard Shaw). 14. Poche
famiglie hanno un figlio a scuola ed un altro fuori, con la possibilità
di cambiare in ambedue le direzioni basandosi sull'esperienza e i
bisogni. Essi sono pionieri di una forma educativa più flessibile. Una
via positiva in avanti per il sistema scolastico è raccogliere l'idea
derivata dagli educatori familiari di tempo flessibile e scuola
flessibile. http://digilander.libero.it/rhoda2000/scuola_familiare.htm
La Scuola Familiare di Siraluna
La
Costituzione Italiana nel Titolo II RAPPORTI ETICO-SOCIALI, dispone che
sia un diritto dovere dei genitori fornire un'istruzione ai propri
figli. Il legislatore inoltre nel Decreto legislativo 297/94 disciplina
le modalità di adempimento allobbligo scolastico, contemplando tra
queste anche la possibilità di provvedere direttamente allistruzione.
Nella circolare ministeriale n 85 Prot. N 17005 del 3/12/2004 viene
regolata la modalità di svolgimento degli esami di idoneità per gli
alunni delle scuole private e familiari e ogni anno attraverso una
circolare viene regolata la procedura burocratica per lavviamento
della scuola familiare.
Attraverso
la nostra esperienza di famiglie affidatarie (ma non solo) abbiamo
potuto constatare come talvolta la scuola non rappresenti la soluzione
migliore per alcuni bambini che affrontano situazioni particolari. Per
questi bambini pensiamo sia giusto che la scuola possa contare su altre
esperienze/modalità didattiche, con l'obiettivo di assolvere al
difficile compito di farli crescere in modo armonico.
La
scuola familiare rappresenta una di queste modalità diverse di "fare
scuola": permette di riportare lapprendimento ad unesperienza
naturale, legandola alla quotidianità del bambino. In casa propria, o
di altri, la scuola familiare attinge da ciò che si vive ogni giorno
gli strumenti per apprendere la lettura, la scrittura, i numeri,
larte, la musica
Fondamentale
è la composizione di piccolissimi gruppi che permettano alle persone
che si rendono disponibili di poter seguire il percorso di
apprendimento secondo il ritmo dei bambini: lezioni, pause e lezioni
non hanno ritmi prestabiliti! Gli argomenti si snodano su un percorso
legato alle curiosità espresse dai bambini, si gioca imparando e questo
permette di avere la mente sempre aperta per assorbire ciò che arriva
dalle parole, dai segni, dai sentimenti. Allo stesso tempo grande è il
rispetto per le necessità di ognuno: se si è stanchi si può rallentare,
si può uscire a passeggiare, trovare altri modi per affrontare un
argomento difficile, e renderlo così più coinvolgente, stimolante ed
interessante.
Si
possono visitare musei, città, luoghi interessati per la cultura o
lapprofondimento di un argomento fare di una materia un ricco scrigno
di scoperte.
Tutte
le materie hanno la possibilità di essere approfondite e il programma
ministeriale viene comunque rispettato in ogni parte, poichè lettura,
scrittura, matematica, arte, musica, sport, e ogni altra materia sono
in egual misura importanti per la crescita armonica della persona e per
la sua vita nel mondo.
Il
primo anno di "Scuola Familiare" è stato attivato a settembre 2007, e
ha riguardato una bimba di 6 anni con la quale abbiamo affrontando la
prima elementare. Abbiamo sempre cercato, senza dimenticare mai di
essere persone di questo mondo, di sensibilizzare le Istituzioni al
problema della sofferenza scolastica che alcuni bambini possono
presentare, per le diverse sensibilità che ognuno esprime.
Il
primo confronto con la scuola ufficiale (fine primo quadrimestre) è
stato positivo. Maestre e Direttrice Didattica hanno ascoltato le
nostre insegnanti, hanno sfogliato i quaderni della nostra allieva, e
non sono state avare di complimenti e suggerimenti. Inutile dire che
siamo contenti: non abbiamo trovato un ostacolo, ma persone attente e
disponibili. La nostra allieva ha brillantemente superato gli esami di
ammissione alla seconda elementare, dimostrando di aver raggiunto buone
competenze, e di aver acquisito maggiore sicurezza e stima di sé. Qui
di seguito potete leggere i vari programmi scolastici.
Programma di Italiano:
lettoscrittura: stampato minuscolo, maiuscolo, corsivo; riconoscimento
vocali e consonanti; riconosciamo le lettere, le parole, le frasi, e
impariamo a scrivere correttamente staccando tutte le parole; le
doppie; lettura di fiabe, storie, filastrocche; creazione di una
filastrocca per imparare i mesi dell'anno; scomposizione di storie e
fiabe e ricostruzione secondo la corretta cronologia degli eventi;
descriviamo le immagini (stimoliamo l'osservazione e la produzione
autonoma di pensieri); punteggiatura: il punto, la virgola, il punto
esclamativo e il punto interrogativo, l'apostrofo e l'accento; i suoni
onomatopeici; semplici giochi linguistici (completa la parola, trova
l'aggettivo corretto, ecc...) Programma di Storia e Geografia:
concetto e percezione di tempo, ricostruzione di eventi, la ciclicità:
il giorno e la notte, la settimana e i mesi dell'anno, le stagioni, la
giornata tipo, il prima e il dopo; concetto di spazio e di coordinate:
destra sinistra, in alto e in basso, davanti e dietro, dentro e fuori;
lo spazio attraverso il disegno: la mia stanza da letto, il giardino,
osserviamo e riportiamo su carta quello che vediamo; planisfero e carte
geografiche, localizzazione dei posti conosciuti sulla cartina
(Bologna, Emilia Romagna, Italia); le festività e le tradizioni:
Halloween, Natale, Pasqua Programma di Matematica:
le principali forme geometriche: il cerchio, il quadrato, il triangolo;
i numeri: grafia e quantità; comparazione di quantità: maggiore di,
minore di; uso del calendario e dell'orologio per misurare il tempo,
del righello per misurare lo spazio; addizioni e sottrazioni, soluzione
di piccoli problemi con addizioni e sottrazioni Programma di Scienze:
osserviamo la natura: insetti, piante, animali, i cambiamenti della
natura dovuti al clima e alle stagioni; esseri viventi e oggetti
inanimati; raggruppare per somiglianze animali, insetti e oggetti e
attribuire caratteristiche (date alcune caratteristiche tipo ali,
piume, pelo, attribuirle a animali, insetti, ecc...), i cinque sensi;
le caratteristiche degli oggetti attraverso la comparazione (più duro,
più morbido, più pesante, più leggero...; il corpo umano: approccio
(quante mani, quante dita, quanti occhi... cenni sul funzionamento: il
cuore, l'apparato digerente...); la terra e alcune sue caratteristiche,
le sue risorse, i vulcani; com'è nato l'uomo? La trasformazione da
scimmia a uomo Attività trasversali, esercizio della logica:
creazione di un calendario e di un orologio per un primo approccio al
concetto di tempo; passeggiate nei prati per fotografare piante e fiori
e osservare insetti e spiegarne le attività: le api e il miele, i
bruchi che diventano farfalle; uso del pc: le frecce cursore, la barra spaziatrice, il tasto per andare a capo, scrittura a monitor usando la tastiera; costruiamo
dei ponpon di lana per l'albero di Natale (usiamo il cartone e il
compasso per creare dei cerchi che ci servono per realizzarli); gita a Bologna,
con visita alla chiesa di San Petronio a alla Biblioteca Sala Borsa,
dove l'allieva ha scelto dei libri da prendere in prestito; trascrizione di ricette golose,
questo ci serve per imparare a scrivere meglio, usando testi come
guida; dato un certo ambiente, collega ciò che puoi trovarci. Programma materie artistiche e tecnologia:
il programma delle materie artistiche si è svolto con particolare
attenzione all'armonico sviluppo psicofisico dell'allieva. la scelta di
privilegiare la libertà di espressione non nasce da un'impostazione
educativa naturalistica, ma dalla necessità di far vivere emozioni
dalle quali, sostenendo il risultato positivo degli elaborai e delle
esperienze, potesse emergere consapevolezza della propria capacità di
fare. A sostegno di questo percorso sono state scelte attività legate
all'espressivitò, alle quali ha fatto da sfondo l'aspetto didattico. Le
attività hanno sovrapposto linguaggi artistici diversi, volti da un
lato alla sensibilizzazione dell'espressione artistica negli aspetti
della vita quotidiana e dall'altro come percorso di ricerca
individuale. Il percorso artistico e tecnico si è sviluppato attraverso
l'integrazione dei diversi linguaggi artistici, come base di
un'espressività unitaria della persona. Lo svolgimento del percorso
individuale si è sviluppato in parte in un laboratorio collettivo
rivolto in particolare al programma d'arte. Arte:
l'importanza di essere unici; linguaggio espressivo individuale,
destrutturazione del linguaggio artistico stereotipato e ricerca di
libera espressività; racconto e rappresentazione pittorica, ricerca di
espressività artistica attraverso la parola e la narrazione per libera
associazione e riconduzione dell'esperienza alla rappresentazione per
immagine pittorica (acquarello, tempere, acrilici); l'arte attraverso i
materiali quotidiani, l'arte attraverso il riciclo; uso artigianale di
materiali di riciclo, la cartellina dei lavori d'arte. Laboratorio
collettivo I grilli: lavori tridimensionali con uso di materiali vari,
la casa artistica, dimensione spaziale del paesaggio: casa artistica e
fondali; elementi introduttivi della prospettiva; il paesaggio e la
prospettiva; l'autoritratto, la musica e il colore Musica e Movimento:
le note, i suoni dell'ambiente, i suoni artificiali, breve introduzione
alla partitura tra suoni prodotti e voce; la voce come espressione di
emozioni conosciute; introduzione alla scala musicale attraverso la
voce; elementi di biodanza, l'emozione di diversi generi musicali, il
ritmo e la melodia del corpo(danza), la voce (canto); movimento libero
ed espressione corporea; schema corporeo e consapevolezza di sè,
movimento strutturato consapevolezza di sè e dell'ambiente Tecnologia:
la casa come spazio di apprendimento, la cucina, ciambella, salame di
cioccolata; dallo spazio della cucina alla tecnologia: materiali usati
per cucinare e gli ingredienti; cenni di tecnologia della casa nel
tempo e in ambienti diversi; osservazione degli aspetti tecnologici
della propria casa; materiali utilizzai nella costruzione;
professionalità utili alla costruzione della casa; l'elettricità nella
casa; l'acqua nella casa; cenni sulla produzione di elettricità; cenni
sull'approvvigionamento idrico. Informatica:
utilizzo delle tecnologie informatiche per le ricerche e le attività
ricreative; acquisizione di competenze di base nell'uso dei mezzi
informatici: giochi interattivi Lingua Inglese
: introduzione alla lingua inglese; forme di saluto hello, hi; how are
you?; scambi d'informazione sul nome e l'identità what's your name? my
name is... How old are you? I'm...years old; i numeri da 1 a 10; i
colori; altre forme di saluto; yes e no; up down ed istruzioni stand up
sit down; gli auguri di Natale; gli oggetti dello zaino e l'arredo
dell'aula; istruzioni go to the door, open the window...; le forme di
cortesia please, thank you; le parti del corpo; la famiglia; la casa. http://www.siraluna.it/scuolafamiliare.html
LA SCUOLA PATERNA Associazione Crescendo
Scuola
paterna, scuola familiare, scuola di casa, homeschooling, sono termini
poco diffusi, perchè infatti sono poche le famiglie che conoscono e si
avvalgono della possibilità di fare scuola in casa. Le note che seguono
servono solo a dare qualche informazione, un primo orientamento alle
famiglie che prendono in considerazione questa possibilità, forse per
alcuni addirittura una novità", una curiosità. La possibilità di fare
scuola a casa è una delle alternative previste dala nostra
Legislazione, per ciò che riguarda l'istruzione obbligatoria. L'obbligo
scolastico può infatti essere assolto presso le scuole elementari e medie di Stato, presso
altra Istituzione scolastica parificata o autorizzata ( es. Scuole
Private), o tramite istruzione familiare (detta anche scuola paterna,
scuola familiare, scuola a casa). In questo ultimo caso i genitori: devono attestare di possedere i mezzi e le competenze necessarie allo svolgimentodellincarico, devono comunicare per iscritto alla Direzione Didattica di appartenenza, la loro decisione devono
presentare il proprio figlio agli esami, previa formale domanda di
ammissione agli stessi, corredata dal programma svolto. La Costituzione, fondamento delle leggi dello Stato. così recita all'articolo 30: " è dovere
e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. ..nei casi
di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i
loro compiti ". All'articolo 33 la Costituzione sottolinea che " l'arte
e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento ...Enti e privati
hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione... ". L'articolo 34 parla dell'istruzione obbligatoria: " L'istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita". poiché il capoverso precedente afferma che la scuola è " aperta a tutti ", si è generalizzato, parlando sempre di "obbligo scolastico" . D.M.330 del 27.05.97, Art. 4 - Scuola familiare e privata autorizzata. Esami di idoneità e licenza.
Per scuola familiare si intende lattività di istruzione elementare
svolta direttamente dai genitori o da persona a ciò delegata dai
genitori stessi.
Gli alunni che assolvono allobbligo con tale modalità sono ammessi a
sostenere gli esami di idoneità o gli esami di licenza in una scuola
elementare di Stato, nel circolo di competenza territoriale rispetto
alla residenza della famiglia. "omissis"
Da
un punto di vista legale è quindi possibile fare scuola a casa, ma è
possibile anche da un punto di vista pratico? Sia in Italia che
all'estero (es. Inghilterra) alcune famiglie hanno già sperimentato la
scuola familiare, con ottimi risultati. E' necessario ovviamente non
solo volere, ma anche potere fare scuola in famiglia, avere cioè tempo,
capacità, ma anche spazio in casa, possibilità di verifica e confronto
(con insegnanti e coetanei del bambino), un ambiente familiare concorde
a questa esperienza. La scuola a casa può essere veramente
entusiasmante sia per i genitori che per i bambini. Per realizzare la
scuola a casa in maniera soddisfacente, bisogna fare molto lavoro,
molta preparazione, molto sacrificio. Non è la stessa cosa accompagnare
un bambino a scuola ed avere tutta la mattina libera, rispetto a
passare molte ore al fianco di uno o più bambini, studiando tutti i
giorni, per anni. E' necessario avere valide motivazioni per iniziare e
portare avanti un'esperienza simile: non deve diventare una moda, non è
per assecondare un capriccio, non è una scusa per la pigrizia, non è un
rimedio ai problemi della scuola pubblica: la scuola familiare richiede
infatti grande impegno, responsabilità e sacrificio, e solo una vera
convinzione regge poi alle varie ed inevitabili prove. Se vi sono
persone decise a tentare l'esperienza della scuola familiare, siamo qui
per dar loro una mano. Alcuni consigli che possiamo dare subito: 1)Testi. Sia alle elementari che alle medie è bene usare anche i libri consigliati dalla scuola, tenendo conto chevariano nelle diverse sezioni e nel corso degli anni. Bisognascegliere
i testi della sezione dove viene insegnata la lingua straniera
prescelta. Al momento dellesame, il bambino viene inserito in una
classe: è tutto più semplice se i testiadoperati sono gli stessi. Con lultima riforma dovrebbe essercipiù
elasticità nei programmi, infatti esiste la possibilità di presentare
programmi personalizzati, è indispensabile informarsi presso la
scuola. 1) Ore di lezione. Cè un aspetto pratico organizzativo, ed un aspetto disciplinare, coinvolti nella decisione di come far funzionare la scuola a casa. è bene stabilire orari fissi di studio per dare un ritmo e mantenere un ordine necessario in un processo educativo.Bisogna fare molta attenzione soprattutto alle elementari - ad alternare momenti di lavoro calmo e tranquillo a tavolino, con pause, movimenti obrevi
uscite allaria aperta. Il lavoro che un bambino fa quando è stanco,
non è vantaggioso, non soddisfa, non riesce bene, non lascia un buon
ricordo e a volte è proprio inutile dal punto di vista del risultato.
Crescendo si ha maggiore resistenza alla fatica scolastica, si riesce a
stare seduti più a lungo e la suddivisione del tempo nelle tradizionali
ore corrisponde abbastanza ai ritmi di un ragazzo. La scuola paterna può dare la possibilità di qualchefuori programma interessante. Se, ad esempio, un argomento è particolarmente stimolante, se ne può parlare anche per una mattinata intera, diventandooggetto di una speciale ricerca. (Storia, geografia, scienze, letteratura, ma anche disegno e matematica, e talvolta anchemusicae lingua straniera, hanno dei collegamenti interessanti, che aprono orizzonti inaspettati e fanno amare di piùla
conoscenza, lo studio, la ricerca.) Questo approfondimento spontaneo,
che la scuola normalmente non può fare, è qualcosa di belloe incoraggiante che può e deve essereoccasionale e limitato. Cè un programma da rispettare e terminareentro un certo tempo, inoltre la vivacità ed anche lentusiasmo dellimprovvisazioneche scaturisce dalla richiesta fuori programmapossono scadere e diventare banali, se ripetuti sovente.Molto meglio ritornare ad un buon programma, benpensato, preparato ed articolatoin modo tale da essere completo ed efficace. 3) Programmi. Solo
un accenno per un argomento complesso, che necessita subito di alcune
precisazioni. Parlando di programmi, si comprendono due cose: a) il preventivo di programma, che anticipa il lavoro del bambino b)i
programmi da consegnare alla scuola ( che la Direzione Didattica può
richiedere molto prima che lanno scolastico sia terminato) e che
devono coincidere col programma veramente svolto. Nella elaborazione del preventivo di programma si deve tenere conto che va fatto seguendo le direttive Ministeriali . Questo programma preventivodeve
tenere conto di tutte le materie, della loro estensione nel corso
dellanno, del loro svolgimento, del modo e del tempo che siintende impiegare.
In pratica, prima di cominciare si deve avere un programma dettagliato,
materia per materia, suddiviso in trimestri o quadrimestri, (come a
scuola) dal quale ricavare, con largo anticipo, il programma
settimanale. è meglio prevedere per i primi giorni, un orario provvisorio in modo da poter fare qualche variazione. 4) E bene fare periodicamente delle verifiche e la suddivisone in trimestri, aiuta la verifica, lasciando il tempo di rimediare ad eventuali lacune. E
indispensabile scrivere tutto, materia per materia, argomento per
argomento; per le medie sono necessarie 5 ore di lezione ( dalle 8
alle 13) con le varie materie articolate nel corso della settimana,
sempre allo stesso modo, con un normale diario delle lezioni.
Bisogna naturalmente tenere conto, nella attribuzione delle ore
settimanali, del tempo necessario per lo svolgimento del programma di
ogni singola materia. 5) Ripasso e ripassaggio.è utile impostare un programma che permetta di terminarealcune materietra gennaio emarzo, per avere la possibilitàdi un ampio ripasso e rivedere ed approfondire con calma, molti argomenti.
Il ripasso è fondamentale ed altrettanto il "ripassaggio. Il primo è
volto soprattutto a rivedere la materia studiata, colmare eventuali
lacune e ampliare le conoscenze consolidando quanto già appreso, il ripassaggio (utilissimo soprattutto alle elementari) serve principalmente a passare di nuovo
sullo stesso concetto, usando lo stesso testo, per fare mentalmente il
percorso già fatto e vedere come ciò che ieri sembrava difficile, oggi
è facile.
Questo ripassaggio non solo sulle nozioni, ma sullo stato emotivo
precedente, dà molto coraggio al bambino che ricorda la difficoltà e
riconosce che ciò che gli è difficile oggi, con studio e pazienza
diventerà semplice. Quando si pensa di voler fare scuola a casa, cè
ricerca , trasmissione, volontà di continuare , impegno,
collaborazione, studio, ampliamento delle conoscenze di base del
bambino e attenzione per una buona trasmissione, efficace e valida nei
contenuti e nelle forme, volta al raggiungimento di obiettivi via viasempre più impegnativi e soddisfacenti.Sicuramente si è un po più creativi,attivi e presenti nella vita dei propri figli, e un po meno passivi anche nella società . Ma come prepararsi praticamente a fare scuola in casa?Occorrono un luogo, un tempo, una persona. 1)
Un luogo. E bene, nelle prime fasi, avere un luogo preciso dove fare
scuola . Può essere un locale, una scrivania, una cartelletta che viene
posata sul tavolo e dà un segnale preciso: io e te facciamo questa
bella cosa insieme. 2) Un tempo. Quantunque un buon educatore
sappia riconoscere e mettere a buon frutto ogni variazione, sfumatura,
difficoltà, spunto, che il bambino fornisce, e sappia riconoscere e
rispettare, tempi e modi di apprendimento momenti di cedimento,
stanchezza, genialità o blocchi nella comprensione,in
ogni caso, è bene fin dallinizio distinguere il tempo della scuola
dallaltro tempo, anche se si daranno informazioni, educazione ed
istruzione in tutto larco della giornata. Inizialmente, sarà proprio
il luogo, o loggetto legato alla scuola a darne anche il tempo.Allinizio sarà un periodo di tempomolto limitato da pochi minutiin su a secondadelletà del bambino, e non necessariamente tutti i giorni. E bene scegliere il momento migliore della giornata,quando il bambino è più disponibile e desideroso di fare qualcosa di nuovo e noi ne abbiamo il tempo. 3) Una persona.E' bene sia una sola persona a fare scuola: il riferimento fissoè importante per il bambino, gli dà sicurezza, mentre la varietà e la pluralità, nelle prime fasi, sono controproducenti. http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm
HOMESCHOOLING
Quello
dell'Homeschooling è un argomento controverso e poco conosciuto. Si
tratta di una scelta cosciente e ben precisa, che puo' avere alle
spalle le motivazioni più disparate. La critica più frequente che viene
mossa è quella che l'homeschooling sarebbe un modo di far vivere i
bambini "fuori dal mondo", ma è esattamente il contrario: è un modo per
far vivere i bambini nel mondo reale, invece che chiuderli, dividendoli
per età, in una "gabbia" dove dovrebbero imparare cio' che accade,
cio' che è accaduto, cio' che sarà utile una volta fuori. La
scuola è un luogo artificiale, nel quale dovrebbe svolgersi
l'apprendimento. Ma l'apprendimento avviene ovunque e in ogni momento.
La scuola in realtà è nata per permettere ai genitori di andare a
lavorare. La stessa scuola Waldorf, fondata da Rudolf Steiner, è nata
proprio cosi', per i figli dei dipendenti della fabbrica dalla quale
prende il nome. Ma
oggi, perché mandiamo i bambini a scuola? Ovviamente, per poter andare
a lavorare. A questo servono gli asili nido e le scuole materne. Oppure
perché possano socializzare, il che potrebbe avvenire tranquillamente
ai giardinetti o frequentando parenti o amici di famiglia con i loro
bambini, non necessariamente della stessa età. Poi perché possano
"imparare". Già in tenera età oggi si propongono la scrittura, la
lettura, oltre ad altre nozioni che prima venivano affrontate nella
scuola elementare. A partire dai sei anni, poi, si chiama "scuola
dell'obbligo". Questa dicitura trae in inganno, perché porta a credere
che sia obbligatorio mandare i propri figli a scuola. Uno
dei motivi che spinge i genitori a scegliere l'homeschooling è il fatto
di voler proteggere i propri figli. Questo è anche uno dei motivi per
cui l'homeschooling viene criticato da chi pensa che se li proteggiamo,
poi non saranno capaci di affrontare "il mondo". Ma un bambino che è
stato rassicurato e protetto, che ha trascorso un'infanzia serena e
felice, al riparo dalle brutture del mondo, sarà un adulto più sicuro
di sé e fiducioso, più ottimista e quindi perfettamente capace di
affrontare le difficoltà e le delusioni della vita. Al contrario, il
bambino che ha sofferto o che è stato deluso da piccolo, ha perso la
fiducia nella vita e nel genere umano.
John Holt, il "padre" dell'homeschooling, diceva chei
bambini a volte hanno bisogno semplicemente di parlare, di scherzare,
di giocare. A volte hanno bisogno di tenerezza, simpatia, conforto. La
maggior parte del tempo hanno bisogno di far parte della vostra vita, o
almeno di non venirne esclusi. Di frequentare alcuni dei posti nei
quali andate voi, di vedere alcune delle cose che vi interessano, di
conoscere alcuni dei vostri amici, di sapere cosa facevate da bambini,
o prima che loro nascessero. Hanno bisogno di una risposta alle loro
domande. Hanno bisogno che, se non conoscete la risposta, sappiate dire
"non lo so". (...) Hanno bisogno di avere qualche amico della loro età,
non decine, ne bastano due o tre. (...) E soprattutto hanno bisogno di
intimità, solitudine, calma, di momenti in cui non c'è niente da fare.Hanno bisogno di saper giocare cosi' come hanno bisogno di saper leggere. I genitori che desiderano istruire i propri bambini dovrebbero innanzitutto,
amare la loro compagnia, la loro presenza fisica, la loro energia, le
loro sciocchezze, la loro passione. Devono apprezzarne la conversazione
e le domande, ed essere felici nel cercare una risposta. Devono avere
fiducia in loro in quanto persone, rispettare la loro fragile dignità,
trattarli con gentilezza, prenderli sul serio. Devono sentire nel
proprio cuore lo stupore dei propri figli, la loro curiosità, il loro
entusiasmo di fronte al mondo. E devono avere abbastanza fiducia in se
stessi, scetticismo nei confronti degli esperti, e desiderio di
assumersi completamente la responsabilità dellistruzione dei propri
figli. I bambini non hanno bisogno, non vogliono, non possono sopportare sei ore di lezione al giorno.
Esistono due diversi tipi di Homeschooling:
La scuola in casa:
Le famiglie che scelgono questo approccio seguono dei programmi precisi
e usano libri di testo. Imitano in un certo senso la scuola, portandola
in casa loro e adattandola alle loro esigenze.
L'unschooling
(la non-scuola): chi sceglie l'unschooling non impone al bambino un
programma, ma si lascia guidare dai suoi interessi. L'unschooling puo'
essere più o meno radicale, nel senso che si puo' decidere, ad esempio,
che quest'anno insegnerete al bambino a leggere, lasciando che il resto
dell'apprendimento segua il suo percorso naturale, oppure potete
lasciare che anche insegnamenti di base come la lettura e la scrittura,
o le basi della matematica vengano affrontati quando il bambino inizia
a manifestare un interesse in proposito. Ovviamente vostro figlio non
vi chiederà mai di insegnargli le equazioni. Ma sicuramente un giorno
vorrà sapere cosa c'è scritto su quel cartello, o vorrà pagare quando
andate a fare la spesa, manifestando cosi' il suo interesse per la
lettura o per la matematica. John Holt definisce l'unschooling come il "lasciare ai bambini tanta libertà nell'apprendimento quanta i genitori ne possono sopportare".
La
scuola familiare non si svolge solo tra le mura domestiche.
L'apprendimento avviene ovunque. Semplicemente, presentando un
argomento nel momento in cui sorge in loro l'interesse, o quando è
pertinente con la situazione che stiamo vivendo, o con la conversazione
in corso, questo rimane impresso nelle loro menti. Così una mamma homeschooler canadese ci dà un ritratto della sua famiglia:
"A
caccia di avventure, laici ma con l'anima, in cerca di gioia, liberi
pensatori, abbraccia-alberi, in cerca di saggezza, divoratori di libri,
inforna-biscotti, no-logo, anti-consumisti, utilizzatori del trattino
d'unione, pianta-semi, ammira-stelle, amanti dei lavori manuali,
canta-storie, fanatici della scienza, amanti della natura, "liberi"
dalla TV, esploratori dell'Universo e cittandini del mondo, calciatori
di ciottoli per divertimento, per sentirsi bene! " http://www.lacasanellaprateria.com/2009/03/homeschooling-riflessioni.html